MONDO

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Migranti, i minori non accompagnati scrivono al Papa: fuggiti dalla morte cerchiamo un futuro

Nel solo 2016, rende noto Save the Children, più di 25.800 ragazzi e ragazze, anche giovanissimi con meno di 10 anni, sono arrivati da soli via mare in Italia e tantissimi hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo

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"Abbiamo la speranza che le cose possono ancora cambiare": con queste parole si chiude la lettera indirizzata a Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra oggi, da alcuni minori stranieri non accompagnati tra quelli che si trovano presso strutture di prima accoglienza a Lampedusa e a Siracusa, o frequentano i Centri diurni CivicoZero di Save the Children a Roma, Milano e Torino. Messaggi pieni di timore, ma anche di speranza per il futuro, in cerca di integrazione e di pace.

Sono ragazzi che provengono da paesi diversi, con storie differenti, ma che dopo aver conosciuto, nei giorni scorsi, le parole che il Papa ha rivolto loro nel suo messaggio per la Giornata, hanno voluto fargli arrivare la loro voce attraverso gli operatori di Save the Children.  "Speriamo che la forte voce del Papa a favore dei minori migranti possa far aprire finalmente gli occhi sulla tragica condizione vissuta da tanti bambini e adolescenti anche qui in Italia ed in Europa. Bambini che, come dice il Papa nel suo messaggio, sono 'tre volte indifesi', perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando forzati a vivere lontani dalla loro terra di origine e separati dagli affetti familiari" afferma Claudio Tesauro, presidente di Save the Children Italia.

Cresce il numero dei minori non accompagnati
Nel solo 2016, rende noto l'ong, più di 25.800 ragazzi e ragazze, anche giovanissimi con meno di 10 anni, sono arrivati da soli via mare in Italia, più del doppio rispetto al 2015, quando erano 12.360, e tantissimi hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Ma non tutti i minori stranieri che arrivano in Italia vedono nel nostro Paese la loro destinazione finale. Tra tutti coloro che sono sbarcati sulle nostre coste nel 2016, infatti, più di 6.000 di loro provengono da Eritrea (3.832, il gruppo più numeroso in assoluto tra tutti i paesi di origine), Somalia (1.584), Etiopia (401), Siria (220) e Palestina (110): salvo pochissime eccezioni questi ragazzi sono fortemente determinati a  raggiungere il più in fretta possibile altri paesi europei dove si sono già integrati familiari o amici. Per farlo si rimettono nelle mani dei trafficanti per attraversare le frontiere, correndo gravi rischi di violenza e sfruttamento. In particolare, gli oltre 4.000 ragazzi e ragazze provenienti da Eritrea e Siria, avrebbero potuto e potrebbero raggiungere legalmente altri Paesi europei attraverso la misura del ricollocamento, che oggi non viene loro garantita. E' invece indispensabile assicurare loro una strada legale e protetta per il trasferimento verso altri paesi dell'Unione Europea, dice ancora Save the Children. 

L'iniziativa di Save the Children
Oggi l'Organizzazione internazionale, dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti, lancia #NonFarloSparire, una forte campagna di comunicazione social dedicata ai minori stranieri non accompagnati che, in assenza di alternative, si rendono 'invisibili' per continuare il loro viaggio verso altri paesi europei o spariscono nel nulla, esposti al rischio di cadere nelle reti di trafficanti o sfruttatori senza scrupoli. L'obiettivo è quello di sensibilizzare e coinvolgere il più ampio numero di persone possibile in particolare nella richiesta al Parlamento di approvazione immediata della legge per l'accoglienza e la protezione dei minori stranieri non accompagnati.
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