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ECONOMIA

Mps, Borghi tiene il punto. Salvini: banca massacrata non da noi

Intanto il titolo a piazza affari continua a perdere

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Nessun passo indietro su Mps da parte di Claudio Borghi, l'economista della Lega che ieri ne ha sollecitato il passaggio completo allo Stato. "Di cosa dovrei pentirmi? - dice intervistato da 'La Stampa' - queste cose le ho sempre dette. Bisogna abbandonare l'idea di farci profitti vendendola a chissà chi. E' la banca più antica del mondo, un patrimonio del territorio e del paese. Nel Consiglio regionale della Toscana abbiamo firmato mozioni sia contro la vendita del patrimonio artistico che delle filiali sul territorio. E ci tengo a ricordare che sia il Pd che il M5s hanno spesso votato con noi". Per quanto riguarda infine il cambio dei vertici, a partire dall'ad Morelli, "il tema - conclude - non entra nel contratto di governo ma è abbastanza probabile, quasi naturale pensarlo. Quello che c'è è stato scelto da un governo che sta per andarsene".  

Intanto nel contratto Lega M5s appena licenziato cìè un capitolo dedicato alla banca senese: "Con riferimento alla banca Monte dei Paschi, lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell'istituto di credito in un'ottica di servizio". Il testo  sostanzialmente conferma quanto apparso nella bozza ieri.  Sul tema è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini: "Mi auguro che Mps torni a recuperare tutto il suo valore. E' la banca più storica d'Italia non è stata massacrata dal contratto ma da qualche farabutto e delinquente che ha un nome e un cognome e ha devastato il suo valore. E' sopravvissuta a terremoto e peste bubbonica e non a delinquenti". Intanto alle 11 il titolo in Borsa perdeva il 4 per cento dopo un contino stop and go tra sospensioni e riammissioni alla contrattazione.
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