Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/papa-globalizzazione-dovrebbe-essere-solidale-ma-alimenta-guerre-d4eb3f98-7c2e-4afd-bcb7-df88ed0001c9.html | rainews/live/ | true
MONDO

Angelus

Papa: "Globalizzazione dovrebbe essere solidale ma alimenta guerre"

Il Santo Padre - durante l'omelia - ha esortato a prendere "le distanze dalle chiacchiere e dai pettegolezzi che inquinano"

Condividi
La globalizzazione che caratterizza il nostro tempo dovrebbe essere "solidale" e "rispettosa" delle differenze tra i popoli, invece alimenta "guerre". A denunciarlo è Papa Francesco all'Angelus in Piazza San Pietro

"In questo nostro tempo, segnato da una globalizzazione che dovrebbe essere solidale e rispettosa della particolarità dei popoli, e invece soffre ancora della omologazione e dei vecchi conflitti di potere che alimentano guerre e rovinano il pianeta - dice Bergoglio - i credenti sono chiamati a portare ovunque, con nuovo slancio, la buona notizia che in Gesù la misericordia vince il peccato, la speranza vince la paura, la fraternità vince l'ostilità. Cristo è la nostra pace e in Lui ogni divisione è superata, in Lui solo c'è la salvezza di ogni uomo e di ogni popolo". 

Il Santo Padre - nel corso dell'omelia  - ha esortato a prendere "le distanze dalle chiacchiere e dai
pettegolezzi che inquinano". La Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra oggi, ricorda Francesco "è un'occasione propizia affinché ogni battezzato prenda più viva coscienza della necessità di cooperare all'annuncio del Regno di Dio mediante un impegno rinnovato. Il Papa Benedetto XV, cento anni or sono, per dare nuovo slancio alla responsabilità missionaria di tutta la Chiesa promulgò la Lettera apostolica 'Maximum illud'. Egli avvertì la necessità di riqualificare evangelicamente la missione nel mondo, perché fosse purificata da qualsiasi incrostazione coloniale e libera dai condizionamenti delle politiche espansionistiche delle Nazioni europee. Nel mutato contesto odierno - osserva il Papa - il messaggio di Benedetto XV è ancora attuale e stimola a superare la tentazione di ogni chiusura autoreferenziale e ogni forma di pessimismo pastorale, per aprirci alla novità gioiosa del Vangelo".
 
Condividi