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SPETTACOLO

Cinema

Oscar 2018: l'Italia spera con Guadagnino. La forma dell'acqua e Tre Manifesti favoriti a nomination

Oggi l'annuncio dei candidati agli Academy Awards

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È un italiano atipico e cosmopolita a rappresentarci quest'anno agli Oscar che si svolgeranno il 4 marzo a Los Angeles, oggi l'annuncio delle nomination: Luca Guadagnino, classe 1971, italo-algerino, grande amico di Tilda Swinton, che da sempre ha puntato su una dimensione internazionale, e che da anni gravita nel circuito dei festival, dopo la nomination 2011 per i costumi di Io sono l'amore, stavolta potrebbe imporsi con quello che viene considerato il suo film migliore, Chiamami col tuo nome, fatto abbastanza raro per un nostro lavoro che in genere si posiziona nella categoria miglior film straniero. Il 46enne palermitano brilla anche grazie alla sceneggiatura di James Ivory (Camera con vista) e all'interpretazione di Timothée Chalamet, giovane attore del momento, presente anche in Ladybird e nel prossimo lavoro di Allen (da cui si è poi distanziato). 



È stata un'annata cinematografica  - come è stato notato da critici statunitensi - dominata da film che hanno mescolato i generi, sorprendendo il pubblico, portandolo in direzioni inaspettate. Da Logan (supereoi e western), a Get Out (horror, commedia, critica sociale); da La forma dell'acqua (film di mostri, storia d'amore) a Chiamami col tuo nome (romanzo di formazione e turista che si innamora nel Mediterraneo); da Tre manifesti (western e thriller) a Ladybird (commedia e dramma).

Oggi le nomination, le cinquine, e la lista allargata per il miglior film, ma alcuni nomi sono già dati per vincenti dagli analisti: Frances McDormand, Gary Oldman e Sam Rockwell. I due film favoriti per la statuetta principale sono quelli che si sono finora spartiti i premi di settore: Tre manifesti a Ebbing, Missouri e La forma dell'acqua

Il caso delle molestie sessuali a Hollywood potrebbe orientare le scelte dei giurati, preferendo film con donne, o legati a minoranze, e trascurando artisti e pellicole "contaminati" con lo scandalo: le accuse a James Franco sono arrivate quando l'Academy aveva sostanzialmente già votato; Woody Allen sta vivendo la sua fase personale peggiore dopo che le accuse della figlia si sono mescolate alla protesta del movimento #metoo (anche se speriamo in Storaro, autore della fotografia in Wonder Wheel); come è noto Kevin Spacey è stato sostituito da Christopher Plummer in Tutti i soldi del mondo, ma con effetto boomerang poi il film è stato segnato dalla differenza economica nell'ingaggio tra Wahlberg e Williams in occasione dei 9 giorni in cui sono tornati sul set per 'cancellare' Spacey. Un film come Wonder Woman - donna forte protagonista, regista donna e campione d'incassi - ha intercettato gli umori di questa epoca. Ora l'industria sembra scommettere anche su supereroine, come la Vedova nera di Scarlett Johansson (si lavora sulla sceneggiatura).

Mesi di cambiamenti legati anche alla produzione e distribuzione, con Netflix e Amazon che investono in modo nuovo e azzerano il passaggio dalle sale al piccolo schermo, e che nella stagione dei festival e dei premi si sono fatti sentire con Mudbound, The Big Sick e Last Flag Flying. Anche gli indipendenti, quelli che spesso passano dal Sundance, moltiplicano le sale e si affacciano al mondo mainstream, come è capitato a Darkest Hour e Ladybird, oltre i 40 milioni di incasso, rispetto a budget ridotti, sperando in una diffusione ancora maggiore dopo queste candidature. 

Cambiamenti e nuove regole anche nella consegna delle buste, dopo la gaffe dello scorso anno di Beatty e Dunaway che avevano assegnato l'Oscar al miglior film al film sbagliato, La la land, rispetto a quello giusto, Moonlight. Fu un errore umano, venne affidata agli attori la busta sbagliata, ora sono state sostituite le due persone che dietro le quinte affidavano ai conduttori le buste. Aggiunta una terza persona per controllare i risultati in squadra i produttori degli Oscar. 

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