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ECONOMIA

Coldiretti: "All'estero marchi per 10 miliardi"

La pasta made in Italy parla sempre più spagnolo, Ebro compra il 52% di Garofalo

Ebro Foods, gruppo multinazionale spagnolo, entrerà con il 52% del capitale sociale nella compagine azionaria di Garofalo. Mentre Coldiretti lancia l'allarme per le acquizioni straniere dei marchi storici agroalimentari italiani, l'antico pastificio ha commentato: "Non è un pezzo di Italia che se ne va"

Pasta (Thimkstock by Getty Images)
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L'antico Pastificio Lucio Garofalo ha siglato un accordo preliminare per l'ingresso nella propria compagine azionaria di Ebro Foods, gruppo multinazionale che opera nei settori del riso, della pasta e dei condimenti, quotato alla Borsa di Madrid. Il gruppo spagnolo entrerà con il 52% del capitale sociale. Lo ha annunciato la stessa Garofalo precisando che alla finalizzazione dell'accordo, prevista entro la fine del mese di giugno, Ebro Foods farà un investimento complessivo pari a circa 62 milioni di euro. 

L'allarme di Coldiretti
Coldiretti lancia l'allarme sul fatto che con la vendita della pasta Garofalo
agli spagnoli supera i 10 miliardi il valore dei marchi storici dell'agroalimentare italiano passati in mani straniere dall'inizio della crisi. Ma Garofalo ha precisato che questa operazione "rappresenta un valore per il Sistema Italia e non va erroneamente letta come un pezzo di Italia che se ne va".

"Escalation presenza spagnola nell'agroalimentare italiano"
Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, a Firenze davanti a 10mila agricoltori, ha però sottolineato che "siamo di fronte a una escalation della presenza spagnola in Italia con il passaggio del 25 per cento Riso Scotti nelle mani della stessa multinazionale alimentare iberica Ebro Food dopo che il Gruppo Agroalimen di Barcellona (Gallina Blanca) era salito al 75 per cento nella proprietà di Star, mentre già nel 2011 la Fiorucci salumi era stata acquisita dalla Campofrio food holding s.l.

Le acquisizioni 
"D'altro canto - ha aggiunto la Coldiretti - l'operazione Garofalo segue da vicino l'acquisizione da parte della Bertolli da parte del fondo statunitense CVC Capital Partners, che lo ha 'strappato'  al gruppo spagnolo SOS dopo che era già stato venduto all'Unilever. E il 2013 - ha continuato - ha visto anche la cessione da parte della società Averna dell'intero capitale dell'azienda piemontese Pernigotti al gruppo turco Toksoz. Prima ancora era stata la multinazionale del lusso LVMH ad acquisire una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale della Pasticceria Confetteria Cova proprietaria della società Cova Montenapoleone Srl, mentre l'ultimo colpo nelle campagne toscane è stato messo a segno da un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong, che ha acquistato per la prima volta un'azienda vitivinicola agricola nel Chianti, l'azienda agricola Casanova - La Ripintura a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero". 

Garofalo:"L'ingresso di Ebro consolida successo della pasta nel mondo"
Tra le tante acquisizioni, quindi, ora tocca anche alla Pasta Garofalo, una realtà imprenditoriale dalla storia ultra centenaria che, dopo una serie di riassetti proprietari,
nel 1997 è passata sotto il controllo della famiglia Menna, nel capitale sociale già dal 1952. Il pastificio dal 2002 si è concentrato sul segmento di pasta premium ed è passato da circa 30 milioni di euro di fatturato consolidato nel 2002 a oltre 134 milioni di euro nel 2013. Per questo l'amministratore delegato Massimo Menna ha precisato che "l'ingresso del Gruppo Ebro nel capitale della Lucio Garofalo S.p.A. ci dà la possibilità di consolidare il successo della nostra pasta nel mondo grazie all'esperienza e al know how internazionale di Ebro Foods; la nostra azienda - ha proseguito - è sana e forte e questo l'ha messa nella posizione ottimale per cogliere la migliore opportunità di crescita".
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