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ITALIA

Le indagini sul traghetto incendiato

Norman Atlantic, prima ispezione nei ponti inferiori: il rogo non divampò nei garage

I vigili del fuoco accedono per la prima volta ai ponti 1 e 2, dove si trovano i garage. Rilevati pochi danni: forse l'incendio si è sviluppato altrove. Nessun cadavere trovato

Il relitto della Norman Atlantic nel porto di Brindisi (Ansa)
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Brindisi Sul relitto della Norman Atlantic non ci sono più focolai attivi e i vigili del fuoco hanno tentato una rapida discesa nei ponti 1 e 2, dove si trovano i garage. Nei locali c’è ancora molto fumo e sarà necessario compiere ispezioni più approfondite, ma non sono stati trovati cadaveri. I danni ai mezzi parcheggiati sono limitati, quindi è probabile che all’alba del 28 dicembre l’incendio sia scaturito altrove, in uno dei livelli superiori.
 
Nel cuore del relitto
I pompieri hanno lavorato a lungo per aspirare i fumi ancora presenti nello scafo del traghetto che ha preso fuoco mentre viaggiava da Igoumenitsa verso Ancona e che si trova ormeggiato nel porto di Brindisi. È nei livelli inferiori, nei ponti dall’1 al 3, che si cercano i corpi di eventuali altre vittime. L’ispezione di oggi è durata solo mezz’ora a causa del fumo e degli elevati livelli di monossido di carbonio, che impediscono una permanenza prolungata.
 
In cerca delle cause dell’incendio
Lo scenario apparso davanti ai vigili del fuoco di Brindisi, con danni limitati, fa pensare che le fiamme abbiano devastato soprattutto i ponti superiori. Si fa quindi più probabile l'ipotesi che il fuoco sia divampato all'altezza del ponte 4, ma si attende comunque di conoscere le valutazioni dei tecnici, della magistratura e degli investigatori che hanno sequestrato la scatola nera. Nel cuore della Norman Atlantic proseguiranno anche domani le verifiche dei sistemi e degli impianti, con particolare attenzione ai dispositivi antincendio.

Domani le autopsie
Domani intanto a Bari dovrebbero essere effettuate le autopsie sui corpi di alcune vittime, già rimandate una settimana fa a causa di difetti di notifica dell'avviso di accertamento irripetibile ai due indagati greci, ovvero i rappresentanti della società Anek Lines, che aveva noleggiato il traghetto della Visemar per sostituire una nave in rimessaggio.
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