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TECH

Washington: violano i diritti umani. Pechino protesta

Cina, aziende di riconoscimento facciale entrano nella 'lista nera' di Trump

Non solo Huawei: il presidente americano Donald Trump ha aggiunto 28 aziende e organizzazioni cinesi alla lista nera del dipartimento del commercio, comprese tre che si occupano di intelligenza artificiale e riconoscimento facciale. Dura protesta di Pechino

telecamere di sicurezza in Cina
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Tra le 'debuttanti', in particolare, ci sono tre aziende che incrociano intelligenza artificiale e riconoscimento facciale: Hikvision, SenseTime e Megvii.  Il loro inserimento nella "Entry list" del Dipartimento Usa del Commercio comporta limitazioni identiche a quelle previste per Huawei, con il divieto alle società americane di fare con esse accordi di fornitura senza il previo consenso di Washington.

L'inchiesta del New York Times
E’ stata un'inchiesta del New York Times di qualche mese fa a rivelare che il riconoscimento facciale viene utilizzato per monitorare la minoranza degli uiguri e, in alcune aree, vengono effettuate 500.000 scansioni del viso al mese.   La sorveglianza sarebbe stata usata dal 2018, secondo il Nyt,  nelle città di Hangzhou, Wenzhou e Sanmenxia. L’inchiesta fa riferimento a SenseTime e Megvii, ma non Hikvision,  la più grande delle tre sottoposte al blocco di Washington.

La protesta della Cina
L’iniziativa del Governo Usa ha provocato l’immediata reazione di Pechino, che ha invitato gli Stati Uniti a non interferire negli affari interni della Cina,  Il portavoce del ministero degli esteri cinese Geng Shuang, durante una conferenza stampa nella capitale cinese, ha dichiarato che la decisione degli Stati Uniti di inserire in questo elenco 28 organizzazioni governative e commerciali cinesi e di limitarne l'esportazione dei prodotti viola in modo grave le norme alla base delle relazioni internazionali, interferisce negli affari interni della Cina e mina gli interessi del Paese. 

Nessuna questione di diritti umani
Secondo il portavoce, non c'è una "questione dei diritti umani" nella regione autonoma dello Xinjiang Uygur. Geng ha sottolineato che lo scopo delle misure di antiterrorismo e di de-radicalizzazione adottate nello Xinjiang servono a prevenire alla radice l'estremismo e il terrorismo, in conformità con le leggi della Cina e con le pratiche internazionali e avverte: "La Cina continuerà ad adottare ferme e imponenti misure per salvaguardare in maniera risoluta i propri interessi di sovranità, sicurezza e sviluppo".


 
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