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ECONOMIA

Cambio al timone della società

Pirelli cambia pelle, Tronchetti: "Entro il weekend si chiude l'accordo sul riassetto"

Entrano i cinesi di ChemChina: a seguire arriverà un'opa totalitaria a 15 euro per azione. Ma il numero uno storico resterà

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Pirelli cambia volto, nel suo azionariato si prepara ad entrare un colosso della chimica cinese, ChemChina. A conclusione del riassetto sulla Bicocca sarà lanciata un'Opa che la valorizza 7,1 miliardi di euro e dirà addio alla Borsa. Quello che non cambierà sarà il timoniere, che resterà ancora fino al 2021 Marco Tronchetti Provera. "Entro il weekend si chiude. Ci sono ancora dei passi da fare", ha detto il presidente di Pirelli lasciando la sede di Gpi. "Pirelli resterà italiana?", gli è stato chiesto. "Finché non ci saranno i comunicati non posso dire nulla", ha risposto.

Il via libera all'operazione
Il primo Cda a dare il via libera all'accordo con ChemChina è stato quello di Nuove partecipazioni, la holding che fa capo a Marco Tronchetti Provera e che riunisce Gruppo partecipazioni industriali, Marco Tronchetti Provera partecipazioni, Yura International, Vittoria assicurazioni e Fidim. Secondo quanto si apprende hanno approvato l'operazione anche Unicredit e Intesa Sanpaolo anche se le bocche di tutti restano cucite in attesa del via libera definitivo che dovrebbe arrivare durante il fine settimana. La Borsa però non ha aspettato il lancio dell'offerta e ha già portato i titoli della Bicocca oltre il valore che i soci di Camfin hanno attribuito alla loro partecipazione.

Boom in Borsa
Il titolo, dopo una fiammata, ha chiuso in rialzo del 2,2% a 15,2 euro fra scambi vivaci per oltre 21,5 milioni di pezzi, pari al 4,5% del capitale sociale. Gli advisor sono al lavoro sulle tecnicalità, forse per questo Pirelli al sollecito di Consob risponde, prima dell'apertura dei mercati, "di non essere stata fino a oggi destinataria di alcuna comunicazione formale circa il lancio di offerte pubbliche di acquisto". "Le trattative sono in corso", risponde invece Camfin alla richiesta di informazioni trasparenti. Obiettivo dichiarato del riassetto è "garantire stabilità, autonomia e continuità nel percorso di crescita nel tempo del gruppo Pirelli che manterrebbe gli headquarter in Italia".

Il costo del pacchetto completo
In particolare l'operazione comporterebbe "il trasferimento dell'intera partecipazione detenuta da Camfin a un prezzo di euro quindici per azione a una società italiana di nuova costituzione, controllata dal partner industriale internazionale con un contestuale reinvestimento di Camfin in detta società". Il pacchetto sul mercato costa già oltre gli 1,8 miliardi calcolati sul valore attribuito dalla stessa società. Una volta perfezionatosi tale trasferimento, verrebbe lanciata un'offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni di Pirelli che porterebbe al delisting. "Noi siamo felicissimi di collaborare con la Cina su tutti i formati": è il commento del ministro dell'Industria e del commercio russo Denis Manturov interpellato in un incontro sull'Expo a Milano sull'atteso accordo per l'ingresso di ChemChina in Pirelli.
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