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ITALIA

Roma

Narcotraffico, business da 450 miliardi di dollari l'anno

Un confronto tra istituzioni in una due giorni di lavori organizzata dalla Direzione centrale Antidroga

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C'è sempre più droga a disposizione e costa sempre meno; si abbassa l'età media e si amplia la platea dei consumatori; ogni settimana il mercato produce una nuova droga sintetica, più potente e letale di quella precedente. Dopo l'annuncio del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese della volontà del governo di varare al più presto una stretta contro gli spacciatori recidivi, gli esperti delle agenzie Antidroga e delle forze di polizia lanciano l'allarme: "non abbiamo mai avuto così tante droghe, naturali e sintetiche, pure e potenti e a costi così bassi" sintetizza per tutti il direttore dell'Osservatorio europeo sulle droghe (Emcdda) Alexis Goosdeel. 

L'occasione di un confronto sul narcotraffico la offre la due giorni di lavori organizzata a Roma dalla Direzione centrale Antidroga: incontri e dibattiti tra rappresentanti di 57 paesi, dall'Afghanistan alla Colombia, per confrontarsi su un business che, ogni anno, muove 450 miliardi di dollari. Una cifra monstre che dà la percezione di come il traffico di droga sia ancora oggi quello che l'ultima relazione al Parlamento definisce "il principale moltiplicatore di ricchezza" per le mafie. Il primo punto su cui riflettere è l'aumento della quantità di droga in circolazione. "Tutti i dati ci dicono che la produzione cresce a dismisura - spiega il capo dell'Antidroga Giuseppe Cucchiara - Ma non solo: le indagini dicono che in alcuni paesi, come l'Afghanistan, a fronte di una diminuzione delle piantagioni si registra una maggiore immissione di sostanza sul mercato, il che significa che stanno cambiando le tecniche di produzione". Ed è questo il motivo per cui il capo della Polizia Franco Gabrielli ribadisce due elementi senza i quali non c'è contrasto efficace. Primo: nessun paese può farcela da solo, bisogna collaborare perché "quanto più siamo uniti tanto più abbiamo la capacità di contrastare fenomeni che incidono sui settori vitali del paese". Secondo, "va ridotta la domanda, perché quello della droga è un mercato come tutti gli altri". E per farlo non ci si può affidare alle forze di polizia che, come un chirurgo, intervengono quando la "malattia è già acuta". Serve "una medicina preventiva" che coinvolga tutta la società: "le principali agenzie educative del paese devono unire i loro sforzi. E' questo il pilastro" di un contrasto concreto. Un discorso che ritorna se si analizza l'altro aspetto che preoccupa gli esperti, l'immissione sul mercato di droghe sintetiche sempre più pericolose, che va di pari passo con l'abbassamento dell'età media consumatori. Significa che sempre più giovani fanno uso di questo tipo di sostanze, reperibili ormai con facilità grazie al web. "La base di chi consuma si allarga a fasce di età sempre più preoccupanti - conferma il direttore dell'Anticrimine Francesco Messina - con i giovani che spesso ricorrono al policonsumo: prima fanno uso di sostanze eccitanti e poi 'abbassano' il livello con dei tranquillanti". Un mix letale, visto cosa c'è in circolazione: "c'è un nuovo gruppo di sostanze - spiega Goosdeel - ancora più pericolose del Fentanil", che già di per sé è una bomba, 100 volte volte più potente della morfina e 50 dell'eroina. L'ultima di queste sostanze l'hanno intercettata in Svezia, deriva dalla cannabis e ha una concentrazione di Thc del 90%: "si consuma facilmente, e può generare psicosi".

Gratteri: Onu imponga obbligo riconversione colture coca
"L'Onu è debole, se fosse forte imporrebbe a Colombia, Perù e Bolivia, i Paesi produttori, la riconversione delle colture di coca". Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso del convegno 'No drug, no problem' nella Capitale. "Sarebbe l'unica droga al mondo che potremmo davvero sconfiggere - ha sottolineato - ha ragione il capo della polizia Gabrielli a dire che la droga esisterà fino a quando esisterà l'uomo". 

