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MONDO

Appello per raccolta fondi, la testimonianza di una Onlus

Mozambico devastato dal ciclone Idai, l'allarme dell'Onu

Secondo le autorità mozambicane i morti accertati sono 468. Altre 259 persone hanno perso la vita in Zimbabwe e almeno 56 in Malawi. "Una delle peggiori catastrofi legate al clima nella storia dell'Africa", ha detto il segretario generale dell'Onu. La testimonianza di una associassione di volontariato di Beira

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Sale ancora il bilancio delle vittime del ciclone Idai in Mozambico. Secondo le autorità mozambicane citate dall'agenzia portoghese Lusa,  i morti accertati sono 468. Altre 259 persone hanno perso la vita in Zimbabwe e almeno 56 in Malawi.

Appello Onu: 282 milioni di dollari per vittime
Le Nazioni unite e i partner umanitari hanno lanciato un appello per la raccolta di 282 milioni di dollari destinati agli aiuti alle oltre 1,7 milioni di persone colpite dal ciclone Idai in Mozambico. I principali settori di intervento sono sicurezza alimentare, salute, acqua, servizi igienici e igiene, istruzione e rifugi, precisa una nota dell'Ufficio delle nazioni unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). iI ciclone è stata "una delle peggiori catastrofi legate al clima nella storia dell'Africa", ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, lanciando un appello alla comunità internazionale a finanziare rapidamente gli aiuti di emergenza. 

Rischio colera
Sul fonte della salute, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) vuole prevenire un'epidemia di colera ed ha annunciato l'invio di 900.000 vaccini contro la malattia. Nei giorni scorsi, il Segretario generale della Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa (ifrc), Elhadj As Sy, aveva evocato alcuni casi di colera osservati, ma non confermati. Il ciclone tropicale Idai ha colpito la città di Beira il 14 marzo sorso, causando almeno 450 morti, 1.500 feriti, danneggiando circa 60mila abitazioni  e allagando quasi 500.000 ettari. L'Onu prevede una grave perdita di bestiame, aggravando l'insicurezza alimentare in tutta la regione centrale del paese. Complessivamente, l'Onu stima che 1,85 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza urgente. 

La testimonianza da Beira
Barbara Hoffmann è la presidente di Asem, Onlus che dagli anni '90 si occupa di bambini in Mozambico. Ha organizzato una struttura a Beira e trova gli aiuti per farla conoscere a livello internazionale. Ecco la lettera con cui ha condiviso la sua testimonianza sulla situazione nella regione:

"Sono stata a Beira negli ultimi 10 giorni, tagliata fuori dal mondo. Nessuna comunicazione, internet, acqua potabile e così via. Sono riuscita a volare fino a Maputo la scorsa notte per essere in grado di gestire la situazione da qui e ottenere - aumentare l'aiuto necessario per i nostri figli e le famiglie e il nostro personale. Vi invieremo presto informazioni più dettagliate sulle ultime 2 settimane, ma per ora abbiamo bisogno del vostro aiuto e di assistere le famiglie il più urgente possibile. La situazione è disastrosa, inimmaginabile, le nostre scuole e Centri senza tetto, finestre e alcune porte sono volate via, alcune pareti cadute. Migliaia dei nostri beneficiari hanno perso tutto incluso la casa.

La maggior parte degli alberi sono stati tagliati o sradicati dalla forza del vento (fino a 280 km / h), cadendo spesso sulle case, distruggendoli e provocando feriti e morti. Migliaia di famiglie sono temporaneamente ospitate in scuole, parenti o amici, la maggior parte di loro senza cibo e acqua potabile. ASEM ospita molte famiglie nelle restanti condizioni. Malattie epidemiche come il colera stanno già colpendo molte persone. La malaria è in aumento, gli ospedali sono sovraccarichi. Mancanza di medicine Oggi, dopo 10 giorni, è arrivata acqua potabile (acqua canalizzata), ma non tutti hanno accesso ad essa. L'elettricità non è ancora disponibile. La maggior parte delle linee elettriche distrutte. La comunicazione (telefono) è tornata, ma funziona sporadicamente. Internet con molte difficoltà o inesistenti. Molto difficile da ricaricare poiché non c'è energia disponibile. Per il momento stiamo aiutando i nostri beneficiari con cibo e acqua. È difficile trovare cibo (scarsamente - bagnato e con prezzi eccessivamente alti). Abbiamo bisogno di molto più cibo per aiutare.

Il 90% delle persone ha perso quasi tutto e il nostro aiuto è solo un segno. Ma le persone non si disperano. In effetti, mostrano la forza della resistenza, rassegnate ma allo stesso tempo quasi serene.
Fino a qualche giorno fa, non avevamo notizie chiare e quindi non avevamo idea della gravità e dell'estensione della tragedia, tranne ciò che vedevamo intorno a noi. Si parla di un migliaio di vittime (morti) e di quasi 1 milione di persone colpite, il numero è in aumento ogni giorno. Oggi non ha piovuto per la prima volta e il sole ha permesso alle persone di asciugare i soli vestiti che indossano".

 
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