POLITICA

Direzione nazionale Pd

Pd, Cuperlo: siamo come le balene spiaggiate. Orfini: no al congresso infinito

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Alla Direzione nazionale Pd Gianni Cuperlo chiede un cambio di direzione, mentre Graziano Delrio attacca una eventuale alleanza con Berlusconi. E Matteo Orfini fustiga i "candidati in corsa da un anno". 

Orfini: non è possibile che il congresso non finisca mai
"Il congresso è stato minacciato e agitato. L'obiezione è 'il congresso dura poco?'. A me sembra che il congresso non finisca mai e non è possibile. Ci sono candidati che sono in campo da un anno quando il congresso non era nemmeno immaginato. Raccolta di firme, carte bollate, richiesta di dimissioni del segretario: finora è stato intavolato tutto tranne discussione", attacca il presidente del Pd Matteo Orfini nel suo intervento in direzione Pd. "A far quello che dice Bersani ci abbiamo provato ma è impossibile perché la conflittualità è aumentata. Tutto possiamo fare tranne che decantare. A noi dirigenti spetta la conclusione di un percorso congressuale. Le nostre regole trasformano il congresso in una conta di figurine? Non sono d'accordo. E poi abbiamo avuto il tempo per cambiare le regole del partito: con Bersani vincemmo il congresso promettendo di cambiare le regole e poi non l'abbiamo fatto", conclude. 

Cuperlo: siamo come le balene spiaggiate, serve una sterzata
"La mia convinzione è che seguire la stessa rotta ci porterà a una sconfitta: serve una sterzata", dice Cuperlo. E paragona il partito alle balene spiaggiate in Nuova Zelanda. "Il capo branco aveva perso l'orientamento. Sta a noi decidere se fare la parte delle balene o quella dei volontari che le salvano". "Chi dice 'contiamoci e vediamo chi ha i voti' è come se andasse in bicicletta pedalando con un solo pedale. Il congresso sia sincero, anche aspro. Non si riduca a una conta di tessere", aggiunge. "Matteo, tu non sarai mai il mio avversario, ma la domanda è se la tua politica è quella giusta per sconfiggere la destra. E' vero che il congresso non si fa per decidere la data del voto, ma si fa per decidere cosa dire agli italiani prima di andare a votare, e poi conta il come". E ancora: "Ho chiesto un congresso il 5 dicembre, mi sembrava una strada giusta per reagire a sconfitte maturare nel tempo. Oggi Renzi ha proposto quel congresso: io dico bene, abbiamo bisogno di discutere e di scegliere. Dire 'contiamoci e vediamo chi ha i voti', è una prova di tessere e muscoli, ma io penso che a una scelta consapevole dobbiamo arrivare. Il punto non è: 'perdo e pago pegno', il punto è 'abbiamo perso, dobbiamo trovare soluzioni'".  

Delrio: no a una alleanza con Berlusconi
"Il congresso non è una sfida, è una necessità e un dovere, abbiamo bisogno di riposizionarci", dice il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, intervenendo alla direzione nazionale del partito. "Lo dico a Pier Carlo: non è tutto riconducibile al tema economico perché questo è un problema", aggiunge. "Noi non stiamo facendo una proposta, abbiamo bisogno di parlare di principi, dall'acqua ai treni. Io ho dei problemi, Matteo, a privatizzare le Frecce con il trasporto dei pendolari". Bisogna tenere conto "anche gli aspetti delle persone". Servono "clausole di salvaguardia per i perdenti, per quelli che sono fuori".   E poi c'è l'Europa: "Il Fiscal compact è un problema grande come una casa, abbiamo la credibilità per ridiscuterlo, tutti gli investimenti devono star fuori". Poi: "Non mi rassegno all'alleanza con Berlusconi" perché un minuto dopo partono "i ricatti e i veti". 
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