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MONDO

Turchia: 130mila verso Europa, 5 bambini uccisi, Unicef: priorità è proteggerli

Esodo migranti dalla Turchia, missione europea sul campo

Erdogan: Ue non ha rispettato accordo su fondi. Borrell vola in Turchia per la crisi umanitaria. Sassoli: senza politica comune non c'è soluzione, siamo con i greci.

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Dopo l'esodo scatenato dall'escalation di violenza al confine tra Siria e Turchia e la decisione di Ankara di aprire le frontiere con l'Europa e quella di Atene di sospendere le richieste di asilo per un mese, i vertici europei hanno deciso di recarsi personalmente verso le aree di crisi. L'Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, sarà oggi ad Ankara per colloqui con le autorità turche, con lui il commissario europeo per la gestione delle crisi, Janez Lenarcic. Sul tavolo "la situazione a Idlib, le conseguenze umanitarie per la popolazione civile sul campo e i rifugiati siriani in Turchia". A scriverlo su Twitter è lo stesso Borrell.
 
I presidenti di Commissione, Consiglio e Parlamento europei, Ursula von der Leyen, Charles Michel e David Sassoli, si sono recati alla frontiera greco-turca, dove sono ammassati migliaia di migranti. La missione arriva alla vigilia della riunione straordinaria del Consiglio dei ministri degli Esteri Ue prevista giovedì e venerdì a Zagabria. 

In conferenza stampa sul posto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli ha detto: "Dobbiamo costruire una politica unitaria sulla migrazione, una strategia comune, una politica europea, ma molti governi non ne sono consapevoli. Se si fosse adottata la riforma dell'accordo di Dublino votata dal parlamento oggi non saremmo in questa situazione. Senza una politica comune dell'immigrazione non potremo essere leader nella difesa dei diritti umani". Davanti al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis Sassoli ha espresso il sostegno del Parlamento europeo al popolo e alle autorità greche e ribadito la richiesta alla Turchia di "rispettare gli impegni".

Dall'Austria arriva l'affondo al presidente turco dal cancelliere Sebastian Kurz che che facendo riferimento alla decisione di Ankara di lasciar passare i migranti come ritorsione ai mancati aiuti dell'Ue, lo definisce "un attacco della Turchia contro l'Europa".

Mitsotakis: Turchia ha violato intesa con Ue
"Quanto accaduto qui nei giorni scorsi è dolorosamente ovvio a tutti. La Turchia in piena violazione dell'accordo con l'Ue ha incoraggiato e assistito in modo sistematico decine di migliaia di migranti e profughi ad entrare in Grecia. Ha fallito, e continuerà a fallire se dovesse continuare a perseguire questa strategia". Così il premier greco Kyriakos Mitsotakis, in una conferenza stampa congiunta con i presidenti delle istituzioni dell'Ue, che oggi hanno visitato la frontiera greco-turca.
 
Mentre dalla Russia arriva il messaggio che non si può contribuire a risolvere il problema della crisi umanitaria siriana a scapito della guerra al terrorismo. Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in conferenza stampa dopo i colloqui con il suo omologo finlandese. "Non possiamo contribuire - ha detto Lavrov - a risolvere i problemi dell'immigrazione a scapito della fine della guerra al terrorismo, come chiedono alcuni politici europei".

Von der Leyen: è responsabilità Ue, sosteniamo la Grecia
"Le autorità greche hanno un compito molto difficile. Vorrei ringraziare la guardia costiera e guardia di frontiera, i civili, al polizia e Frontex per gli sforzi instancabili". Lo ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, durante la visita al confine tra Grecia e Turchia seguita a una ripresa degli arrivi di migranti. "Abbiamo lanciato un meccanismo di protezione civile su richiesta della Grecia, che puo' ricevere assistenza in termini di medici, tendoni e altro", ha continuato la presidente. Una situazione che, ha aggiunto Von der Leyen, "e' responsabilita' in toto dell'Europa, e lo gestiremo in modo ordinato, con unita' e determinazione". La presidente ha concluso: "È il momento per una azione concertata, agire in modo logico e razionale. La Turchia non e' un nemico, al gente non e' un mezzo per ottenere un obiettivo. Ringrazio la Grecia per essere la nostra protezione
europea questa volta".

Turchia: 5 bambini uccisi in bombardamento, abbattuto un caccia siriano nello spazio aereo turco
Almeno 9 civili, fra i quali ci sono 5 bambini, sono rimasti uccisi dall'esplosione di un missile lanciato dall'esercito siriano sulla città di Idlib, controllata dai jihadisti, lo denuncia l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo l'Ong, un missile terra-terra è finito su un quartiere residenziale di Idlib. Mentre, l'esercito turco rivendica l'abbattimento di un caccia dell'aviazione governativa siriana. Lo riferisce il ministero della difesa di Ankara, citato dai media, secondo cui l'aereo abbattuto nei pressi della località contesa di Sarakeb volava nello spazio aereo turco vicino al confine.

