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ITALIA

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, 20 anni dopo

Documenti segreti sul caso Alpi, l'avvocato D'Amati: "Ci aspettiamo un segnale positivo da Boldrini"

Il legale della famiglia Alpi parla prima della cerimonia alla Camera dei Deputati in ricordo di Ilaria e Miran e dopo la petizione promossa da Articolo21 sulla desecretazione dei documenti legati al caso: "E' fondamentale che queste carte siano rese pubbliche: ci aspettiamo documenti dei servizi segreti. Quello di Ilaria e Miran non è stato un semplice omicidio ma un attentato alla libertà di stampa"

 

Ilaria Alpi
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di Carlotta Macerollo "Ilaria Alpi è stata uccisa per impedirle di svolgere il suo lavoro di giornalista perché stava per mettere le mani su una grossa notizia relativa ad un traffico di rifiuti tossici e armi tra l'Italia e la Somalia". Lo sostiene Domenico D'Amati, legale della famiglia Alpi e membro del direttivo di Articolo21. E sono già oltre 50mila le persone che hanno aderito, a pochi giorni dal 20 marzo, ventesimo anniversario dell’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, all’appello lanciato proprio da Articolo21 su Change.org per chiedere che vengano resi pubblici documenti ancora segreti.   

Migliaia di documenti sotto segreto
Sono infatti migliaia i documenti e i dossier che potrebbero svelare il traffico internazionale dei rifiuti tossici e i mandanti dell’assassinio dei due giornalisti, uccisi proprio perché su questi temi stavano indagando. Eppure queste carte sono secretate, occultate, non disponibili.

Avvocato D'Amati, cosa vi aspettate di trovare in questi documenti?
"Penso ci siano rapporti dei servizi segreti. E anche se la presidente della Camera Laura Blodrini ha dimostrato di mettercela tutta in questa vicenda, bisogna attendere che i servizi diano il loro placet alla desecretazione. Il presidente della Camera può sollecitare i servizi e noi speriamo che i servizi siano sensibili a questa vicenda", spiega D'Amati.

Ci vuole un voto parlamentare per desecretare gli atti?
"Non è necessario. Il presidente della Camera ha un potere proprio, autonomo, di togliere il segreto, ma solo se si tratta di atti della Camera. Se invece si tratta di rapporti dei Servizi, può solo sollecitarli ma è necessario un loro consenso", spiega. "Mi auguro che nei Servizi prevalga la consapevolezza che l'uccisione di una giornalista mentre sta facendo il suo lavoro non è un semplice omicidio ma un attentato alla libertà di stampa, quindi un attentato alla democrazia del nostro Paese. L'episodio di Ilaria Alpi assume quindi, come altri analoghi, un valore di assoluta rilevanza per il nostro ordinamento perché la nostra repubblica è fondata sulla libertà di stampa".

Cosa vi aspettate dalla presidente Boldrini?
"Ci aspettiamo un segnale positivo: è un segnale che l'intera nazione è interessata che si faccia chiarezza su questo episodio. Un passo di questa importanza non era mai stato fatto finora".

Dopo 20 anni, c'è una verità storica ma non giudiziaria sul caso: come mai?
"Le indagini sono andate a rilento. Nel 2007 la Procura della Repubblica ha chiesto anche l'archiviazione, sostenendo che non c'erano più indagini da svolgere. Noi ci siamo opposti e il gip con un provvedimento del 2007 ha ordinato la prosecuzione delle indagini e ha indicato oltre 20 atti di indagine da compiere: questo significa che in precedenza era stato fatto poco".
 
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