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CULTURA

L'esordio nel 'tempio della lirica'

Lirica, Erika Grimaldi al battesimo della Scala: "Riparto da qui, con l'opera più difficile"

Il 2 gennaio prossimo il soprano piemontese calcherà il palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano. Subentrerà alla russa Anna Netrebko e interpreterà la pulzella d'Orléans nell'opera giovanile di Giuseppe Verdi. "E' una grande emozione per me - dice il soprano - ma lo vedo come un punto di partenza, non mi sento arrivata". E ai giovani che vogliono intraprendere la sua carriera dice: "Studiare, studiare, studiare e avanti con tanta umiltà".

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di Cristina Raschio Il colpo, l’occasione della vita. Quella che quando arriva devi essere pronto a cogliere e a giocartela fino in fondo. Perché sai che dietro ci sono il lavoro e il sacrificio. E niente di regalato. Nella carriera di una cantante lirica quell'‘occasione’ della vita è il teatro alla Scala di Milano: dove tutto parte e dove tutto ha inizio. Questo lo sa benissimo Erika Grimaldi, il 35enne soprano italiano che il 2 gennaio prossimo, per la prima volta, calcherà il palcoscenico del ‘Tempio della lirica’ interpretando la "Giovanna d’Arco" di Giuseppe Verdi dopo anni e anni di studi e sacrificio. L’opera, giovanile e semisconosciuta del compositore di Parma, debuttò proprio alla Scala nel 1845, replicando vent’anni dopo e tornando quest’anno per la prima della stagione scaligera, dopo 150 anni dall’ultima volta e con la direzione di Riccardo Chailly.

“L’emozione – dice a Rainews.it la Grimaldi a poche ore dalla rappresentazione in cui subentrerà al soprano russo Anna Netrebko – c’è ed è tanta, ma non mi considero arrivata. Anzi, da qui si parte: posso mettermi alla prova con le mie capacità e dare il massimo”. La preparazione della Giovanna D’Arco, dice, è stata molto difficile: “Questo debutto è coinciso con il ruolo più ostico che abbia mai interpretato: il libretto dell’opera non offre tanti spunti e la ricerca sull’eroina di Francia, sulla sua trasformazione donna/uomo è stata molto studiata. Poi c'è la cura dell’aspetto vocale, con salti difficili da intonare e tantissimi filati: anche la stessa Netrebko, con cui mi sono confrontata, lo ha riconosciuto”.



La sua passione per la lirica nasce vent’anni fa, ad Asti, quando era una studentessa che voleva fare la pianista e che si stava avvicinando al mondo dell’opera, sconosciuto per la maggior parte dei coetanei, ma sempre più affascinante per lei. Ma qual è il percorso, il consiglio per chi vuole intraprendere una carriera così? “Tanti giovani mi hanno chiamata – dice il soprano piemontese - la strada non è facile e bisogna studiare tanto e sempre, noi non siamo autosufficienti nel canto. Dobbiamo stare attenti, non possiamo fare quello che vogliamo, siamo come degli atleti, prenderci cura di noi”.

Che l'opera e la lirica continuino a destare sempre più interesse tra i giovani è ormai sotto gli occhi di tutti. Basti pensare al successo italiano e internazionale del dei ‘tre tenorini’ del 'Volo'. " Sono contenta che abbiano successo e che utilizzino lo stile lirico, - dice - ma fare opera è una cosa assai diversa".

L'opera lirica potrebbe costituire anche una opportunità non solo culturale, ma anche economica per il nostro Paese che ne è la culla. "Lo so e lo vorrei tanto - osserva la Grimaldi - ma vedo maggiore amore all'estero più che in Italia per l'opera e per i nostri cantanti lirici. Questo è un vero peccato". Ogni anno, aggiunge, "il Fus (il Fondo unico per lo Spettacolo, ndr) è sempre più basso ed è anche per questo motivo che l’opera in Italia è in crisi. Nonostante ciò – conclude – i teatri resistono e ci sono ancora tanti maestri con cui ho potuto lavorare che cercano di difendere le nostre eccellenze culturali, in Italia e nel mondo”.

Dopo il debutto scaligero, Erika Grimaldi affronterà un 2016 costellato soprattutto da impegni internazionali. Il 3 gennaio sarà a Oviedo, in Spagna, per la Bohème di Puccini, poi a Parigi per il ‘Requiem’ di Verdi diretto da Gianandrea Noseda. Poi ci sarà "Simon Boccanegra" a Hong Kong. E ad aprile tornerà al Regio di Torino per ‘La donna serpente’ di Alfredo Casella. A maggio sarà "Carmen" a San Francisco, poi Finlandia, Londra e New York. Un anno impegnato e impegnativo, ma che inizierà al Teatro alla Scala di Milano e sotto i migliori auspici.
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