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ITALIA

"Non c'è il rischio di prescrizione"

Ponte Genova, il procuratore Cozzi: no capri espiatori, cerchiamo la verità

Per il procuratore genovese la questione più importante da accertare è: nelle condizioni in cui era, il ponte era idoneo a rimanere aperto senza limitazioni al traffico ?

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"La domanda di giustizia non è di ricerca di capri espiatori o di facili soluzioni da offrire in pasto per risolvere in modo disinvolto questioni complesse; ma una rigorosa risposta alla domanda di ricerca di verità". Così il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi.

Valutiamo tutte le ipotesi
"Abbiamo vagliato con i consulenti tecnici e sottoposto all'esame dei periti tutte le possibili e verosimili ipotesi. Secondo una scala di valori, dalle più inverosimili alle meno inverosimili. Vengono tutte prese in considerazione, poi il cerchio si stringe. Però bisogna fermarsi su ognuna di queste, anche sulle cause più inverosimili".  Per quanto riguarda le ipotesi che un fulmine abbia colpito il ponte o che una bobina di trenta tonnellate sia caduta causando il crollo, Cozzi ha risposto che "possiamo collocarle tra le ipotesi meno verosimili".

Di certo non fu fatalità
"L'unica ipotesi che mi sento di scartare è che sia stata una fatalità". Lo dice il Procuratore di Genova, Francesco Cozzi, in un'intervista a Sky parlando della tragedia del ponte Morandi. "Certamente è casuale che il crollo si sia verificato quel giorno a quell'ora e che ci sia stato quel numero di vittime - aggiunge - ma non è vero che queste opere non possano avere un grado di sicurezza. Il ponte Morandi non ce la faceva più a reggere".

Due incidenti probatori per accertare cause e responsabilità
"Il procedimento - ha detto Cozzi - vede in atto due incidenti probatori. Il primo è stato completato e riguardava le condizioni del ponte, della infrastruttura al momento del crollo. E quindi le condizioni di funzionalità  e di manutenzione. Il secondo, che è già iniziato e che dovrebbe concludersi entro fine novembre o nel mese di dicembre, riguarda le cause del crollo. Questo non significa un ritardo nel processo, ma se mai un'economia nel processo, perché questi incidenti probatori sono una prova che, normalmente dovrebbe essere accolta nel processo vero e proprio in contradditorio con le parti, in questo caso viene anticipata nel momento delle indagini, sia per accertare la causa effettiva del crollo sia per delimitare anche eventuali responsabilità".

La questione più importante da accertare è: era idoneo a rimanere aperto?
"La prima risposta da dare è una: nelle condizioni in cui era, il ponte era idoneo a quel traffico senza limitazioni?". È quanto afferma il procuratore capo Francesco Cozzi. "È la parte più importante da accertare e cioè se poteva essere tenuto aperto. Se fosse in condizioni di essere in funzione. Tutto il resto è importante ma non prioritario". "Riprendendo le parole dell'architetto Renzo Piano e cioè 'un ponte così non ha il diritto di crollare', allora la domanda da porsi è: un ponte così ha il diritto di crollare?", ha continuato Cozzi. "Aveva ancora il diritto di portare 25 milioni di veicoli all'anno senza alcuna limitazione? Ci saranno discorsi infiniti e perizie di ogni tipo, ma prima ancora di questo ci sarà la necessità di dare risposta alla prima domanda. L'indice di corrosione dei cavi era elevatissimo, quanto abbia influito sulle cause del crollo lo diranno i tecnici".

No rischio prescrizione
"Genova purtroppo ha vissuto una stagione di grandi disastri per le più disparate cause. Parlo del crollo della torre dei piloti, delle alluvioni del 2011 e 2014. Quasi tutti questi processi sono arrivati a conclusione, almeno alla sentenza di secondo grado ma anche in Cassazione. Per nessuno di questi è stata dichiarata la prescrizione". Così procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi rispondendo a una domanda sul rischio di prescrizione per il processo sul crollo del Ponte Morandi di Genova.

Eventuale rinvio a giudizio a metà 2020
"Ragionando per ipotesi, a metà dell'anno prossimo, se si sarà accertata una responsabilità, ci potrebbe essere la richiesta di rinvio a giudizio", ha detto Cozzi. "Allo stato, tutti gli ambiti di competenza di chi ha avuto a che fare col ponte sono stati individuati".
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