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ITALIA

Msf: da 13 giorni con 356 a bordo, fateci sbarcare subito

Ocean Viking, interviene il Garante delle persone private di libertà

Lettera agli omologhi norvegese e maltese per tutelare i diritti. Il sindaco di Lampedusa: sarà difficile accogliere i migranti di Ocean Viking. Fonti Viminale: Spagna vuole solo 15 migranti di Open Arms

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La nave Ocean Viking si trova attualmente in acque internazionali con a bordo 356 migranti (tra cui 103 minori stranieri, la maggior parte dei quali non accompagnati), tratti in salvo con quattro interventi effettuati tra il 9 e il 12 agosto.

Si tratta dell'ennesima situazione di stallo riguardante l'assegnazione di un luogo sicuro di sbarco a una nave con persone soccorse in mare, situazione nella quale insorgono conflitti di competenza fra Paesi europei. In questo contesto, che richiede reti di cooperazione non solo tra le autorità responsabili, ma anche tra gli organi indipendenti di garanzia dei diversi Paesi coinvolti, il Garante nazionale ha spesso registrato l'assenza della voce dei propri omologhi, i Meccanismi nazionali di prevenzione (NPM) europei ai sensi del Protocollo Onu alla Convenzione contro la tortura o altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Opcat).

Di fronte alla prospettiva del verificarsi di una nuova privazione 'de facto' della libertà delle persone soccorse, dalla durata imprecisata, il Garante nazionale ha preso un'iniziativa per coinvolgere due NPM europei, con l'obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti delle persone a bordo. In particolare, il Garante nazionale ha inviato una lettera al Parliamentary Ombudsman della Norvegia, Aage Thor Falkanger, alla Presidente del NPM norvegese, Helga Fastrup Ervik, e al Presidente del Board of Visitors for Detained Persons of Malta, Andre Camilleri (e, per conoscenza, a Malcom Evans, Presidente del Sottocomitato Onu per la prevenzione della tortura, a cui è affidato il coordinamento dei diversi NPM nazionali), ovvero alle autorità indipendenti, rispettivamente, dello Stato di bandiera della nave che ha giurisdizione sulle persone a bordo e dello Stato con il quale è insorto un conflitto di competenza sul soccorso da prestare.

Nella lettera il Garante nazionale li invita a un'azione comune urgente (sotto forma di una lettera, di un esposto all'Autorità giudiziaria o azioni similari) presso le rispettive Autorità nazionali. Tale proposta intende dare avvio a iniziative coordinate tra NPM, con l'obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare contemporaneamente le diverse Autorità nazionali circa il rispetto degli obblighi internazionali cui sono in egual misura vincolate.

Da oltre un anno, il Garante nazionale ha tenuto sotto attenta osservazione la questione della tutela di persone migranti dapprima soccorse, poi bloccate per giorni a bordo dell'imbarcazione che le ha tratte in salvo: lo ha fatto anche con una visita a bordo nel noto caso della nave "Ubaldo Diciotti" e con informazioni alle Procure competenti. Ciò sulla base di una valutazione delle situazioni di fatto determinatesi, indipendentemente da valutazioni di ordine politico o relative ai comportamenti delle persone responsabili delle operazioni. Poiché è indubbio che nessuna persona può rimanere in un limbo privo di diritti, a rischio di essere respinta e in condizioni materiali che ogni giorno peggiorano. Tale situazione, configurabile come una privazione 'de facto' della loro libertà personale, le ha implicitamente esposte al rischio di subire respingimenti. Inoltre, il suo prolungarsi, a volte per settimane, può determinare una violazione del diritto alla dignità che attiene in modo assoluto a ogni persona.

Msf: porto sicuro per Ocean Viking
"Vergognoso e disumano lasciare in mezzo al mare 356 persone. Chiediamo al più presto un porto sicuro perché i sopravvissuti a bordo della Ocean Viking possano finalmente toccare terra e trovare una condizione di sicurezza e umanità". È l'appello rilanciato da Medici senza frontiere dal suo profilo Twitter.

