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SPETTACOLO

La nuova stagione 2019-2020

I 'Vespri' di Verdi in francese inaugureranno l'Opera di Roma

Affidati alla bacchetta di Daniele Gatti anche I Capuleti e i Montecchi di Bellini. Oltre alla Turandot di Puccini e alla Carmen di Bizet, In cartellone anche Čaikovskij, Janáček e Stravinskij. Cinque i titoli per il balletto

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I titoli della tradizione italiana e il Novecento storico; cantanti di livello internazionale e grandi registi; il Requiem di Verdi e cinque nuovi balletti. Ricchissima la nuova stagione del Teatro dell’Opera di Roma, con Daniele Gatti nel ruolo di direttore musicale. E proprio il maestro milanese la inaugurerà il 10 dicembre (repliche fino al 22) con Les vêpres siciliennes di Verdi, che manca al Costanzi dal 1997, quando fu per la prima volta eseguita in lingua originale. La regia del nuovo allestimento è affidata a Valentina Carrasco. La scenografia sarà opera del francese Richard Peduzzi, celebre, tra gli altri lavori, per il Ring realizzato da Boulez/Chéreau a Bayreuth nel 1976. Il maestro Peduzzi debutta in questa occasione a Roma. Le coreografie del balletto “Le quattro stagioni”, parte integrante di questo grand-opéra, saranno di Massimiliano Volpini. Tra i principali interpreti Roberto Frontali nel ruolo di Guy de Montfort, Dario Russo in quello de Le sire de Béthune; Hélène sarà cantata da Roberta Mantegna che, nata nel progetto “Fabbrica” dell’Opera di Roma, ha già intrapreso una brillantissima carriera internazionale.
 
Prima opera del 2020 (dal 23 gennaio al 6 febbraio), I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini sarà il secondo titolo diretto dal maestro Gatti in un nuovo allestimento con regia, scene, costumi e luci di Denis Krief. I ruoli dei due protagonisti saranno interpretati da Anna Goryachova e Vasilisa Berzhanskaya (Romeo, en travesti), Mariangela Sicilia e Benedetta Torre (Giulietta). Con loro sul palcoscenico Iván Ayón Rivas e Giulio Pelligra (Tebaldo), Nicola Ulivieri (Lorenzo) e Alessio Cacciamani (Capellio).
 
Sarà in scena a febbraio (dal 18 al 29) anche l’Evgenij Onegin di Čaikovskij diretto da James Conlon. Lo spettacolo (in russo) avrà la regia di Robert Carsen, che ha debuttato solo la scorsa stagione a Roma con Orfeo ed Euridice e tornerà nel prossimo ottobre con l’Idomeneo mozartiano. Scene e costumi saranno di Michael Levine e le luci di Jean Kalman. Nel ruolo del titolo Markus Werba. Maria Baiankina (Tat’jana) debutta all’Opera di Roma, così come Yulia Matochkina (Ol’ga). Negli altri ruoli maschili Saimir Pirgu (Lenskij), John Relyea (Gremin) e Andrea Giovannini (Triquet).
 
L’edizione della Turandot, in programma dal 25 marzo al 5 aprile, si annuncia come una lettura nuova del capolavoro di Puccini. Il nuovo allestimento sarà curato in ogni aspetto (regia, scene, costumi) da uno dei più grandi artisti contemporanei, Ai Weiwei, che per la prima volta si cimenta con una regia teatrale. A dirigere l’ultima opera di Puccini sarà Alejo Pérez, che da poco ha ottenuto un grande successo con L’angelo di fuoco di Prokof’ev, dunque uno specialista del Novecento storico. Nel ruolo della principessa con Anna Pirozzi si alternerà Amber Wagner (al suo debutto romano), Calaf sarà Gregory Kunde (in alternanza con Arsen Soghomonyan, anche lui al debutto), Altoum Carlo Bosi, Timur Antonio di Matteo (in alternanza con Marco Spotti), Liù sarà interpretata da Francesca Dotto, di casa al Costanzi.
 
Agli stessi anni della Turandot risale la Kát’a Kabanová, che Leoš Janáček terminò nel 1922. È la prima volta che questo capolavoro del musicista ceco è rappresentato a Roma. L’opera sarà presentata in un nuovo allestimento in coproduzione con la Royal Opera House di Londra, uno spettacolo che ha vinto quest’anno l’Olivier Award. A dirigere l’opera (dal 19 al 28 aprile) sarà David Robertson, regia di Richard Jones e scene e costumi di Antony McDonald. Molti i debutti nel cast: Charles Workman (Boris Grigorijevič), Susan Bickley (Marfa Kabanová), Andrew Staples (Tichon Kabanov) e Amanda Majeski come protagonista.
 
