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MONDO

Vertice Nato

Nato, Trump attacca di nuovo la Germania. Riunione straordinaria

 Riunione straordinaria ristretta del Consiglio atlantico dopo la minaccia di Donald Trump di sfilare gli Usa dall'Alleanza in mancanza di un aumento immediato delle spese militari da parte dei Paesi membri. Resta il nodo del contributo dei partner alla difesa. Conte: grazie all'Italia più attenzione Nato a sfide Sud. "Tutti paghino il 4 per cento per la difesa"

Vertice Nato
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 Riunione straordinaria ristretta del Consiglio atlantico dopo la minaccia di Donald Trump di sfilare gli Usa dall'Alleanza in mancanza di un aumento immediato delle spese militari da parte dei Paesi membri. Lo si apprende a Bruxelles. Trump, secondo quanto riferito da diverse fonti, durante il suo intervento alla sessione di lavoro dedicato ai rapporti tra Nato e Ucraina,  è tornato ad attaccare
la Germania. E si  anche rivolto agli altri alleati con toni ancora più duri di quelli utilizzati ieri.

Il presidente Usa Donald Trump torna alla carica all'avvio del secondo giorno del summit Nato con un nuovo tweet contro la Germania, l'Europa e le spese Nato e il nodo commercio. "I presidenti" americani, twitta, "hanno provato per anni senza successo a far pagare di più la Germania e le altre nazioni ricche della Nato per la loro protezione dalla Russia" ma questi "pagano solo una frazione del costo", invece "gli Usa pagano decine di miliardi di dollari in eccesso per sussidiare l'Europa, e perdono un sacco sul commercio!".  

     

E poi prosegue "Tutte le nazioni Nato devono rispettare il loro impegno del 2%, e questo deve alla fine salire al 4%!". Lo conferma il presidente Usa Donald Trump su Twitter prima dell'inizio del secondo giorno di summit. Nuovo attacco alla Germania anche sul Nord Stream 2: "E per di più, la Germania ha appena iniziato a pagare la Russia, il Paese da cui vuole protezione, miliardi di dollari per i suoi bisogni energetici che derivano da un nuovo gasdotto dalla Russia. Non è accettabile!  

   



Ieri il presidente aveva assicurato di avere "relazioni molto buone" con la cancelliera tedesca, Angela Merkel. "Discutiamo di spese militari e commercio. Abbiamo relazioni molto buone", aveva affermato Trump durante l'incontro con Merkel, dopo aver accusato poche ore prima Berlino di "arricchire la Russia" con i suoi acquisti di gas e di non contribuire a sufficienza alle spese dell'Alleanza.



Trump, ha formalmente chiesto agli alleati della Nato di alzare al 4% la percentuale del Pil da dedicare alle spese per la difesa, nonostante la maggior parte degli alleati sia ancora lontana dall'obiettivo del 2%, fissato nel 2014 per il 2024. in seguito, il leader Usa ha twittato: "A cosa serve la Nato se la Germania sta pagando alla Russia miliardi di dollari per il gas e l'energia? Perché solo 5 Paesi su 29 hanno rispettato il loro impegno? Gli Stati Uniti stanno pagando per la protezione dell'Europa e perdono miliardi di dollari nel commercio. Devono [gli altri Paesi, ndr] pagare il 2% del Pil IMMEDIATAMENTE, non entro il 2025".

Piena operatività Hub Napoli, ribadito impegno 2% Piena operatività dell'hub regionale Nato di Napoli, impegno a portare in tutti i Paesi membri la spesa per la difesa al 2% del Pil, rafforzamento delle forze di pronto intervento entro il 2020: queste alcune delle decisioni sancite nella dichiarazione finale adottata dal vertice Nato. Il segretario generale Jens Stoltenberg ha anche annunciato che la Macedonia è stata 'invitata' a diventare il 30° membro dell'Alleanza. 

Conte: grazie all'Italia più attenzione Nato a sfide Sud  "Piena operatività per l'Hub di Napoli. Grazie all'Italia maggiore attenzione della Nato alle sfide dal Sud dell'Europa". Così il premier Giuseppe Conte, in un tweet al termine della prima giornata del vertice Nato a Bruxelles.

Macron ad alleati: "Non indebolire l'Alleanza" "Non indebolire l'Alleanza". Questo l'appello che Emmanuel Macron ha rivolto agli altri Paesi, durante il vertice Nato di Bruxelles. Lo si apprende da fonti dell'Eliseo. Nel suo intervento Macron ha sottolineato quattro priorità: l'efficienza dei mezzi di difesa, l'efficacia della lotta al terrorismo, la modernità nella gestione delle risorse, l'unità dell'Alleanza. "Questa unità - dice Macron - non è possibile senza una suddivisione equilibrata degli oneri e delle responsabilità". A margine del vertice, Macron ha anche avuto un incontro bilaterale con Trump su commercio, Nato e Siria, dicendo di non condividere le critiche del leader Usa alla leadership tedesca.

