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ITALIA

L'inchiesta

Presunti fondi alla Lega: Meranda interrogato a Milano non risponde ai pm. Indagato anche Vannucci

L'avvocato è indagato per corruzione internazionale in merito alla presunta trattativa avvenuta a Mosca su una compravendita di petrolio che avrebbe lo scopo di far arrivare fondi alla Lega. Intanto l'Espresso pubblica un retroscena importante sulla vicenda

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L'avvocato Gianluca Meranda si è recato nel pomeriggio alla caserma della Guardia di Finanza di via Filzia Milano, dove era già stato ascoltato nei giorni scorsi dai pm Gianluca Savoini, come lui indagato per corruzione internazionale nell'inchiesta su presunti fondi russi alla Lega. L'avvocato è uscito dalla caserma dopo circa un'ora e mezza e si è avvalso della facoltà di non rispondere.

"Non confermo e non smentisco. Ci sono indagini pendenti". Così Meranda prima di recarsi alla caserma della Guardia di finanza, in merito alla presenza di un 'quarto italiano' all'incontro all'hotel Metropol di Mosca dello scorso ottobre. Incontro al quale avrebbe partecipato lo stesso Meranda, il suo collaboratore Francesco Vannucci e dove era presente anche Gianluca Savoini.

E nel pomeriggio arriva la notizia che anche Francesco Vannucci, l'ex bancario che ha raccontato di essere stato presente al Metropol, è indagato nell'inchiesta della Procura di Milano.

Il retroscena
Il settimanale L'Espresso intanto pubblica nuovi documenti sull'affaire Lega-Russia. Sotto al titolo "La trattativa Lega-Russia, ecco le carte segrete" il settimanale diretto da Damilano svela nuovi retroscena sull'incontro all'hotel Metropol. Secondo il settimanale, in un reportage dei giornalisti Tizian e Vergine, si legge di "un negoziato durato mesi. Una banca d'affari. L'Eni. Il racconto dell'intrigo russo per i soldi al partito di Salvini con documenti finora rimasti riservati. Che smentiscono le bugie del ministro". Più nello specifico, l'Espresso racconta: "La trattativa per finanziare la Lega con soldi russi non è finita il 18 ottobre del 2018 nella hall dell'Hotel Metropol, a Mosca. Secondo i documenti inediti che pubblichiamo, il negoziato è andato avanti almeno fino a febbraio di quest'anno, tre mesi prima delle elezioni europee stravinte da Matteo Salvini.
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