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MONDO

Il Papa: ogni venerdì incontro in segreto le vittime dei preti pedofili

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"Di venerdì, a volte lo si sa e a volte non lo si sa, mi incontro abitualmente con alcuni di loro (le vittime dei preti pedofili ndr). Il loro processo è durissimo, restano annientati. Per la Chiesa è una grande umiliazione. Mostra non solo la nostra fragilità ma anche, diciamolo chiaramente, il nostro livello di ipocrisia. E' curioso: il fenomeno dell'abuso ha toccato alcune Congregazioni nuove, prospere. Lì l'abuso è sempre frutto di una mentalità legata al potere, che va guarita nelle sue radici maligne. Ci sono tre livelli di abuso che vanno insieme: abuso di autorità, sessuale, e pasticci economici. Il denaro c'è sempre di mezzo: il diavolo entra dal portafoglio". Lo ha confidato Papa Francesco ai suoi confratelli gesuiti nel corso del recente viaggio in America Latina.
 
 "Il 24 marzo, in Argentina è la memoria del colpo di Stato militare, della dittatura, dei desaparecidos, e Plaza de Mayo si riempie per ricordarlo. In uno di quei 24 marzo, mentre stavo per attraversare la strada, c'era una coppia con un bambino di due o tre anni, e il bambino correva avanti. Il papà gli ha detto: 'Vieni, vieni, vieni qua... Attento ai pedofili!'. Che vergogna ho provato! Che vergogna! Non si sono resi conto che ero l'arcivescovo, ero un prete e... che vergogna!", ha raccontato inoltre il Papa ai suoi confratelli gesuiti. "A volte - ha commentato - si tirano fuori 'premi di consolazione', e qualcuno perfino dice: "Guarda le statistiche... il... non so... 70% dei pedofili si trova nell'ambito familiare, dei conoscenti. Poi nelle palestre, le piscine. La percentuale dei pedofili che sono preti cattolici non raggiunge il 2%, è dell'1,6%. Non è poi tanto'. Ma è terribile anche se fosse uno solo di questi nostri fratelli! Perché Dio l'ha unto per santificare bambini e grandi, e lui li ha distrutti. E' orribile! Bisogna ascoltare che cosa prova un abusato o un'abusata!".
Nella conversazione con i confratelli gesuiti, il Papa ha parlato anche degli attacchi mediatici che subisce. "Non posso negare - ha confidato - che ce ne siano, di resistenze. Le vedo e le conosco. Ci sono le resistenze dottrinali. Per salute mentale io non leggo i siti internet di questa cosiddetta 'resistenza'. So chi sono, conosco i gruppi, ma non li leggo, semplicemente per mia salute mentale. Se c'è qualcosa di molto serio, me ne informano perché lo sappia. E' un dispiacere, ma bisogna andare avanti. Quando percepisco resistenze, cerco di dialogare, quando il dialogo è possibile; ma alcune resistenze vengono da persone che credono di possedere la vera dottrina e ti accusano di essere eretico. Quando in queste persone, per quel che dicono o scrivono, non trovo bontà spirituale, io semplicemente prego per loro. Provo dispiacere, ma non mi soffermo su questo sentimento per igiene mentale".     

Il Corriere della Sera ha pubblicato alcuni estratti dei colloqui che Papa Francesco ha avuto con i gesuiti del Cile  avvenuto il 16 gennaio scorso  e del Perù  che ha avuto luogo tre giorni dopo, il 19 gennaio  durante il suo viaggio in Sud America. Le conversazioni sono trascritte dal direttore, padre Antonio Spadaro, sul prossimo numero de "La Civilta' Cattolica" in uscita sabato.
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