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ITALIA

Milano, Stati Generali della Lotta alle Mafie

Minniti: patto tra le forze politiche per il rifiuto dei voti della mafia

Il titolare del Viminale: "Voglio ringraziare pubblicamente le forze di polizia per la loro azione costante di contrasto alle mafie. A nome dell'Italia grazie"

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Agli Stati Generali della Lotta alle Mafie in corso a palazzo Reale di Milano il ministro dell'Interno, Marco Minniti, chiede un patto a tutti i partiti politici. "Sono qui per chiedere a tutte le forze politiche un patto solenne, pubblico in cui dicano che rifiutano i voti della mafia, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Le mafie - ha aggiunto - sono minacce alla nostra democrazia". Il ministro dell'Interno ha ringraziato inoltre le forze dell'ordine. "Voglio ringraziare pubblicamente le forze di polizia per la loro azione costante di contrasto alle mafie. A nome dell'Italia grazie". 

"Mai come adesso - ha concluso il ministro Minniti - abbiamo bisogno di una super procura europea antimafia e antiterrorismo".  Alle mafie "abbiamo inferto colpi straordinari ma non sono organizzazioni sconfitte. Hanno dimostrato di saper cambiare pelle, di resistere ai colpi che hanno ricevuto. Tengono assieme arcaicità e straordinarie capacità di innovazione: è questo mix che li ha fatti diventare negli anni player importanti del traffico internazionale di stupefacenti".

Alla chiusura del meeting, iniziato ieri a Milano, ha preso parte il Capo dello Stato Sergio Mattarella, il presidente del senato Pietro Grasso e il ministro della giustizia, Andrea Orlando.

Orlando: si batte con Stato più forte nelle periferie
E il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha puntato l'attenzione su interventi nelle periferie. "Negli ultimi 30 anni - ha detto - è stata costruita una fortezza antimafia, che ha ridotto moltissimo l'attività mafiosa. Però negli ultimi anni le mafie si sono evolute e il sistema è diventato vulnerabile, da qui l'esigenza di fare un inventario dei processi normativi per valutarli e attualizzarli. La mafia è diventata glocal, agisce attraverso il fenomeno corruttivo, ma non solo. Molto spesso preferisce le aree grigie, in cui i legami deboli, ma che è la più pericolosa. Serve quindi guardare ai reati spia dei fenomeni mafiosi, in cui le mafie possono proliferare".

"Sembrano passati secoli da quando in questo paese si negava la pericolosità e la presenza della mafia, questi Stati Generali per lo meno hanno hanno smontato questi falsi miti. Questo percorso inedito è stata una discussione vera, non tecnica, priva di conformismo, che ci porterà ad un documento finale che proverà ad offrire al Paese un riferimento - ha aggiunto -. Le mafie si battono ricostruendo uno stato sociale, che sia presente nelle periferie, perfezionando le misure per l'emersione dell'economia sommersa e dell'evasione. Un'antimafia europea è una misura minima per contrastare le nuove rotte della mafia, soprattutto percheé siamo sulla frontiera più avanzata nella lotta al terrorismo e alla mafia".
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