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ECONOMIA

Formazione per giovani in collaborazione con Ministero dl Lavoro e Unioncamere

A lezione di competenze digitali con Google

Il progetto 'Crescere in digitale' per i giovani disoccupati è stato lanciato al Ministero del Lavoro alla presenza del ministro Giuliano Poletti e dei rappresentanti di Google e Unioncamere. Formare i giovani italiani sulle competenze digitali e favorire la
digitalizzazione delle piccole e medie imprese sono gli obiettivi dell'iniziativa. I corsi online, gratuiti, vanno dall'e-commerce al turismo, con tutor di alto livello professionale.

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di Celia GuimaraesRoma Siete pronti a tornare a scuola? Ci sono novità per i giovani che desiderano aumentare le proprie competenze digitali e offrirle sul mercato, soprattutto indirizzate alle piccole e medie imprese. Oppure, possibilmente, creare in proprio un lavoro innovativo.  Da oggi è disponibile online 'Crescere in digitale', un percorso di formazione i cui destinatari sono i 700.000 iscritti a 'Garanzia Giovani', il programma dell’Unione europea per ragazzi fino ai 29 anni non studenti e non occupati.  

Iniziativa pubblico-privata
L’accesso al training online è gratuito. Il percorso formativo comprende 50 ore di corsi, laboratori sul territorio e oltre 3000 tirocini retribuiti nelle imprese italiane. L'obiettivo è quello di rafforzare l'occupabilità dei giovani italiani e favorire la digitalizzazione delle aziende.  'Crescere in digitale' è frutto della collaborazione tra Ministero del Lavoro, Google (che ha messo a disposizione piattaforma e tutor) e Unioncamere.

Il ministro clicca, la piattaforma parte
Il clic inaugurale che ha attivato la piattaforma l’ha dato il ministro Poletti: "Sono davvero soddisfatto. Oggi parte concretamente un progetto che si pone due obiettivi, entrambi di rilievo: migliorare l'occupabilità dei giovani per agevolarne l'ingresso nel mercato del lavoro e favorire la digitalizzazione delle imprese, leva importante di sviluppo e competitività. 'Crescere in digitale' è un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni pubbliche e mondo imprenditoriale rappresenti un supporto essenziale per dare impulso all'innovazione e produrre un più ampio numero di opportunità. Sono convinto che gli iscritti a 'Garanzia Giovani' apprezzeranno questa iniziativa".    

Manca cultura di internet tra le Pmi
"Il digitale è una leva importante per sostenere la crescita e la qualità dell'occupazione", ha detto il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. "Ma le nostre piccole e medie imprese non riescono ancora a cogliere tutte le opportunità offerte da Internet a causa di un livello di digitalizzazione insufficiente. Solo il 5% delle imprese italiane, ad esempio, è attivo nell'e-commerce contro il 14% della media dell'Ue".

Migliaia di posti di lavoro
Diego Ciulli, Public policy manager Google in Italia ha commentato: "La Commissione europea ha da tempo lanciato l'allarme: entro il 2020 ben 900.000 posti di lavoro rischiano di restare vacanti a causa della carenza di competenze digitali. In Italia questa contraddizione è ancora più stridente: da un lato gli alti tassi di disoccupazione giovanile, dall'altro il ritardo delle Pmi nel cogliere le opportunità del digitale. Per questo abbiamo iniziato a lavorare intorno all'idea di trasformare i giovani nei 'digitalizzatori' dell'economia italiana". Ecco perché questo tipo di formazione offre vie d’uscita a due problemi.
 
Il Governo darà continuità al programma
Intanto 'Garanzia Giovani', che scade nel 2015, ha dato importanti risultati e l'intenzione del governo è di mantenere attivo il programma al di là delle scelte che farà l'Europa, se deciderà o meno di rifinanziarlo, ha detto il ministro Poletti: "Abbiamo costruito una rete, un'infrastruttura che non possiamo buttare nel cestino se non dovessero esserci più i finanziamenti europei", ha spiegato il ministro. "Ci auguriamo che l'Ue rifinanzi Garanzia Giovani - ha aggiunto - ma in ogni caso abbiamo un'organizzazione montata che terremo in piedi". In caso di assenza di fondi Ue - ha precisato il ministro - si ricorrerà ai fondi regionali per l'occupazione, ricostruendo l'accordo con le regioni, e si destinerà una quota delle risorse per le politiche attive.
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