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MONDO

Giornata mondiale del rifugiato

Oxfam: 70 milioni di profughi, i Paesi ricchi e l'Italia non possono ignorare

Aumenta per il settimo anno di fila il numero di persone nel mondo in fuga da guerre, persecuzioni, miseria e carestie: sono oltre 70 milioni, secondo gli ultimi dati pubblicati oggi dall’UNHCR

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L'Unhcr lancia l'allarme profughi denunciando l'esistenza di oltre 70 milioni di persone in fuga, Oxfam risponde e invita tutti i Paesi ricchi, a cominciare dall'Italia, a non girarsi dall'altra parte. E lancia un appello ai cittadini italiani per esporre domani, 20 giugno, in occasione della giornata mondiale del rifugiato, una coperta termica come segno di solidarietà e accoglienza.

L'appello di Oxfam 
Tutti i Governi, soprattutto dei Paesi ricchi, dovrebbero aumentare il proprio impegno per l’accoglienza di uomini, donne e bambini che ogni giorno sono costretti a fuggire dalla propria casa o dal proprio Paese per trovare scampo da conflitti atroci, persecuzioni o carestie causate dal cambiamento climatico. E anche l’Italia, che ha sempre avuto una forte tradizione di solidarietà e accoglienza, dovrebbe fare la sua parte assieme al resto dell’Unione europea, promuovendo politiche sostenibili che mettano al centro le persone e i loro diritti. Ancora oggi alcuni dei Paesi poveri del mondo si fanno carico del maggior numero di profughi e rifugiati

Superato un triste record
“Per l’ennesima volta, un triste record è stato superato - ha detto Giulia Capitani, policy advisor su migrazione e asilo di Oxfam Italia (confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo) -. Ma dietro a questi numeri ci sono persone che vivono storie drammatiche, fatte di viaggi lunghissimi e molto pericolosi durante i quali subiscono spesso torture e abusi indicibili, come i tanti che arrivano ancora oggi in Libia. Viaggi che non avrebbero mai voluto intraprendere se non vi fossero stati costretti per salvare la propria vita o quella dei propri figli, se non fossero stati privati dei più basilari diritti fondamentali e della possibilità di condurre una vita dignitosa. Il paradosso, ancora oggi, è che sono i paesi più poveri del mondo o quelli in via di sviluppo ad accogliere il maggior numero di rifugiati, come nel caso delle più gravi crisi umanitarie originate dai conflitti che dilaniano l’Africa sub sahariana.

I casi Uganda e Libano
Emblematico il caso dell’Uganda, che si fa carico da sola di oltre 800 mila rifugiati in fuga dalla guerra in Sud Sudan, o quello della crisi siriana, dove buona parte dei rifugiati è accolta da paesi come Libano e Giordania da oltre 8 anni. È proprio in queste aree del mondo che dovrebbe arrivare un immediato e maggior aiuto economico da parte dei paesi ricchi, offrendo la possibilità di reinsediamento ai rifugiati più vulnerabili.
 
L’appello in Italia: “consentire gli sbarchi, proteggere chi fugge”
"Una coperta termica da esporre fuori dal proprio balcone di casa o dovunque si voglia. E’ il gesto simbolico, scelto dalla campagna “#IoAccolgo”, promossa da 47 organizzazioni e attori della società civile italiana, tra cui Oxfam, per chiedere ai cittadini italiani di testimoniare la propria solidarietà a chi attraversa il Mediterraneo in cerca di salvezza, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato di domani, 20 giugno - continua Giulia Capitani di Oxfam Italia -. Un oggetto simbolico indossato da uomini, donne e bambini lasciati troppo spesso in stallo nel Mediterraneo negli ultimi mesi, ogni volta che una nave delle poche organizzazioni umanitarie rimaste a compiere soccorso li salva e cerca di condurli in porto sicuro. Dramma che continua a ripetersi, anche in questi giorni, con i migranti a bordo della Sea Watch 3". 
 
Aumenta il tasso di mortalità in mare
“Mentre il Governo italiano ha appena approvato un decreto legge che si accanisce ulteriormente contro chi cerca di effettuare salvataggi in mare, nel Mediterraneo si registra una crescita esponenziale del tasso di mortalità rispetto all’anno scorso: 1 vittima ogni 6 migranti che tentano la traversata, contro 1 su 30 del 2018 - conclude Capitani -. Si tratta di persone che muoiono spesso nel silenzio dell’opinione pubblica, mentre si continua a non tener conto che la Libia, come più volte ribadito dalle Nazioni Unite e ieri dalla pronuncia del Consiglio d’Europa, non può esser considerato un porto sicuro. Allo stesso tempo, non si arresta l’azione di smantellamento del sistema di accoglienza italiano, in assenza del quale non si garantirà affatto maggiore sicurezza. Per questo abbiamo aderito alla campagna “#IoAccolgo”, che chiede al Governo italiano e agli stati europei una diversa politica di accoglienza, il ripristino immediato di una missione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, l’adozione di un sistema di equa ridistribuzione dei richiedenti asilo tra i vari Paesi europei. Facciamo appello a tutti i cittadini a testimoniare domani che una diversa politica di gestione del fenomeno migratorio è doverosa e possibile”. 

Le iniziative della campagna “#Io accolgo” per il 20 giugno
La campagna “Io accolgo” nasce per dar voce alle tantissime esperienze di buona accoglienza e integrazione realizzate in Italia negli ultimi anni. Ed è proprio su questa scia che Oxfam, che ad oggi sta accogliendo oltre 130 migranti nei centri Sprar che gestisce in Toscana, promuove per domani, 20 giugno, alcune iniziative (il calendario completo su http://www.ioaccolgo.it/eventi) che testimoniano come un processo di integrazione positivo non solo sia necessario, ma possibile, e in tantissimi casi sia già attivo. 
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