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ITALIA

Cyber-terrorismo

La polizia postale contrasta il terrorismo sulla Rete. Le U.o.p.i. pronte in 20 città

Prima vigilava sulle frodi telematiche, violazioni di diritti d'autore e hacker. Ma dopo gli attacchi in Francia la Polizia italiana si adegua e controlla ogni tipo di tecnologia usata dai terroristi. In venti città italiane operativi i gruppi antiterrorismo della polizia U.o.p.i.

Polizia postale (Repertorio Ansa)
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Polizia e contrasto al terrorismo dopo gli attentati di Parigi. In 20 città italiane sono state istituite le Uopi (Unità operative di primo intervento). Inoltre contro i jihadisti della Rete c’è la Polizia postale e delle Comunicazioni, diretta da Roberto Di Legami alle prese con le piattaforme tecnologiche usate dai terroristi. La polizia si avvale anche del contributo dei cittadini che possono segnalare account e comunicazioni sospette. Roberto Di Legami viene intervistato da Mauro Valeri nel numero di questo mese di Poliziamoderna
 
Playstation 4
È stata usata per preparare gli attacchi in Francia perché il suo sistema cifrato di Voip è tra i più difficili da intercettare.
È stato ipotizzato che nell’ambito di una sessione di gioco on line, i terroristi potrebbero addirittura comunicare un breve messaggio componendo le parole con i buchi dei proiettili virtuali esplosi contro un muro o una parete del videogame, senza usare neanche una lettera.
Dalla rete è invece al momento possibile recuperare messaggi, notifiche, contatti scambiati con per esempio WhatsApp sugli smartphone Android, iOS, Windows Phone e BlackBerry.
 
Telegram e Instagram
Isis (affiliati e simpatizzanti) una volta cacciato dalla piattaforma Twitter, tende a migrare verso questi due applicativi. La polizia adesso monitora anche questa tecnologia.
 
Denunciare è aiutare
I cittadini sul sito www.commissariatodips.it velocemente possono comunicare con il Commissariato virtuale, tramite un click su Segnalazioni online sulla homepage. O si può usare chiaramente anche il telefono.
 
Cosa segnalare?
Principalmente utenti che manifestino ideologie radicali o legami con organizzazioni terroristiche di matrice islamista, ma anche altro che viene poi vagliato dal personale preposto. Negli ultimi 6 mesi sono stati segnalati decine di spazi virtuali.
 
Fuori dall’Italia? In Europa?
Europol, Interpol e Eurojust sono solo alcune sigle che mostrano una esistente cooperazione internazionale. Presso il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) della Polizia postale italiana è attivo tutti i giorni a tutte le ore il punto di contatto High Tech Crime Emergency (HTC) che mette in comunicazione immediata tutti i Paesi aderenti al network. Presso Europol è attiva la Internet Referral Unit (IRU), che collabora con gli Internet service Providers (ISP) e i maggiori Social Network.
 
Unità operative di primo intervento (Uopi)
Per rispondere al clima di paura dopo gli attacchi in Francia, già dopo l’attacco a Charlie Hebdo, la Polizia italiana ha formato operatori specializzati. Pronti e equipaggiati per situazioni di guerriglia e in caso di emergenza criminale di alto profilo nel nostro Paese. Queste unità precedono l’intervento del reparto speciale dei Nocs, mentre le Volanti rimangono comunque il primo “sensore”. Unità a disposizione della questura non solo in caso di emergenza terrorismo, ma anche per sequestri di persona, o per l’Expo e adesso per il Giubileo oltre che per ‘studiare’ obiettivi sensibili, partite di calcio, concerti, e grandi manifestazioni.
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