Vertice tra il presidente turco e il primo ministro bulgaro Borissov
"L'Ue non ha rispettato l'accordo" per contenere i migranti in territorio turco ". Lo ha affermato il presidente turco Erdogan in una dichiarazione congiunta con il primo ministro bulgaro Borissov, il quale ieri sera è stato in visita ad Ankara per una cena informale con il leader turco. Secondo il leader turco, la Turchia ha soddisfatto incondizionatamente tutti i punti dell'accordo, ma "l'onere per i migranti" non è stato condiviso. "Abbiamo già speso oltre 40 miliardi di euro per i migranti, avete promesso di stanziare sei miliardi di euro nell'arco di un anno per distribuirli alle ong. Ma questi non sono mai arrivati". Infine, il presidente turco punta il dito contro l'Unione europea dicendo di sentirsi letteralmente preso in giro.

Giovedì incontro tra Erdogan e Putin, possibile vertice a 4 
Il presidente turco comunica che si recherà a Mosca giovedì 5 marzo per incontrare l'omologo russo, Vladimir Putin. Tuttavia un vertice con la partecipazione del presidente francese, Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel, è ancora possibile, per "compiere passi concreti" sulla crisi a Idlib. "Sono tornati a chiedermi un vertice a 4 o a 5. Il 5 marzo andrò a Mosca dove con Putin valuteremo la situazione. Mi auguro che un vertice porti a un cessate il fuoco o che vengano fatti altri passi e che si arrivi a risultati concreti", ha dichiarato Erdogan, che in questi giorni ha ordinato di colpire il regime del presidente siriano, Bashar al-Assad in Siria, come ritorsione ai bombardamenti in cui hanno perso la vita i militari turchi.

Unicef: proteggere i bambini deve essere massima priorità 
Nelle ultime settimane, l'escalation delle violenze nella provincia di Idlib ha provocato lo sfollamento di 575.000 bambini. Delle diverse migliaia di persone ora concentrate vicino Edirne e lungo il confine turco-greco, il 40% sono famiglie con bambini. Gli Stati devono fare tutto il  possibile per prevenire ulteriori sofferenze ai più innocenti. Lo ha detto l'Unicef in una nota. ''La notizia della morte di un bambino su una barca che si è capovolta a largo dell'isola greca di Lesbo ieri, è una tragica testimonianza dei pericolosi viaggi intrapresi da giovani rifugiati e migranti alla ricerca di sicurezza in Europa'', si legge ancora nella nota. "L'Unicef è sul campo e sta rispondendo ai bisogni immediati dei bambini garantendo rifugio, acqua, kit per l'igiene, coperte e altre scorte. È tempo per la solidarietà europea con la Grecia e la Turchia - che hanno mostrato al mondo la loro generosità nell'accogliere un gran numero di bambini e famiglie. Nessuno stato può gestire i flussi dei rifugiati e dei migranti da solo". 

Unhcr: Stati si astengano da uso della forza
"Tutti gli Stati hanno il diritto di controllare le loro frontiere e gestire i movimenti irregolari, ma allo stesso tempo devono astenersi dall'uso eccessivo e sproporzionato della forza". Lo sottolinea l'Unhcr in una nota, in merito alle tensioni al confine tra Grecia e Turchia. "Né la Convenzione del 1951 sulle status dei rifugiati, né le leggi dell'Ue rappresentano una base legale per sospendere le domande di asilo", aggiunge l'agenzia Onu dopo che ieri Atene ha annunciato la sospensione delle nuove richieste.



Morto un bimbo e un giovane siriano, giornalisti e operatori umanitari aggrediti a Lesbo
In tali circostanze non mancano tragedie e violenze. Un bambino è morto durante le manovre di sbarco di un gruppo di migranti a Mitilini (isola di Lesbo, Grecia). Secondo il sito cnn.gr, il barcone – partito dalla vicina costa turca - si è ribaltato durante una manovra di avvicinamento della Guardia Costiera greca. Secondo quest'ultima, le 47 persone a bordo sono state salvate. Il cadavere del bambino è stato rinvenuto poco dopo. Nella notte 5 barche sono giunte sull'isola, due sono arrivate a Chios e altre due a Samos. Intanto si segnalano violenze, insulti e botte contro gli sbarchi. Un ragazzo siriano è morto colpito da proiettili di gomma. Ma nel mirino ci sono anche giornalisti, fotoreporter, personale dell'Unhcr.  Anche i residenti dell'isola di Lesbo rifiutano con forza gli arrivi. Decine di persone hanno impedito uno sbarco di migranti - tra cui alcuni bambini - da un gommone nella località di Thermi, e dato alle fiamme anche un centro d'accoglienza in disuso. Le immagini del pestaggio dei giornalisti su una banchina del porto sono diventate virali sui social network.
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