Il pomo della discordia "La Germania è prigioniera della Russia sull'energia e poi noi dovremmo proteggerla dalla Russia, ce lo spieghi": l'allusione fatta da Donald Trump al vertice Nato è al Nord Stream 2, il controverso progetto di raddoppiamento delle linee di flusso di gas naturale dalla Russia alla Germania, attraverso il Mar Baltico, che contrappone Berlino agli Usa e ai Paesi baltici e dell'est Europa. I numeri La pipeline - dal costo di 9,5 miliardi di euro e lunga 1.200 km - dovrebbe garantire, dal 2020, il passaggio di 55 miliardi di metri cubi di gas in Germania (parallela ad una linea altrettanto capiente e in fuznione dal 2012). Quattro dei cinque Paesi, le cui acque territoriali sono coinvolte nel progetto, hanno dato il loro permesso (Russia, Finlandia, Svezia e Germania), mentre è ancora in corso la procedura in Danimarca. Con Nord Stream e Nord Stream 2 il colosso statale dell'energia russo Gazprom aggira l'Ucraina, territorio politicamente ostile e che in passato ha bloccato, anche se solo parzialmente, il transito di gas dai giacimenti russi. Nel primo trimestre del 2018, Nord Stream ha rappresentato la prima via di rifornimento di gas russo verso l'Ue (36% del totale contro il 34% della rotta che passa per l'Ucraina), secondo la Commissione europea.

Chi si oppone Nord Stream 2 non piace per nulla all'Ucraina, che nel 2019 vede scadere i contratti di transito del gas russo e teme di perdere gli introiti derivati dalla tariffe di transito pagate da Mosca. Ma il progetto non piace neanche ai cosiddetti 'Quattro di Visegrad': Repubblica Ceca,  Slovacchia, Ungheria e, soprattutto, Polonia. A loro dire, la costruzione della pipeline contraddice l'obiettivo europeo di diversificare le fonti di approvvigionamento del gas e aumenta la dipendenza energetica da Mosca. La posizione è condivisa dalla Commissione europea, che però non ha trovato basi legali per fermare l'iniziativa.

Chi partecipa al progetto Nel progetto iniziale, Gazprom aveva cinque soci: l'olandese Shell, le tedesche Uniper e Wintershall, la francese Engie e l'austriaca Omv. A causa dell'opposizione dell'antitrust polacco, queste società sono uscite dal consorzio Nord Stream 2, lasciando Gazprom come unico azionista, ma sono comunque riuscite a mantenere un piede dentro il progetto: vi parteciperanno come finanziatori di quasi metà del valore totale, con 4,75 miliardi di euro. I partecipanti al progetto giustificano il raddoppio del Nord Stream, sostenendo che nei prossimi 20 anni l'Ue dovrà aumentare le sue importazioni di gas di 120 miliardi di metri cubi per soddisfare una domanda crescente, ma i dati del futuro fabbisogno energetico dell'Europa non sono unanimemente condivisi dagli analisti.

Il gasdotto che divide Germania e Usa Il gasdotto baltico farebbe della Germania lo snodo principale del gas europeo. Le autorità tedesche hanno già dato il loro via libera e a maggio sono iniziati i primi lavori per la posa nelle acque territoriali tedesche. Nel loro bilaterale di Sochi, a maggio, la cancelliera Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin hanno ribadito la loro intenzione di andare avanti. Merkel è riuscita a far promettere al leader del Cremlino che il gas continuerà a scorrere attraverso l'Ucraina anche una volta completato Nord Stream, "se sarà economicamente conveniente". Berlino cerca in questo modo un compromesso e ha già chiesto garanzie a Mosca in questo senso. La Germania appare determinata, nonostante le nubi che incombono sull'industria russa dell'energia e i potenziali suoi partner. La sezione 257 della legge Usa del 2 agosto 2017, autorizza nuove sanzioni contro Mosca, citando esplicitamente Nord Stream 2 e invitando il capo della Casa Bianca a contrastarlo. Allo stesso tempo, si prevedono sanzioni anche contro qualunque società, anche non americana, che contribuisca  allo sviluppo di gasdotti russi. Il ministro dell'Economia, Peter Altmaier, ha accusato gli Stati Uniti di voler sabotare il progetto, perché interessati ad aumentare le esportazioni del loro shale gas in Europa. Anche per il Cremlino, il motivo dell'opposizione di Washington è di tipo commerciale. Mosca ha sempre sostenuto che il progetto sia solo di carattere economico e che sia in linea con le politiche di sicurezza energetica della Ue. Il nuovo gasdotto, però, sembra preoccupare gli Usa anche sul fronte militare, perché - ha detto in passato il sottosegretario di Stato per la diplomazia energetica Usa, Sandra Oudkirk - consentirebbe a Mosca di sistemare sotto una zona come il Baltico strumenti e tecnologia di monitoraggio dei Paesi occidentali.
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