Cucchiara (Dcsa): quadro situazione preoccupante
La droga "continua a rappresentare un rischio a livello mondiale per la salute, la sicurezza, il benessere e la qualità della vita di tutta l'umanità oltreché  per l'economia legale, la stabilità e la sicurezza degli Stati". E la criminalità organizzata "continua a trovare nel traffico degli stupefacenti la sua principale fonte di finanziamento". È "un quadro di situazione preoccupante" quello riassunto da Giuseppe Cucchiara, direttore centrale per i servizi antidroga, al termine dei due giorni di lavoro del convegno "Politiche antidroga: prevenzione e contrasto dei fenomeni e delle rotte internazionali" che ha visto confrontarsi a Roma i rappresentanti delle agenzie antidroga di 57 Paesi.

"La produzione di sostanze, quali la cocaina e l'eroina - ha ricordato Cucchiara - nonostante gli sforzi dei Paesi maggiormente interessati dalle coltivazioni, non accenna a diminuire in una sorta di 'tempesta perfetta', nella quale domanda ed offerta si condizionano reciprocamente determinando incrementi notevoli nei consumi". Mentre "a fianco delle tradizionali rotte degli stupefacenti si consolidano differenti sistemi di diffusione delle droghe attraverso il territorio virtuale delle piattaforme online". "Nessun Paese è immune da queste minacce - ha ribadito il direttore centrale per i servizi antidroga - e l'esperienza degli ultimi anni ci ha insegnato che non è possibile 'farcela da soli'. Il 'nemico' corre veloce, ha mezzi e risorse inesauribili, sfrutta abilmente le asimmetrie nei sistemi normativi e può avvalersi di una rete criminale molto estesa e ben rodata che gli consente di approvvigionarsi senza limiti di droga e di immetterla con continuità all'interno dei mercati. Per fronteggiare questa situazione e ridurre il gap è indispensabile unire le forze, 'fare rete', promuovendo lo sviluppo di indagini internazionali, scambiando e condividendo le informazioni, valorizzando gli sforzi investigativi e informativi di ciascuno Stato e i contributi che ci vengono dalle agenzie regionali e internazionali". È necessario "spingere forte sulla cooperazione giudiziaria e di polizia tra gli Stati. Mettere a fattor comune 'quello che sappiamo fare meglio', incrementare cioè la collaborazione operativa tra le strutture di polizia dei Paesi di produzione, di transito e di consumo per ottenere sinergie, sia nell'analisi dei fenomeni sia nell'intelligence, allo scopo di sviluppare strategie preventive e repressive corali e condivise. In questa prospettiva, come dimostra l'esperienza italiana, potrebbe risultare vincente promuovere la negoziazione di 'memorandum operativi antidroga', quali strumenti dinamici per la pianificazione di iniziative investigative congiunte e lo svolgimento di operazioni speciali".

Ma "di non minore importanza è la necessità di una sempre più efficace cooperazione giudiziaria 'smart', al fine di agevolare l'estradizione dei responsabili, assicurare le fonti di prova, rendere più tempestiva l'attività rogatoriale, costituire squadre investigative comuni e garantire assistenza legale reciproca. In prospettiva futura sarà anche necessario provare ad armonizzare le normative di settore allo scopo di sfumare quelle 'frontiere giuridiche' che non impediscono l'arrivo della droga ma rendono lenta e farraginosa l'azione della giustizia". "È arrivato anche il momento - ha concluso Cucchiara -  di concentrare gli sforzi sul versante economico della lotta al narcotraffico, utilizzando gli strumenti delle indagini patrimoniali, finanziarie e antiriciclaggio. L'esperienza investigativa ci mostra che il denaro lascia tracce importanti che possono condurci ai vertici ed ai livelli organizzativi più alti del narcotraffico globale. Aggredire i flussi finanziari e le ricchezze accumulate rappresenta ancora la prima e più incisiva forma di contrasto alla criminalità organizzata, che reimpiega tali proventi non solo per incrementare il traffico della droga ma anche per inquinare le istituzioni e le economie legali". 
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