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ECONOMIA

Il ministro dello Sviluppo economico alla Camera

Patuanelli: 149 tavoli di crisi, in linea con ultimi 5 anni. Ilva e Alitalia i tavoli più complessi

"Alcuni sono permanenti e richiedono interventi strutturali"

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Il numero delle vertenze all'attenzione del ministero dello Sviluppo economico ad oggi "sono 149, in linea purtroppo con quelle degli ultimi cinque anni". Così il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nel corso di un'informativa alla Camera sulle crisi industriali. Nel 2014 erano 160, ha ricordato Patuanelli, 151 nel 2015, 148 nel 2016, 165 nel 2017, 144 nel 2018. "La maggior parte dei tavoli sono attivi da parecchi anni - ha aggiunto - in alcuni casi anche da più di sette anni perché sono situazione che necessitano di tavoli permanenti che richiedono interventi di carattere strutturale".

Ilva e Alitalia sono i tavoli più complessi
"Ilva e Alitalia sono due dei tavoli più complessi ed emergenziali che ci troviamo a gestire", ha detto Patuanelli. "Nessun ministro dello Sviluppo economico è contento quando si apre un tavolo - ha aggiunto - quello che ci impegna è trovare soluzioni ai tavoli che si aprono".

Alitalia, parzialmente ottimista
"Ritengo che ci siano condizioni che mi fanno essere parzialmente ottimista su quello che succederà nelle prossime ore, ma bisogna attendere". Così Patuanelli parlando di Alitalia. Ed ha aggiunto: "Attendo, domani c'è la scadenza dell'ultima proroga concessa al costituendo consorzio con Fs capofila e autorizzata ai commissari, di leggere ciò che il consorzio scriverà ai commissari". Il ministro ha inoltre lamentato il fatto che "in queste ore si sono susseguite dichiarazioni in un senso e nell'altro. Qualche volta bisognerebbe limitare le esternazioni per non suscitare né allarmismi da un lato né eccessiva positività dall'altro, soprattutto in un momento difficile come questo".

Scadenza marzo per chiudere operazione
Il termine per chiudere l'operazione Alitalia resta fermo a marzo, ha inoltre detto il ministro Patuanelli, rispondendo a una domanda sulla possibilità di una mini proroga. "Abbiamo un provvedimento - ha spiegato Patuanelli - che presenta all'interno un'ulteriore parte di prestito di 400 milioni che ci ha dato modo di fare un ragionamento sui tempi di conclusione del procedimento con un closing entro marzo, quello è il momento da mantenere fisso". La scadenza di marzo per chiudere l'operazione "è ferma", ha aggiunto.

Arcelor Mittal non ha diritto di recesso
"Ci sono delle interlocuzioni, e anche un percorso giudiziario che riteniamo immotivato. Stiamo chiedendo all'azienda di retrocedere dalla richiesta di recesso, un diritto che l'azienda non ha" ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, in merito all'ex Ilva di Taranto. "Non ho altro da dire in questo momento, ci sono in queste ore delle interlocuzioni", ha aggiunto Patuanelli.

Domani in Cdm proposte per Taranto
Domani in Consiglio dei ministri arriveranno "alcune proposte" per Taranto, "anche dal Mise ovviamente: ci sarà una serie di valutazioni su come accelerare gli interventi previsti all'esterno dello stabilimento" dell'ex Ilva "perché bisogna dare risposte ai cittadini che da anni attendono anche ricadute positive sul territorio", ha sostenuto Stefano Patuanelli. "C'è un miliardo circa del contratto istituzionale di sviluppo da fare ricadere sul territorio in tempi rapidi anche con una legge speciale".

Difficoltà per siderurgia, automotive, tessile e grande distribuzione
"Oltre a quelle più note dei settori siderurgico e Automotive - ha detto Patuanelli - ci sono difficoltà anche per il tessile e la grande distribuzione” e la maggior parte delle aziende interessate dai tavoli di crisi si trovano, geograficamente, “nella maggior parte in Lombardia, poi Abruzzo, Campania, Lazio e Toscana”. 

Entro l'anno tavolo su settore costruzioni 
Entro la fine dell'anno "si terrà un tavolo al Mise sul settore dell'edilizia, colonna portante del comparto produttivo dell'Italia" e che ha "risentito maggiormente della morte delle piccole aziende" ha annunciato Patuanelli.

735 milioni per aree crisi industriale
"Complessivamente - ha inoltre detto il ministro - la dotazione finanziaria messa a disposizione delle aree di crisi industriale complesse e non complesse risulta pari a 735 milioni di euro, i progetti ammessi alle agevolazioni sono ad oggi 74 e riguardano investimenti per 392,7 milioni di euro". 
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