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MONDO

Esortazione post-sinodale "Christus Vivit"

Papa:"Reagire con decisione contro la xenofobia sfruttata dai politici"

Il Santo Padre parla anche degli abusi sui minori. Fa proprio l’impegno del Sinodo per l’adozione di rigorose misure di prevenzione ed esprime gratitudine "verso coloro che hanno il coraggio di denunciare il male subìto". E sul web mette in guardia: "è territorio di indipendenza, ma anche di solitudine e violenza"

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Migrazioni, ruolo delle donne, disoccupazione. Sono tanti i temi che Papa Francesco affronta nell'esortazione post-sinodale "Christus Vivit", pubblicata oggi in Vaticano. Uno dei passaggi più forti è nel terzo capitolo dove il Santo Padre presenta "i migranti come paradigma del nostro tempo", e ricorda i tanti giovani coinvolti nelle migrazioni". "In alcuni Paesi di arrivo, i fenomeni migratori suscitano allarme e paure, spesso fomentate e sfruttate a fini politici. Si diffonde così una mentalità xenofoba, di chiusura e di ripiegamento su se stessi, a cui occorre reagire con decisione", afferma Francesco.

Papa ringrazia chi ha coraggio di denunciare abusi
Nell'esortazione post-sinodale sui giovani, Papa Francesco parla anche degli abusi sui minori. Fa proprio l’impegno del Sinodo per l’adozione di rigorose misure di prevenzione ed esprime gratitudine "verso coloro che hanno il coraggio di denunciare il male subìto", ricordando che "grazie a Dio" i sacerdoti che si sono macchiati di questi "orribili crimini non sono la maggioranza, che invece è costituita da chi porta avanti un ministero fedele e generoso". Chiede ai giovani, se vedono un sacerdote a rischio perché ha imboccato la strada sbagliata, di avere il coraggio di ricordargli il suo impegno verso Dio e verso il suo popolo.

"Disoccupazione giovanile sia tema prioritario della politica"
"Invito i giovani a non aspettarsi di vivere senza lavorare, dipendendo dall'aiuto degli altri: questo non va bene, perché il lavoro è una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale".  È il monito di Papa Francesco. "In questo senso - avverte - aiutare i poveri con il denaro dev'essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze".

Dopo aver notato come nel mondo del lavoro i giovani sperimentino forme di esclusione e di emarginazione, a proposito della disoccupazione giovanile il Pontefice sottolinea che "è una questione che la politica deve considerare come una problematica prioritaria, in particolare oggi che la velocità degli sviluppi tecnologici, insieme all'ossessione per la riduzione del costo del lavoro, può portare rapidamente a sostituire innumerevoli posti di lavoro con macchinari".

Quindi, il Papa esorta i giovani: "È vero che non puoi vivere senza lavorare e che a volte dovrai accettare quello che trovi, ma non rinunciare mai ai tuoi sogni, non seppellire mai definitivamente una vocazione, non darti mai per vinto".

"La Chiesa presti ascolto a legittime richieste delle donne"
"Una Chiesa troppo timorosa può essere costantemente critica nei confronti di tutti i discorsi sulla difesa dei diritti delle donne ed evidenziare costantemente i rischi e i possibili errori di tali rivendicazioni; mentre una Chiesa viva può reagire prestando attenzione alle legittime rivendicazioni delle donne, pur non essendo d'accordo con tutto ciò che propongono alcuni gruppi femministi". È quanto spiega Papa Francesco.

Proprio i giovani chiedono "una Chiesa che ascolti di più, che non stia continuamente a condannare il mondo. Non vogliono vedere una Chiesa silenziosa e timida, ma nemmeno sempre in guerra per due o tre temi che la ossessionano. Per essere credibile agli occhi dei giovani, a volte ha bisogno di recuperare l'umiltà e semplicemente ascoltare, riconoscere in ciò che altri dicono una luce che la può aiutare a scoprire meglio il Vangelo".

Parlando poi della "giovinezza della Chiesa", il Pontefice auspica che la Chiesa sia "liberata da coloro che vogliono invecchiarla, fissarla sul passato, frenarla, renderla immobile" ma anche "da un'altra tentazione: credere che è giovane perché cede a tutto ciò che il mondo le offre, credere che si rinnova perché nasconde il suo messaggio e si mimetizza con gli altri. No. È giovane quando è sé stessa", ribadisce chiedendo che "la Chiesa non sia troppo concentrata su sé stessa: questo comporta che riconosca con umiltà che alcune cose concrete devono cambiare".


Papa: "Web territorio di indipendenza, ma anche di solitudine e violenza"
Il Pontefice parlando di giovani non poteva non affrontare il capitolo legato all'utilizzo dei social. "Il web e i social network sono ormai un luogo irrinunciabile per raggiungere e coinvolgere i giovani. Ma anche un territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza, fino al caso estremo del dark web". È quanto avverte il Papa.

"I media digitali possono esporre al rischio di dipendenza, di isolamento e di progressiva perdita di contatto con la realtà concreta - osserva il Pontefice - Nuove forme di violenza si diffondono attraverso i social media, ad esempio il cyberbullismo; il web è anche un canale di diffusione della pornografia e di sfruttamento delle persone a scopo sessuale o tramite il gioco d'azzardo". E non si deve neanche dimenticare che "nel mondo digitale operano giganteschi interessi economici, capaci di creare meccanismi di manipolazione delle coscienze e del processo democratico".

Infatti, "ci sono circuiti chiusi che facilitano la diffusione di informazioni e notizie false, fomentando pregiudizi e odio; la reputazione delle persone è messa a repentaglio tramite processi sommari online. Le relazioni online possono diventare disumane e l'immersione nel mondo virtuale ha favorito una sorta di 'migrazione digitale', vale a dire un distanziamento dalla famiglia, dai valori culturali e religiosi, che conduce molte persone verso un mondo di solitudine".
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