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ITALIA

2 mila gli agenti per la sicurezza

Torino, corteo No Tav: 7mila persone

I manifestatnti sono arrivati pacificamente in Piazza Castello. L'accusa del leader No Tav Perino: manifestazione penalizzata dai blocchi delle forze dell'ordine: "Cinque treni bloccati a Milano, alcuni pullman fermati in altre città"

Foto di repertorio
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Torino Sono almeno 7mila, secondo gli organizzatori, i No Tav che sono partiti dal piazza Adriano, a Torino, per il corteo di solidarietà ai quattro militanti arrestati lo scorso 9 dicembre e accusati di terrorismo per l'assalto al cantiere di Chiomonte, il 13 maggio di un anno fa. Il numero è confermato anche dalla Questura. Il corteo è arrivato pacificamente in piazza Castello. Dopo Alberto Perino e alcuni esponenti del movimento ha preso la parola Lele Rizzo di Askatasuna. "Tagliare le reti è una cosa giusta - ha detto - e va fatta siamo qui ad accettare l'ennesimo terreno di battaglia che ci viene posto dalla magistratura" ha aggiunto riferendosi agli indagati e agli arrestati No Tav.

Ad aprire la manifestazione, uno striscione con la scritta "Siamo tutti colpevoli di resistere", seguito da decine di bandiere No Tav, bandiere della pace, bandiere di ispirazione anarchica e pacifista. "Siamo qui per dire 'no' alla repressione - ha detto il leader del movimento, Antonio Perino secondo cui la manifestazione è stata fortemente penalizzata dai blocchi delle forze dell'ordine - a Milano sono stati fermati 5 treni, in altre città sono stati bloccati alcuni autobus". 

Lo scrittore Erri De Luca, indagato per istigazione alla violenza, poco prima dell'inizio del corteo ha parlato di "disegno dall'alto per reprimere il movimento No Tav: "C'è un disegno - ha detto - che ha affidato a un piccolo gruppo di magistrati l'esclusiva della repressione del movimento No Tav, che è stata così efficiente da portare a più di mille incriminazioni. Si tratta della repressione di un movimento di massa affidata a un reparto speciale della magistratura". 

In corteo anche Davide Bono, candidato Cinque Stelle alla presidenza della Regione Piemonte, che dà la sua lettura dell'assenza di striscioni e bandiere del movimento: Non ce nìè bisogno - ha detto - noi del Movimento Cinque Stelle siamo tutti No Tav e qui ci sono tutti i nostri parlamentari e candidati regionali". 

Un gruppetto di No Tav ha impedito, durante il passaggio del corteo, che alcuni giovani manifestanti attaccassero manifesti e imbrattassero con vernice spray la sede della scuola allievi dei Carabinieri, in
via Cernaia. Dopo una breve discussione, i giovani, provvisti di colla e bombolette, hanno desistito. Fra chi si è opposto al tentativo c'è stato il parlamentare grillino Marco Scibona. 

Tutta la zona intorno al Palazzo di Giustizia è off limits, l'edificio è circondato da pesanti recinzioni di cemento, le orami note betafence, da cui si alzano grate di acciaio alte tre metri. Due mila agenti sono in piazza per bloccare eventuali fuori programma dei manifestanti. Un'imponente dispositivo di sicurezza, quello di Torino. 

Serrati e accurati i controlli preventivi delle forze dell'ordine sui simpatizzanti No Tav diretti a Torino per il corteo. A tutti i passeggeri di un pullman proveniente da fuori Piemonte sono stati fotografati i documenti di identità: lo riferiscono fonti attendibili all'interno del movimento No Tav. Sul mezzo si trovava un familiare di uno dei quattro giovani in carcere per terrorismo

Intanto, nella notte, alcuni vandali hanno preso di mira le barriere di sicurezza armati di bombolette spray. Si tratterebbe però di ultras, piuttosto che di simpatizzanti del movimento che si oppone alla Torino-Lione, dato che uno degli slogan che compare sulle betafence recita "no alla tessera del tifoso". 





 
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