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ITALIA

Il ritrovamento di Via Po

Il giallo delle ossa umane scoperte nella Nunziatura di Roma: si tratterebbe del corpo di una donna

Serviranno giorni per identificare con certezza i resti. Il ritrovamento messo in relazione con la scomparsa nel 1983 di 2 ragazze di 15 anni: Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. E ora le famiglie sperano che dopo 35 anni si sia arrivati alla soluzione del caso

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Un primo esame delle ossa trovate nella sede della nunziatura apostolica di via Po a Roma, su cui si sta indagando, confermerebbe, secondo quanto apprende l'Ansa, che si tratterebbe di un corpo di donna. L'evidenza emergerebbe dall'esame delle ossa del bacino.
 
I legali della famiglia Orlandi: istanza per poter essere informati
"Stamattina depositiamo una istanza per potere essere informati: certo che ogni gesto, ogni situazione, ogni ritrovamento ci mette in giusto allarme. Qualsiasi cosa pur di sapere": lo ha detto al Gr1 Annamaria Bernardini De Pace, legale della famiglia Orlandi, dopo la notizia del ritrovamento di alcuni frammenti ossei umani, durante alcuni lavori di ristrutturazione di un locale annesso alla Nunziatura Apostolica in Italia, in Via Po 27 a Roma.

Le indagini della Procura di Roma
La Procura della capitale procede per omicidio e ha disposto accertamenti per cercare di individuare a chi appartengano i resti. Chi indaga allo stato vuole accertare in via preliminare se possano essere compatibili o meno con quelle di Emanuela Orlandi o Mirella Gregori, le due sedicenni scomparse nel 1983. La Polizia Scientifica e la Squadra Mobile di Roma sono state delegate a mettere in atto tutti gli accertamenti necessari per stabilire l'età, il sesso e la datazione della morte dei resti.

Una settimana per Dna, poi comparazione
Ci vorrà almeno una settimana per i risultati delle analisi sulle ossa. In primo luogo bisognerà capire, riferiscono all'AdnKronos fonti investigative, se sia possibile l'estrazione del Dna, poi sarà eseguita la datazione. Una volta estratto il Dna potrebbero allora essere fatte eventuali comparazioni. Sull'ipotesi che le ossa possano appartenere a Emanuela Orlandi gli investigatori al momento mantengono una certa cautela. All'interno dell'edificio di via Po sono andati gli investigatori della Squadra Mobile di Roma, diretta da Luigi Silipo, e gli agenti della polizia Scientifica. Nel corso del sopralluogo gli esperti hanno eseguito i rilievi del caso e repertato le ossa.

Forse di due persone i resti
Potrebbero appartenere a due persone differenti le ossa ritrovate. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, infatti, durante i lavori di rifacimento del pavimento gli operai avrebbero ritrovato uno scheletro quasi intero e, in un altro punto, altri frammenti di ossa.

Inquirenti interrogano i 4 operai che hanno scoperto i reperti
Sono quattro gli operai che la Procura di Roma ha ascoltato nell'ambito dell'inchiesta. "Stavamo scavando, avevamo tolto il pavimento, poi abbiamo visto le ossa e abbiamo dato subito l'allarme". Questo il racconto agli investigatori fatto dai quattro che materialmente hanno rinvenuto le ossa mentre lavoravano. Obiettivo degli inquirenti è ricostruire, nel mondo più dettagliato possibile, il momento e il luogo preciso del ritrovamento.I magistrati di piazzale Clodio stanno procedendo per omicidio così da poter svolgere accertamenti tecnici ad ampio spettro che non sarebbero consentiti nel caso fosse ipotizzato un altro reato.

