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MONDO

Malta

L'omicidio di Daphne Caruana Galizia, il premier Muscat: inchiesta su mandanti e esecutori con l'Fbi

Il capo del governo maltese: "Trovare i mandanti e gli esecutori di un delitto che non ci appartiene. È impensabile per un paese come Malta che qualcuno possa morire per il suo lavoro, nel caso di Caruana Galizia per quello che scriveva"

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L'indagine sulla morte della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, avvenuta per mezzo di un'autobomba il 16 ottobre sull'isola, è condotta dalle autorità di Malta in collaborazione con l'Fbi e gli altri servizi di sicurezza europei affinché sia fatta verità e giustizia. 

Il premier di Malta, Joseph Muscat, reagisce al terribile omicidio della giornalista e annuncia che "non avrà un attimo di riposo fino a quando non saranno assicurati alla giustizia i mandanti e i responsabili".

Sulle parole del figlio che chiamano in causa un "Paese mafioso", il primo ministro maltese si mostra comprensivo. "Avrei detto di peggio se fosse capitato a mia madre ciò che è successo alla sua", ha detto Muscat in un'intervista con l'inviato di Rainews24 a Malta, Ilario Piagnerelli.



Il premier maltese nell'intervista rilasciata a Rainews24 non ha risposto alla domanda su chi, secondo lui, potrebbero essere i mandanti dell'omicidio fra trafficanti di droga, trafficanti di carburante di contrabbando o esponenti politiici, in una Malta dove recentemente si usano le autobomba. "Le autorità maltesi con l'aiuto dei servizi, anche quelli di altri Paesi come l'Fbi, stanno indagando", non è durante l'intervista che si può ipotizzare chi ha voluto silenziare una voce scomoda come quella di Daphne Caruana Galizia; "sarei un irresponsabile se adesso puntassi il dito contro qualcuno", dice Muscat.

Le accuse di Matthew Galizia
"Mia madre è stata assassinata perché era per lo Stato di diritto contro chi vuole violarlo. Ecco dove siamo: in un Paese mafioso dove puoi cambiare gender sulla carta di identità ma vieni ridotto in pezzi se eserciti le tue libertà", aveva scritto Matthew Galizia, citato da Times of Malta. "Mentre quel clown di Muscat parlava ieri in Parlamento di una cronista che ha demonizzato per un decennio, un sergente di polizia ha scritto su Facebook: 'Ognuno ha quello che si merita, letame di mucca'". Il premier "ha riempito il suo ufficio di corrotti, la polizia di corrotti e imbecilli, e i tribunali di corrotti e incompetenti".

Un testimone: due esplosioni
Intanto a Malta, c'è un testimone oculare del delitto che ha dichiarato di aver sentito due esplosioni: una più piccola ed una più grande, quella che ha ridotto in mille pezzi l'auto della giornalista. Il primo forte rumore sentito potrebbe essere stato il detonatore che ha fatto scattare l'esplosivo piazzato nella vettura, sostengono gli esperti interpellati dalla stampa maltese. Il testimone citato da "The Malta Independent online", ha detto che era in auto e che è stato sfiorato dai frammenti esplosi dopo l'esplosione più forte. 

Storia di una blogger scomoda


Odg: giornalista maltese uccisa in nome dissenso proibito
"L'infame assassinio della giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia conferma una volta di più che non bisogna abbassare la guardia di fronte a minacce e offese. La collega maltese è stata uccisa in nome del dissenso proibito dopo che le sue inchieste puntuali, precise e dettagliate, hanno smascherato i "Panama papers" maltesi". Così l'Ordine nazionale dei giornalisti in una nota dove si sottolinea che "Daphne ha avuto l'unica "colpa" di avere svolto con professionalità il suo mestiere e di avere cercato di scoprire con puntigliosa determinazione le verità nascoste". L'Ordine nazionale dei giornalisti ricorda che "la libertà di stampa - quella che consente d'informare correttamente i cittadini - è un principio fondamentale della democrazia. Quando come in questo caso il giornalista paga con la propria vita il patto che ha con i lettori oppure viene colpito da aggressioni, intimidazioni, violenze o censure, è la libertà delle persone e delle istituzioni a essere messa pericolosamente in discussione".

Ue, inorriditi dall'assassinio, giustizia sia fatta
La Commissione europea è "orripilata per l'attacco in cui ha perso la vita" la giornalista maltese Daphne Galizia Caruana, definita "la pioniera del giornalismo investigativo maltese". Lo ha detto il portavoce, Margaritis Schinas, specificando che il presidente Jean Claude Juncker ed il collegio dei Commissari "condannano nel modo più forte possibile" l'attacco e chiedono che "giustizia sia fatta". L'attacco, ha aggiunto Schinas, "è una tragedia su cui si deve investigare" ma "non è utile che interveniamo" perché il "gravissimo attentato" è "una questione che appartiene all'autorità giudiziaria maltese" che, ha ricordato, "ha già chiesto assistenza internazionale".

Assange, 20mila euro per informazioni sull'assassinio
"Oltraggiato dalla notizia della morte della giornalista e blogger Daphne Caruana, assassinata a Malta, metto a disposizione 20mila euro per chi abbia informazioni che portino all'individuazione dei killer". Così Julian Assange su Twitter.
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