A maggio (dal 22 al 31) torna un’opera del giovane Verdi raramente presente al Costanzi – Luisa Miller –, affidata alla regia di Damiano Michieletto e alla bacchetta di Roberto Abbado. Riccardo Zanellato sarà il conte di Walter, Piero Pretti Rodolfo, Daniela Barcellona Federica, Marco Spotti Wurm, Enkhbat Amartuvshin, giovane baritono mòngolo, debutta come Miller, Roberta Mantegna ritorna in stagione come Luisa. Si tratta di un allestimento in collaborazione con l’Opera di Zurigo.
 
Alla fine di maggio sarà per la prima volta a capo dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Myung-whun Chung: dirigerà la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi. Sotto la sua bacchetta canteranno il soprano Carmen Giannattasio, il mezzosoprano Daniela Barcellona, il tenore Saimir Pirgu e il basso Roberto Tagliavini. L’unica presenza, in un lontano passato, al Costanzi del maestro Chung risale al 1995, ospite con la Philharmonia Orchestra per un concerto sinfonico.
 
Dal 13 al 25 giugno sarà in programma la Carmen, diretta da Bertrand de Billy (al suo debutto all’Opera) con la regia di Emilio Sagi, le scene di Daniel Bianco, luci di Eduardo Bravo e coreografie di Nuria Castejón. Si tratterà però di un nuovo allestimento perché lo spettacolo (visto nel 2014) avrà costumi nuovi disegnati da Fendi: continua così la collaborazione del Teatro dell’Opera con le grandi firme della moda proseguita, dopo La traviata di Valentino, con Maria Grazia Chiuri per la maison Dior e ancora con Jean Paul Gaultier ciascuno per due spettacoli di balletto. A interpretare i ruoli principali di questa Carmen tornano Veronica Simeoni e Pavel Černoch (insieme già ne La damnation de Faust). Nel ruolo della protagonista ci saranno anche Ksenia Dudnikova e Irene Roberts, in quello di Don José anche Migran Agadzhanyan. Escamillo sarà interpretato da Vitaliy Bilyy e, dal progetto “Fabbrica” YAP, Andrii Ganchuk. Maria Grazia Schiavo sarà Micaëla.
 
Due importanti titoli di Stravinskij, legati alla sua stagione neoclassica ed entrambi diretti da Daniele Gatti, chiuderanno la stagione nella seconda metà di ottobre. Un nuovo allestimento del Rake’s Progress (tradotto tradizionalmente come La carriera di un libertino) dal 18 al 29, con la regia di Graham Vick. Canteranno Juan Francisco Gatell nel ruolo di Tom Rakewell, Chen Reiss in quello di Anne Trulove, Markus Werba di Nick Shadow. Ci saranno Adriana Di Paola (Baba the Turk), Stephen Richardson (Father Trulove), Paul Nilon (Sellem) e Susan Bickley (Mother Goose). A intercalarsi tra le date del Rake’s Progress ci sarà, il 23 e il 24 ottobre, l’oratorio stravinskiano Oedipus Rex affidato alla narrazione di Massimo Popolizio. Accanto a lui, le voci di Brendan Gunnell nel ruolo del titolo, di Ekaterina Semenchuk in quello di Jocasta; Alex Esposito torna su questo palcoscenico e interpreterà Créon, Andrea Mastroni sarà Tirésias.
 
La stagione di balletto
La nuova stagione di balletto 2019-2020 del Teatro dell’Opera di Roma si sviluppa in continuità con gli ultimi anni e si compone di cinque spettacoli: la ripresa de Il lago dei cigni (dal 31 dicembre 2019 all’8 gennaio 2020) di Benjamin Pech da Marius Petipa e Lev Ivanov; una serata celebrativa dedicata all’innovatore Jerome Robbins con tre camei Glass Pieces, In the night, The concert (dal 30 gennaio al 5 febbraio); la nuova creazione de Il Corsaro (dal 1 all’8 marzo) affidata a José Carlos Martínez; il trittico Suite en blanc/Serenade/Bolero opere di Lifar, Balanchine, Pastor (dal 6 al 10 maggio); e un grande classico del repertorio moderno Notre-Dame de Paris del geniale Roland Petit (dal 24 settembre al 1 ottobre). I protagonisti assoluti di questa nuova stagione sono l’étoile Rebecca Bianchi, i primi ballerini Susanna Salvi, Claudio Cocino e Alessio Rezza, i solisti e il corpo di ballo diretti da Eleonora Abbagnato.
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