Pietro Orlandi incontra i pm: "Non è normale ossa in Nunziatura"
"Al ritrovamento di queste ossa è stata subito abbinata la vicenda di Emanuela e di Mirella, io presumo che adesso facciano degli esami preliminari per capire intanto se si tratta di un uomo, di una donna, dell'età, poi da li forse si potrà andare avanti e magari fare una comparazione con il Dna". Lo ha detto Pietro, il fratello di Emanuela Orlandi a La Vita in Diretta. "La cosa che, dico la verità, mi ha colpito parecchio è che stata subito abbinata", ha aggiunto, "per due motivi, intanto perché queste ossa sono state ritrovate all'interno di una Nunziatura apostolica quindi in zona extraterritoriale del Vaticano e ovviamente il Vaticano c'è sempre la questione legata a Emanuela che non si è mai spenta. Quindi probabilmente il primo riferimento è stato quello: non è normale che si trovino delle ossa umane all'interno di una Nunziatura apostolica. La speranza è sempre quella di arrivare alla verità e dare giustizia a Emanuela, io l'ho sempre cercata viva finché non ho la prova che lei veramente sia morta, ma se la verità è questa che esca fuori quanto prima, che escano fuori i responsabili perché Emanuela stava lì in quel posto. Stiamo aspettando che ci dicano qualcosa in più. Io in fondo al cuore Emanuela la penso sempre viva, sempre".


Natalina Orlandi: spero siano di Emanuela
"Ho pensato subito a Gildo Claps quando è stato ritrovato il corpo di Elisa. Si disse che il corpo di Elisa poteva "parlare". A "Chi l'ha visto? 11.30" parla Natalina Orlandi, sorella maggiore di Emanuela, dopo la notizia del ritrovamento di frammenti di ossa in un locale annesso alla Nunziatura Apostolica in Via Po a Roma. "Io ora ci spererei che ci fosse qualcosa che riguarda Emanuela e Mirella, così Emanuela finalmente potrebbe "parlare", dirci che cosa è successo, come è morta. Sappiamo solo che è stata portata via, non ci sono elementi che possano dirci altre cose. È stata portata via da chi? In questi 35 anni sono tanti che hanno sfruttato la parola Vaticano dietro Emanuela. Ci hanno fatto credere di tutto e non smettono di farcelo credere. Noi sappiamo solo che qualcuno l'ha presa. Il resto potrebbe dircelo il corpo. Dunque, per assurdo, spero proprio che si tratti di loro, Mirella ed Emanuela" "Non siamo stati avvertiti da nessuno. Lo abbiamo saputo, come al solito, dai giornalisti e da voi di Chi l'ha visto?". Il Vaticano è un territorio piccolissimo, ci conosciamo tutti. Mi sarei aspettata una telefonata. Ma non erano tenuti in mancanza di notizie certe".

La sorella di Mirella Gregori: spero sia lei
"Non voglio illudermi, voglio restare con i piedi per terra ma in cuor mio spero che quelle ossa siano di Mirella così si potrebbe mettere una parola fine a questa vicenda e io avrei un luogo dove andare a piangere e portare un fiore a mia sorella". Lo afferma  Maria Antonietta Gregori, sorella della ragazza scomparsa nel 1983. 

"Via Po è vicinissima a dove abitavamo"
Alla notizia del ritrovamento delle ossa nella Nunziatura "sono rimasta turbata perchè via Po è vicinissima a dove abitavo io con mia sorella, stavamo a Porta Pia: in dieci minuti ci si arriva", dice ancora la Gregori a "La vita in diretta".  

Un mistero lungo 35 anni
Emanuela Orlandi, cittadina vaticana, che oggi avrebbe 50 anni, era figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, è scomparsa in circostanze misteriose il 22 giugno 1983 all'età di 15 anni, diventando uno dei casi più oscuri della storia italiana. La giovane frequentava una scuola di musica a piazza Santa Apollinare a Roma, in territorio Vaticano. Il 6 maggio 2016 la Cassazione aveva confermato l'archiviazione dell'inchiesta.

A maggio del 1983 era scomparsa un'altra ragazza romana, Mirella Gregori, coetanea di Emanuela, figlia dei titolari di un bar di via Volturno, studentessa. Mirella non conosceva Emanuela, né le due ragazze avevano frequentazioni in comune. Anche questo caso resta avvolto nel mistero. 
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