ITALIA

Noemi, fidanzato confessa e rischia il linciaggio. Indagato il padre

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Ha rischiato il linciaggio il 17enne reo confesso dell'omicidio della sedicenne Noemi Durini quando, ieri sera, è uscito dalla sede della stazione carabinieri di Specchia dove è stato ascoltato per molte ore alla presenza del proprio difensore e del procuratore capo del tribunale dei minori Maria Cristina Rizzo. All'uscita il giovane si è reso protagonista di atteggiamenti irriguardosi e di sfida alzando la mano destra in segno di saluto alla gente che gli fischiava contro e lo apostrofava. Ad attenderlo c'erano oltre un migliaio di persone, soprattutto giovani, che si erano radunate in via Giovanni XXIII, dove ha sede la stazione dei carabinieri. Il 17enne, nei confronti del quale da ieri c'è un provvedimento di fermo del pm con l'accusa di omicidio volontario, col cappuccio della felpa sulla testa, ha sorriso, sfidando la gente e provocando la reazione dei presenti che hanno tentato di raggiungerlo e di aggredirlo nonostante il cordone di sicurezza dei carabinieri. Il giovane è stato fatto salire a fatica su un mezzo dei carabinieri ed è stato poi condotto presso la compagnia dei carabinieri di Tricase in attesa di essere portato in carcere.
 
 
Ieri il corpo di Noemi, 16 anni, è stato ritrovato sotto alcune pietre a Castrignano del Capo, nel leccese. A portare i carabinieri sul posto il fidanzato, 17enne, che ha confessato l'omicidio: "Ho preso una pietra e...". Così si sono chiuse oggi le ricerche della giovane di Specchia, scomparsa da casa il 3 settembre.
Sulla base della piena ricostruzione dei fatti, dei sopralluoghi e delle analisi condotte dal Ris, saranno chiarite le circostanze per valutare se sia stato un omicidio d'impeto o meno, ed eventualmente aggravare l'accusa.
Un avviso di garanzia per sequestro di persona e occultamento di cadavere è stato notificato al papa' del fidanzato 17enne e assassino reo confesso di Noemi Durini. L'atto e' stato notificato all'indagato in occasione della perquisizione in corso nell'abitazione di famiglia a Montesardo, frazione di Alessano.
 
La ragazza era scomparsa da casa la mattina del 3 settembre. I genitori hanno denunciato la scomparsa 48 ore dopo, quando la preoccupazione ha prevalso sulla speranza che fosse un allontanamento volontario. La ragazza era infatti spesso in contrasto con la famiglia, proprio per il rapporto con quel giovane problematico, che i familiari osteggiavano. Già nel primo interrogatorio le ricostruzioni del 17enne non hanno convinto gli investigatori, erano parse incongruenti. Le prime analisi dei dati sulle celle telefoniche e gps hanno poi rivelato i buchi di percorso. Le indagini dei carabinieri hanno anche messo a fuoco un primo importante tassello: una telecamera di un'abitazione di Specchia ha ripreso la mattina del 3 settembre alle 5 l'auto di famiglia del giovane di Alessano, una Fiat 500. All'interno il ragazzo e Noemi. E nell'auto, seppure ripulita, le analisi hanno poi rivelato tracce ematiche da contatto: chi ci è salito sopra forse era sporco di sangue. Gli investigatori hanno messo sempre di più sotto pressione il ragazzo. Quando ieri gli hanno notificato l'atto con cui era indagato per omicidio volontario per condurre una serie di accertamenti irrepetibili, ha capito che non aveva più scampo. Non ha retto e ha confessato: ha cercato il maresciallo dei carabinieri di Specchia, figura di riferimento nel paese e ha portato gli investigatori sul luogo del delitto. A Castrignano sul capo, località San Giuseppe, in una campagna vicina alla strada provinciale per Santa Maria di Leuca, sotto un muretto a secco e parzialmente ricoperti da una serie di pietre, i carabinieri hanno trovato i resti di Noemi.  E' stata uccisa subito e il suo corpo è rimasto lì giorni. Il primo esame ha rivelato lesioni dirette al cranio, sarà l'autopsia ad accertare le cause della morte, ma la 16enne è stata uccisa probabilmente a pietrate: "Ho preso una pietra e..." ha detto il ragazzo portando lì gli inquirenti. L'interrogatorio formale alla presenza del sostituto procuratore dei minori e del procuratore di Lecce, è condotto anche con l'assistenza psicologica. "Se ti fa male non è amore", così uno degli ultimi post di
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