Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/musica-sacra-festival-Roma-basiliche-papali-Verdi-Mahler-Wiener-Philharmoniker-1f86be37-438f-406a-80a2-29238d6e6eb5.html | rainews/live/ | (none)
CULTURA

XVII edizione

Il Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra nel nome di Paolo VI

Dal 31 ottobre al 14 novembre la musica sacra risuona nelle basiliche papali di Roma, con oltre seicento musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Orchestra in residence i Wiener Philharmoniker

Condividi
di Nicola Iannello

Nuova edizione del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra, che anche quest’anno accoglie musicisti provenienti da tutto il mondo per portare la musica nei luoghi sacri di maggior bellezza di Roma e del Vaticano: la San Pietro, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore e San Giovanni il Laterano ospiteranno il 31 ottobre e poi dal 10 al 14 novembre sei appuntamenti - come sempre a ingresso libero - in cui protagonista sarà la musica sacra: dai più antichi canti orasho della tradizione cattolica giapponese alla musica corale russa, dal repertorio più classico alle novità contemporanee.
 
Promossa dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, la diciassettesima edizione del Festival sarà dedicata a Paolo VI di cui si è appena celebrata la canonizzazione. Saranno chiamati a raccolta musicisti di spessore internazionale, oltre 650 fra complessi orchestrali e corali, direttori e solisti: a partire dai Wiener Philharmoniker quest’anno in formazione da camera, orchestra in residence del Festival fin dal suo nascere nel 2002. Nell’ambito del cammino ecumenico che la Fondazione propone attraverso la musica e la presenza di complessi artistici provenienti del mondo ortodosso e protestante.
 
L’inaugurazione del Festival mercoledì 31 ottobre alla Basilica di San Paolo fuori le Mura viene dunque affidata a due giovani formazioni, per la prima volta ospiti del Festival, provenienti da Paesi di continenti diversi, di tradizione religiosa principalmente protestante, che si ritrovano unite attraverso la musica nel giorno in cui cade la Festa della Riforma: sono i norvegesi del complesso strumentale TrondheimSolistene e, dal Minnesota, il Together in Hope Choir, che raccoglie sessanta voci provenienti dai più importanti cori statunitensi. Eseguiranno due pezzi del norvegese Kim André Arnesen, particolarmente apprezzato per il repertorio di musica sacra e corale contemporanea: il mottetto So That The World May Believe in prima esecuzione assoluta e dedicato a Papa Francesco, e in prima europea la Holy Spirit Mass composta nel 2017 per i cinquecento anni della Riforma protestante e i 50 anni del dialogo cattolico-luterano.
 
Il Festival entra nel vivo sabato 10 novembre, alla Basilica di San Pietro in Vaticano, con una Elevazione spirituale affidata alla musica della Messe solennelle de Sainte-Cécile di Charles Gounod, eseguita la prima volta nel 1855. A interpretarla i solisti e i complessi giapponesi dell’Illuminart Philharmonic Orchestra e Illuminart Chorus, diretti da Tomomi Nishimoto. A seguire la Santa Messa celebrata dal cardinale Angelo Comastri, impreziosita dagli antichi canti orasho, testimonianza musicale delle prime comunità cristiane in Giappone, e dagli interventi musicali della Coro Statale della Cappella San Pietroburgo diretto da Vladislav Chernushenko.
 
Domenica 11 novembre saranno gli stessi complessi musicali giapponesi, questa volta a San Paolo fuori le Mura, a confrontarsi con uno dei massimi capolavori della musica sacra: la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi composta per il primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni. Giapponesi anche le voci soliste, con Misaki Takahashi (soprano), Takako Nogami (mezzosoprano), Naoki Nizuka (tenore) e Takashi Masu (baritono). Il concerto sarà dedicato a don Luca Pellegrini, amico della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, acuto giornalista e uomo di cultura, collaboratore per oltre dieci anni del Festival.
 
Aperto da sempre alle tradizioni musicali sacre degli altri paesi, per la prima volta il Festival ospita il Coro Statale della Cappella San Pietroburgo, formazione le cui origini risalgono al 1479, diretto da oltre quarant’anni da Vladislav Chernushenko. L’appuntamento è per lunedì 12 novembre alla Basilica di Santa Maria Maggiore in un concerto di grande suggestione dedicato all’antica musica corale e spirituale russa.
 
E atteso come ogni anno è il concerto dei Wiener Philharmoniker, quest’anno presenti al Festival in formazione da camera. A San Paolo fuori le Mura martedì 13 novembre eseguono senza direttore la Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler, composta nel 1900 quando il musicista era alla direzione della compagine viennese. Voce solista sarà Mojca Erdmann. Vita celestiale
 
Chiusura mercoledì 14 novembre, nella Basilica di San Giovanni in Laterano affidata a Justus Frantz, che torna al Festival con la Philharmonie der Nationen da lui fondata e formata da musicisti provenienti da ogni parte del mondo, di ogni credo politico e religioso, nella convinzione che il suonare insieme sia anche un messaggio universale di pace e di conoscenza. E non c’è musica migliore come la Nona Sinfonia di Beethoven per esprimere l’anima di questa orchestra. Con loro il Wiener Singverein, formazione corale fra le più celebri al mondo, e i solisti Soojin Moon Sebastian (soprano), Qiulin Zhang (contralto), Paulo Ferreira (tenore) e Germán Olvera (baritono), quattro voci giovani, ma già inserite nel panorama musicale internazionale.
 
www.festivalmusicaeartesacra.net
Condividi