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MONDO

Conclusa visita in Africa

​Papa: xenofobia malattia umana, è come il morbillo

"Non ho paura di uno scisma, ma prego non ci sia" 

Il Papa in aereo (Ansa)
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La xenofobia "è una malattia umana, come il morbillo" e coloro i quali alzano i muri "rimarranno soli". Così Papa Francesco durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dalla sua 31a visita apostolica in Mozambico, Madagascar e Mauritius. Rispondendo alla domanda di un giornalista mozambicano riguardo alla xenofobia in Africa, il Pontefice ha sottolineato che il fenomeno "non è un problema solo dell'Africa".

"E' una malattia", aggiunge, "entra in un Paese, in un Continente". "E mettiamo muri... e i muri lasciano soli coloro che li fabbricano. Sì (i muri) lasciano fuori tanta gente ma coloro che - ha continuato - rimangono dentro i muri rimarranno soli, e alla fine della storia sconfitti per delle invasioni potenti".

Francesco ha quindi ribadito che la xenofobia "è una malattia", una malattia "'giustificabile', tra virgolette" come si faceva nel secolo scorso con la purezza della razza. Le xenofobie "tante volte cavalcano sui cosiddetti populismi politici", ha aggiunto il Papa sottolineando di aver sentito delle volte "discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel '34".

"Si vede - ha detto - che c'è un ritornello in Europa" che ritorna ma "anche in Africa", dove il problema culturale da risolvere è, secondo Francesco, il tribalismo. "Lì ci vuole un lavoro di educazione, di avvicinamento fra le diverse tribù per fare una nazione", ha proseguito ricordando come in Kenya il tribalismo (forma di "xenofobia interna") abbia portato al genocidio in Ruanda.

"No a tutte le colonizzazioni, anche ideologiche"
"Se oggi non ci sono colonizzazioni geografiche, almeno non tante, non ci sono, ci sono però colonizzazioni ideologiche, che vogliono entrare nella cultura dei popoli e cambiare quella cultura e omogeneizzare l'umanità", ha poi detto Papa Francesco.

"E' l'immagine della globalizzazione come una sfera - ha spiegato -, tutti uguali, ogni punto equidistante dal centro, mentre la vera globalizzazione non è una sfera ma un poliedro, dove ogni popolo e nazione conserva la propria identità, ma si unisce a tutta l'umanità". "Mentre la colonizzazione ideologica - ha aggiunto il pontefice - cerca di cancellare l'identità degli altri per farli uguali. E vengono con proposte ideologiche che vanno contro la natura  e la storia e i valori di quel popolo. E dobbiamo rispettare l'identità dei popoli, e questa è una premessa da rispettare sempre e cosi cacciamo via tutte le colonizzazioni".

"Non ho paura di uno scisma, ma prego non ci sia" 
"Non ho paura degli scismi" ma "prego perché non ce ne siano", "il cammino nello scisma non è cristiano". Le critiche? "Aiutano sempre" purché siano "leali" e non "un pugnale che ti arriva da dietro" o delle "pillole di arsenico". Non teme gli aattachi che arrivano dagli Stati Uniti Papa Francesco. Durante la conferenza stampa,  risponde così a una domanda specifica sulla possibilità di una frattura nella Chiesa cattolica americana.

"Uno scisma è sempre uno stato elitario, dall'ideologia staccata dalla dottrina", ha sottolineato il Pontefice. "Una ideologia, forse giusta, ma che entra nella dottrina e la stacca, e diventa 'dottrina' tra virgolette, ma per un tempo... Per questo io prego che non ci siano gli scismi. Ma non ho paura". "E quando la dottrina - ha aggiunto - scivola sulla ideologia, lì c'è la possibilità di uno scisma". La morale dell'ideologia, "così pelagiana", ha aggiunto, "ti porta alla rigidità e oggi abbiamo tante, tante scuole di rigidità dentro la Chiesa, che non sono scisma, ma sono vie cristiane pseudo-scismatiche che alla fine finiranno male".

"In Europa il benessere non fa fare più figli"
"L'Africa è un continente giovane, ha vita giovane - ha poi affermato Francesco rispondendo ai giornalisti sul volo di ritorno dal Madagascar -. Come ho detto a Strasburgo la madre Europa è quasi diventata la nonna Europa, è invecchiata. Stiamo vivendo un inverno demografico gravissimo in Europa". "Non so in quale Paese, ma è una statistica ufficiale del governo di quel Paese - ha sottolineato-: nell'anno 2050 in quel Paese ci saranno più pensionati che gente che lavora. È tragico".    "Quale l'origine di questo invecchiamento dell'Europa? - ha proseguito - Ho un'opinione personale: penso che il benessere sia la radice, attaccarsi al benessere. 'Sì, ma stiamo bene, io non faccio figli perché devo comprare la villa, fare turismo, un figlio è un rischio, non si sa mai'. E' un benessere che ti porta a invecchiare. Invece l'Africa è vita". "Ho trovato in Africa un gesto che avevo trovato nelle Filippine e in Colombia. a Cartagena: le persone che mi mostravano i bambini - ha ricordato -. Dicevano: 'Questo è il mio tesoro, questa è la mia vittoria'. Lo stesso gesto l'ho visto in Europa orientale, a Iasi, con una nonna che faceva vedere il bambino e diceva, questo è il mio trionfo".
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