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ITALIA

Il delitto di Pollenza (Macerata)

Pamela, in casa del fermato anche coltelli e macchie di sangue

L'autopsia sul corpo di Pamela Mastropietro non ha chiarito le cause della morte: se ne saprà di più con i risultati degli esami tossicologici. L'esame autoptico non avrebbe rilevato segni evidenti di violenza sessuale. L'uomo è accusato anche di vilipendio di cadavere

Macerata (Ansa)
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Vari coltelli di grosse dimensioni sono stati sequestrati dai carabinieri del Ris nell'appartamento a Macerata di Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano in stato di fermo per la morte di Pamela Mastropietro, il cui cadavere fatto a pezzi è  stato trovato in due trolley nel Maceratese. I militari hanno lavorato fino a tarda notte nell'abitazione via Spalato, dove hanno anche individuato macchie di sangue in vari punti dell'appartamento. Tra le ipotesi di reato a carico dell’uomo c’è anche il vilipendio di Cadavere. Dal carcere di Ancona, dove è detenuto, l’uomo nega le accuse che gli vengono contestate. Da subito ha negato di aver ucciso la giovane: nelle prossime ore, forse già oggi, si terrà l'interrogatorio di convalida del fermo davanti al gip. Lo spacciatore, con precedenti per droga e un permesso di soggiorno scaduto, ha 29 anni: vive in Via Spalato 124, a Macerata, la strada in cui è stata vista, per l'ultima volta da viva, la vittima. Le telecamere di sorveglianza lo hanno immortalato insieme alla giovane e, in casa sua, gli inquirenti hanno trovato gli indumenti, sporchi di sangue, che la ragazza indossava quando è scomparsa e lo scontrino di una farmacia, poco distante dove, lo stesso giorno, aveva acquistato una siringa.

La madre di Pamela: siamo distrutti
"Siamo distrutti, spero che si arrivi presto ad assicurare alla giustizia l'autore o gli autori di questo tremendo delitto: sono bestie feroci". È quanto affermano, per bocca del loro legale, l'avvocato Marco Valerio Verni, la madre e i parenti di Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa e fatta trovare ieri in due valigie nel maceratese.

"I familiari della ragazza - aggiunge il penalista - sperano che il lavoro degli inquirenti, dei carabinieri, possa accertare tutte le responsabilità e assicurare alla giustizia l'autore o gli autori. Pamela era una ragazza piena di sogni e questa fine tragica e inaspettata ci lascia distrutti".

Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa, fatta a pezzi e trovata in due trolley nelle campagne del maceratese, è andata a Macerata per riconoscere sua figlia. Scortata dai carabinieri, la donna è rimasta poco più di mezz'ora nell'obitorio per svolgere il riconoscimento ufficiale. Minuta ed esile, Alessandra lasciando la camera mortuaria si  è coperta la testa con una mantellina forse per proteggersi il volto sconvolto dal dolore. Pochi minuti dopo la mamma ha affidato ad un post su Facebook il suo stato d'animo.

"Spero e prego che giustizia sia fatta. Quello che le hanno fatto  è indescrivibile e così crudele che spero di vederli soffrire lentamente fino alla morte!..ti amo".

La ragazza, che si trovava ospite dall'ottobre scorso al centro Pars di Corridonia, alcuni giorni fa si era incontrata con la mamma dopo l'ok ricevuto dagli specialisti che l'avevano in cura. "Ci chiediamo - afferma l'avvocato - come sia stato possibile lasciare andare via una ragazza da una struttura del genere, senza che si intervenisse: come è potuto accadere? Le indagini dovranno accertare anche queste responsabilità".

Il corpo della giovane, dopo i prelievi per gli esami tossicologici, verrà restituito ai familiari nei prossimi giorni in modo da poterlo riportare a Roma e svolgere cos ìi funerali.

"In queste ore - spiegano i familiari - abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà dai tanti amici di Pamela, in molti le volevano bene e sono sconvolti per la sua tragica morte: come noi, non sanno darsi pace".

Autopsia non chiarisce finora causa morte
Intanto, l'autopsia sul corpo di Pamela Mastropietro, già effettuata dal medico legale Antonio Tombolini a Macerata, non ha chiarito le cause della morte: se ne saprà di più con i risultati degli esami tossicologici. L'esame autoptico non avrebbe rilevato segni evidenti di violenza sessuale

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