Msf: da 13 giorni con 356 a bordo, fateci sbarcare subito
"L'unica rotta della OceanViking è quella dell'umanità. Abbiamo a bordo da 13 giorni 356 sopravvissuti che hanno già sofferto abbastanza. Chiediamo di poter sbarcare subito in un porto sicuro. Aiutateci a diffondere #apriteiporti #apriteicuori". Lo scrive su Twitter Medici senza Frontiere.
Msf: ogni giorno situazione peggiora
"Sono ormai 13 giorni che 356 persone vulnerabili sono bloccate a bordo della Ocean Viking. Ogni giorno la situazione peggiora. Abbiamo pasti per appena 5 giorni, prima di intaccare le scorte di emergenza". A lanciare un nuovo appello è Luca Pigozzi, medico di Medici senza frontiere a bordo della nave carica di migranti soccorsi in più interventi. "Ci sono persone - avverte Pigozzi - le cui condizioni di salute potrebbero presto diventare critiche, fino al punto di dover richiedere un'evacuazione. In quasi due settimane ho curato nella clinica a bordo vittime di violenza sessuale, feriti di guerra e persone che hanno subito brutali percosse, scariche elettriche, torture, perpetrate anche con plastica fusa. Un terzo dei miei pazienti sono minori di 18 anni. Tutti hanno intrapreso un viaggio da incubo prima di essere salvati". "Ogni giorno che passa - continua il medico - vedo la salute mentale delle persone soccorse deteriorarsi in modo preoccupante. Vivono nel terrore di poter essere riportate in Libia, dove sono state esposte a violenti abusi e detenzione arbitraria. In molti hanno tentato più di una volta la fuga dalla Libia ma sono stati intercettati dalla Guardia costiera libica, finanziata dall'Europa, che li ha riportati nei centri di detenzione. Alcuni sono sopravvissuti a naufragi o bombardamenti. Tutti hanno bisogno di sicurezza. Come medico, non posso accettare le loro inutili e prolungate sofferenze. Chiedo con forza agli Stati europei di ritrovare la loro umanità e porre fine a questa vergogna. Tutte le 356 persone a bordo devono poter sbarcare in un luogo sicuro. Adesso".

Sindaco di Lampedusa: sarà difficile accogliere migranti di Ocean Viking
"Lampedusa potrà difficilmente accogliere i 365 migranti della nave Ocean Viking di Sos Méditerranée e Medici senza frontiere. Lo ha detto a AFP il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello. Superata l'emergenza sulla Open Arms, con lo sbarco a Lampedusa (isola in provincia di Agrigento) dei migranti dopo 19 giorni che erano a bordo, si apre il caso della nave della Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, al largo tra Malta e Italia in cerca di un porto sicuro ormai da giorni.

Fonti Viminale: Spagna vuole solo 15 migranti di Open Arms
Dei 163 migranti sbarcati in più tranches dalla Open Arms, esclusi i minori non accompagnati e le famiglie con bambini piccoli, 10 potrebbero essere ricollocati nei paesi Ue che hanno dato la propria disponibilità alla Commissione europea: 40 la Francia, 40 la Germania, 10 il Portogallo, dai 3 ai 5 il Lussemburgo. La Spagna, il paese di bandiera della nave e della Ong, che aveva annunciato la disponibilità dei propri porti all'accoglienza, si è resa disponibile per 15 posti. È quanto rendono noto fonti del Viminale. "Le procedure potranno essere avviate una volta che i migranti siano stati identificati e siano espletate le procedure previste dalle normative", conclude la nota. 

A Selinunte sbarco fantasma
Intanto, un nuovo "sbarco fantasma" sulle coste siciliane. Un barcone utilizzato da migranti per la traversata dalle coste nordafricane è stato trovato abbandonato sul litorale di Triscina in contrada Gaggera, sulla spiaggia che si trova all'interno del Parco archeologico di Selinunte. L'imbarcazione in vetroresina, con un motore fuoribordo da 25 cavalli, è stata recuperata dagli uomini della Guardia Costiera. Nessuna traccia invece dei migranti, che sarebbero riusciti a disperdersi sulla terraferma subito dopo lo sbarco. Sono in corso ricerche da parte delle forze dell'ordine.

A Porto Empedocle 20 tunisini
Venti migranti tunisini sono sbarcati a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, a bordo di una piccola imbarcazione. Il barchino è stato avvistato a circa otto miglia dalla costa da una motovedetta della Guardia di finanza che lo ha scortato fino alla banchina.
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