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Angelus

Papa Francesco: "Pace e democrazia in Venezuela, basta violenza"

Nuovo appello del Pontefice per il paese sudamericano

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"Il 5 luglio", ha detto Jorge Mario Bergoglio a conclusione dell'Angelus, "ricorrerà la festa dell`indipendenza del Venezuela. Assicuro la mia preghiera per questa cara Nazione ed esprimo la mia vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro figli nelle manifestazioni di piazza (contro il Governo di Nicolas Maduro, ndr.). Faccio appello affinché si ponga fine alla violenza e si trovi una soluzione pacifica e democratica alla crisi. Nostra Signora di Coromoto interceda per il Venezuela e tutti noi preghiamo Nostra Signora di Coromoto per il Venezuela".

Il Pontefice ha ricevuto recentemente i vertici della conferenza episcopale del Venezuela e il nunzio apostolico a Caracas, mons. Aldo Giordano. La Santa Sede è da lungo attenta al degenerare della crisi venezuelana. Prima che la crisi degenerasse, Nicolas Maduro aveva parlato personalmente con il Papa in occasione di una sua non preventivata tappa a Roma ad aprile dell'anno scorso. Nel corso del 2016 la diplomazia vaticana ha preso parte come soggetto facilitatore insieme all'Unione della Nazioni del Sudamerica (Unasur) al tavolo di mediazione tra Governo e opposizioni, dapprima con il nunzio apostolico in Argentina, monsignor Emil Paul Tscherrig, e poi con l'arcivescovo Claudio Maria Celli, navigato diplomatico di lungo corso. Un tentativo, ha detto il Papa in persona il 29 aprile sul volo di ritorno dall'Egitto, che "non ha avuto esito perché le proposte non sono state accettate o venivano diluite". La stessa opposizione, ha peraltro rilevato il Papa in quell'occasione, "è divisa". 

Il 30 aprile, Francesco ha poi fatto appello "al Governo e a tutte le componenti della società venezuelana affinché venga evitata ogni ulteriore forma di violenza, siano rispettati i diritti umani e si cerchino soluzioni negoziate alla grave crisi umanitaria, sociale, politica ed economica che sta stremando la popolazione". E in una lettera consegnata all'episcopato locale lo scorso venerdì 5 maggio tramite il nunzio Giordano, il Papa esprimeva la propria convinzione che "i gravi problemi del Venezuela possono essere risolti se c'è volontà per costruire ponti, se si desidera dialogare seriamente e rispettare gli accordi raggiunti". Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, in passato nunzio apostolico in Venezuela, ha più volte affermato, in queste settimane, che le elezioni sono la condizione per la ripresa del dialogo politico nel paese. Parole ora richiamate implicitamente dal Papa che ha parlato di una "soluzione democratica" alla crisi.
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