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MONDO

Russia

Navalny, il blogger anti-Putin viola i domiciliari. Nella protesta fermate oltre 100 persone

Navalny, diventato la figura carismatica del fronte anti-Putin, ha annunciato in un tweet l'intenzione di partecipare a un raduno in suo sostegno, malgrado si trovi agli arresti domiciliari. Alla manifestazione sono state fermate molte persone: un centinaio secondo il ministero degli Interni russo, 245 secondo alcune fonti dell'opposizione

(Ap)
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Il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny è stato arrestato per essersi allontanato dagli arresti domiciliari per raggiungere la manifestazione in suo appoggio a Mosca, come riferisce la tv russa Dojd. "Sono agli arresti domiciliari ma oggi ho troppa voglia di stare con voi", aveva scritto poco prima su Twitter il blogger.  
Navalny è stato fermato dalla polizia prima dell'arrivo alla manifestazione convocata a suo sostegno dopo la condanna a tre anni e mezzo di carcere - con pena sospesa - per malversazione di fondi pubblici, in un processo in cui il fratello Oleg è stato condannato alla stessa pena, ma che dovrà scontare in una colonia penale. Il blogger è stato poi riaccompagnato a casa sua.

​Dalla parte di Navalny, oltre all'opposizione russa, c'è gran parte del fronte occidentale, per il quale il 2014 e la crisi ucraina sono state il tempo e il luogo per entrare in piena rotta con Vladimir Putin. La condanna del leader dell'opposizione russa "è uno sviluppo inquietante" e gli Stati uniti sono "turbati dal verdetto", ha affermato il portavoce del dipartimento di Stato, Jeffrey Rathke. Mentre da Bruxelles, esponenti dell'Ue parlano di "motivazione politica della condanna".

Anche se l'opposizione russa che ha organizzato la protesta aveva promesso: "È solo l'inizio", nella Mosca intorpidita dal freddo (oggi -14 gradi), la manifestazione a sostegno di Aleksey Navalny e di suo fratello Oleg non è riuscita neppure a raggiungere la meta: Piazza del Maneggio è stata ampiamente cordonata dalla polizia russa, in una capitale mai tanto presidiata e blindata nell'era Putin. Agenti ovunque. Forze speciali, soldati in assetto anti sommossa e persino i cosacchi dappertutto: nelle stazioni della metropolitana, nei sottopassi, sulle scale e lungo i marciapiedi.

In questa situazione sono state fermate moltissime persone: un centinaio secondo il ministero degli Interni russo, 245 secondo alcune fonti dell'opposizione, che parlano di 17 pulmini delle forze dell'ordine riempiti di attivisti.

L'affluenza alla manifestazione pare che non sia stata straordinaria. Secondo la polizia si parla di 1500 persone che volevano manifestare in centro. A tutto questo si aggiungeva un clima gelido e surreale tra piazza della Rivoluzione e Piazza del Maneggio, quest'ultima deserta e isolata. 
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