MONDO

Convegno diocesano a San Giovanni in Laterano

Il Papa: "L'educazione sia integrata tra testa, cuore e mani"

Intervento del Pontefice: "Altrimenti analfabeti emotivi e ragazzi con progetti incompiuti"

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Insegniamo "ai nostri ragazzi - ha chiesto il Papa aprendo il convegno della diocesi di Roma - a integrare tutto ciò che sono e che fanno. Potremmo chiamarla una alfabetizzazione socio-integrata, cioè un'educazione basata sull'intelletto (la testa), gli affetti (il cuore) e l'agire (le mani). Questo offrirà ai nostri ragazzi la possibilità di una crescita armonica a livello non solo personale, ma al tempo stesso sociale".

"Urge creare luoghi - ha chiesto ancora papa Bergoglio - dove  la frammentazione sociale non sia lo schema dominante. Se i ragazzi si sentiranno "attivi e protagonisti nei loro processi di crescita", ciò "li porterà anche a sentirsi chiamati a partecipare alla costruzione della comunità".

"Vogliono essere protagonisti: diamo loro spazio - ha esortato - perché siano protagonisti, orientandoli, ovviamente, e dando loro gli strumenti per sviluppare tutta questa crescita. Per questo ritengo che l'integrazione armonica dei diversi saperi li aiuterà a costruire la loro personalità. Spesso pensiamo che l'educazione sia impartire conoscenze e lungo il cammino lasciamo degli analfabeti emotivi e ragazzi con tanti progetti incompiuti perché non hanno trovato chi insegnasse loro a 'fare'. Abbiamo concentrato l'educazione nel cervello trascurando il cuore e le mani. E questa è anche una forma di frammentazione sociale".

Inoltre il Papa invita a contrastare una società "sradicata". "Oggi - ha detto - le reti sociali sembrerebbero offrirci questo spazio di 'rete', di connessione con altri, e anche i nostri figli li fanno sentire parte di un gruppo. Ma il problema che comportano, per la loro stessa virtualità, è che ci lasciano come 'per aria' e perciò molto 'volatili'. Ho detto società liquida, possiamo dire società gassosa. Non c'è peggior alienazione per una persona di sentire che non ha radici, che non appartiene a nessuno".

"La situazione attuale - ha detto il Papa avviando i lavori del convegno diocesano di Roma - a poco a poco sta facendo crescere nella vita di tutti noi, e specialmente nelle nostre famiglie, l'esperienza di sentirci 'sradicati'", "persone, famiglie che a poco a poco vanno perdendo i loro legami, quel tessuto vitale così importante per sentirci parte gli uni degli altri, partecipi con gli altri di un progetto comune. È l'esperienza - ha aggiunto il Papa - di sapere che 'apparteniamo' ad altri (nel senso più nobile del termine)". "Questo clima di sradicamento", ha sottolineato, passa nelle nostre vite, "ma una famiglia sradicata è una famiglia senza storia, senza memoria, senza radici", "e quando non ci sono radici, qualsiasi vento finisce per trascinarti".

Il Pontefice ha anche invitato a preoccuparsi non solo delle conoscenze dei nostri figli, ma anche al fatto che "conoscano la loro terra, le loro radici. Li priviamo della conoscenza dei geni e dei santi che ci hanno generato". Ricordando che la diocesi ha attivato un "laboratorio intergenerazionale", e sollecitando a consolidare i rapporti tra nonni e nipoti, papa Francesco ha aggiunto: "vogliamo che i nostri figli siano formati e preparati per il domani, non è solo imparando lingue (per fare un esempio) che ci riusciranno. È necessario che si connettano, che conoscano le loro radici. Solo così potranno volare alto, altrimenti saranno presi dalle 'visioni' di altri". "E torno questo - ha aggiunto - sono ossessionato, forse, ma i genitori devono fare spazio ai figli per parlare con i nonni", "i figli devono prendere la radice dei nonni, che hanno questa saggezza della memoria e della storia". "Oggi i nonni - ha aggiunto - non li lasciamo sognare, ma soltanto i nonni possono sognare quando si incontrano con la vita nuova, ma pensate a Simeone, a quella santa chiacchierona di Anna che andava da una parte all'altra, e questo è bello, i nonni danno ai bambini una appartenenza della quale hanno bisogno; mi piacerebbe che in questo laboratorio facciate un esame di coscienza su questo, trovare la storia concreta nei nonni, non lasciarli da parte".
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