Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/musica-Istituzione-Universitaria-Concerti-Aula-Magna-Sapienza-Roma-551e8fcc-8df8-41e3-bd4a-1df5c09a52cf.html | rainews/live/ | (none)
SPETTACOLO

Sapienza, i Concerti dell’Aula Magna

Mostri sacri e giovani talenti nella stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti

Un itinerario lungo trentatré appuntamenti. Si parte da Vienna, ma c’è spazio per il barocco e la musica contemporanea. Si festeggiano gli anniversari del debutto di tre grandi solisti amici della IUC: Uto Ughi, Bruno Canino e Michele Campanella. Giovani pianisti e violiniste emergenti. E tanto Bach: un filo rosso che percorre tutto il cartellone

Condividi
di Nicola Iannello Tradizione e innovazione nella stagione numero 74 della Istituzione Universitaria dei Concerti. Saranno trentatré gli appuntamenti nell’Aula Magna della Sapienza Università di Roma, che ospita la rassegna votata ad avvicinare i giovani alla grande musica
 
Le due inaugurazioni
Dedicati alla grande musica viennese i concerti inaugurali del ciclo serale del martedì e di quello pomeridiano del sabato. Martedì 16 ottobre il Wiener Concert-Verein suona Mozart, Bruckner e Brahms. Fondato da elementi dei Wiener Symphoniker, il gruppo completa il programma con la Serenata di Čajkovskij, un omaggio a Mozart. Sabato 20 ottobre il ciclo pomeridiano si apre con Le Stagioni di Haydn, “oratorio profano” diretto dall’inglese Marcus Creed, con il coro Cappella Amsterdam e l’Orchestra del XVIII Secolo; il cast dei cantanti è internazionale: la belga Ilse Eerens, l’olandese Marcel Beekman e il tedesco André Morsch.
 
Il ritorno di tre grandi
Nel corso della stagione saranno festeggiati tre dei più amati concertisti italiani, per ricordare il loro debutto alla IUC, avvenuto quando erano giovanissimi, sessanta anni fa nel caso di Uto Ughi e Bruno Canino e cinquanta nel caso di Michele Campanella. Ughi debuttò alla IUC nel 1959, quando aveva letteralmente i calzoni corti, e vi è tornato spesso: eseguirà ora musiche di Brahms e altri suoi cavalli di battaglia, in duo con il pianista Michail Lifits (premio “Busoni” 2009). Canino suonò per la prima volta all’Aula Magna nel 1959 con I Giovani Solisti di Milano diretti da Claudio Abbado e questo è il suo concerto numero 100 alla IUC! Per l’occasione ha ideato un originale programma con tre Sonate classiche di Haydn, Mozart e Clementi e una panoramica sul repertorio americano dall’Ottocento ai nostri giorni (Gottschalk, Copland, Cage e Corea). Ugualmente legato alla IUC da un consolidato rapporto (vi debuttò nel 1968), Campanella torna con tre capolavori di Beethoven, Schubert e Schumann.
 
Pianisti in primo... piano
Saranno in tutto undici i pianisti a esibirsi. Impostosi all’attenzione mondiale con la vittoria al Concorso “Busoni” nel 1993, Roberto Cominati si è affermato come interprete del repertorio francese e di Ravel in particolare, di cui eseguirà La Valse, Tombeau de Couperin e Jeux d’eau. Nel 2014 la georgiana Mariam Batsashvili è stata la prima donna a vincere il Concorso “Franz Liszt” di Utrecht. Con un personale omaggio dal titolo “Rossini allo specchio” Orazio Sciortino celebra i 150 anni dalla morte del compositore del Barbiere di Siviglia. Debutta a Roma la trentenne francese Lise de la Salle. È la prima volta a Roma anche per il croato Ivan Krpan, vincitore nel 2017 a soli vent’anni del Concorso “Busoni”. Anche Alexander Romanovsky è stato lanciato dalla vittoria al “Busoni”: dedica il suo concerto a Chopin, di cui esegue l’integrale degli Studi e altre pagine. Nel 2004 Herbert Schuch si è affermato vincendo il Premio “Beethoven” di Vienna, e proprio Beethoven è il protagonista del suo recital, con due Sonate e le undici Bagatelle op. 119 eseguite in alternanza agli undici pezzi di Musica ricercata (1951-1953) di György Ligeti. Un evento il concerto che vede Frederic Rzewski, compositore sperimentatore e pianista dalla tecnica straordinaria, interpretare il suo capolavoro The People United Will Never Be Defeated!, composto nel 1975 e costituito da 36 variazioni su “El pueblo unido jamás será vencido” degli Inti Illimani.
 
Violini rosa
La IUC mette sul tavolo un poker di bravissime violiniste. Vincitrice nel 2007 del Concorso “Enescu” di Bucarest, l’italo-rumena Anna Tifu è stata definita da Salvatore Accardo “uno dei talenti più straordinari che mi sia capitato d’incontrare”. La tedesca Veronika Eberle a diciassette anni già debuttava al festival di Salisburgo con i Berliner Philharmoniker diretti da Sir Simon Rattle e ora, a ventinove anni, è uno dei più grandi talenti violinistici emersi recentemente: interessante il suo progetto RumBach – Rumba con Bach che la vede al fianco del contrabbassista Edicson Ruiz e del percussionista Gonzalo Grau. La sua coetanea italiana Francesca Dego ha debuttato come solista ad appena 7 anni in California ed è oggi una concertista pienamente affermata: in Aula Magna torna insieme a due partner d’eccezione, la pianista Maria Perrotta e il cornista Martin Owen. Riccardo Chailly, Simon Rattle ed Esa Pekka-Salonen sono alcuni dei grandi direttori con cui ha collaborato la violinista monacense Carolin Widmann, eccellente interprete del repertorio classico e molto interessata anche alla musica moderna.
 
Altri grandi solisti
Anche altri strumenti sono rappresentati ai massimi livelli da grandi solisti.
Narek Hakhnazaryan, vincitore del Concorso “Ciajkovskij di Mosca nel 2015, è l’astro nascente del violoncello. Sabine Meyer la volle Karajan come primo clarinetto dei Berliner Philharmoniker; a lei si uniscono i quattro sax e il pianoforte dell’Alliage Quintett per un vivace programma che accosta L’apprendista stregone di Dukas a celebri pagine di Purcell, Borodin, Stravinskij, Milhaud e Šostakovič.
 
Uno Stockhausen palermitano
Da non perdere il ritorno dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, che propone una chicca: la versione di Punkte, rielaborata espressamente per il complesso palermitano da Stockhausen nel 1962. Nel programma anche il Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy e i Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler; baritono , direttore Maxime Pascal.
 
Largo al quartetto
Negli appuntamenti con il quartetto d’archi è rappresentato tutto l’arco del repertorio di questo gruppo strumentale da Mozart e Beethoven a Schubert e Brahms, al Novecento di Berg e Ravel e a una novità di Matteo D’Amico. Il Quartetto Ebène è uno dei migliori quartetti francesi e collabora spesso con solisti del calibro di Mitsuko Ushida e Gautier Capuçon. Il Quartetto Prometeo ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la fedeltà delle sue esecuzioni e si distingue anche per il suo interesse per la musica contemporanea. Spesso indicato dalla critica come erede del mitico Quartetto Italiano, il Quartetto di Cremona dopo aver affrontato negli anni scorsi l’integrale dei Quartetti di Beethoven, torna alla IUC con un nuovo ciclo dedicato a Mozart che si concluderà la prossima stagione.
 
“Bach unlimited”
Bach è un filo rosso che collega molti concerti della stagione. È intitolato “Bach unlimited” il concerto di Lise de la Salle, che alterna Bach in versione originale, omaggi di compositori francesi del Novecento (Poulenc, Roussel) e trascrizioni fatte da grandi compositori-pianisti del passato (Liszt, Busoni, Kempff). La violinista Veronika Eberle presenta il Bach originale della Partita n. 2 per violino solo e personalissime riletture contaminate da suggestioni sudamericane dell’uruguaiano Efrain Oscher e del venezuelano Gonzalo Grau. Roberto Cominati suona la Suite n. 2 BWV 1008 e la famosissima Toccata e Fuga in re minore BWV 565 nelle trascrizioni rispettivamente di Godowsky e Friedman, mentre Mariam Batsashvili esegue la Ciaccona in re minore trascritta da Busoni. Il centro di questo percorso è il concerto intitolato “Variazioni su variazioni” di Rinaldo Alessandrini, che insieme agli strumentisti di Concerto Italiano presenta proprie versioni di musiche bachiane per strumento a tastiera, tra cui le Variazioni Goldberg. Altro gruppo leader della prassi esecutiva storicamente informata, Concerto Köln propone il Concerto per due violini di Bach insieme ad altre musiche del Settecento inglese, tedesco e italiano, tra cui le Quattro Stagioni di Vivaldi con il violino solista di Giuliano Carmignola.
 
Per le scuole e per le biblioteche
Prosegue Musica Pourparler, la seguitissima serie di incontri musicali del mattino destinati particolarmente agli studenti delle medie ma aperti a tutti gli appassionati.
Tre appuntamenti, rispettivamente con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Giancarlo De Lorenzo, la Ials Jazz Big Band di Gianni Oddi e il Gomalan Brass Quintet.
 
www.concertiiuc.it
 
Condividi