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CULTURA

Seconda giornata

Prix Italia, Si parla di servizio pubblico. Presidente Rai Tarantola: "Garantire indipendenza"

Seconda giornata del concorso che la Rai organizza da 66 anni per dialogare con gli altri operatori del settore. Europa, servizio pubblico, un documentario sulla mafia, gli eventi più seguiti. Il presidente Rai Anna Maria Tarantola sottolinea: "Il compito del servizo pubblico è avere i mezzi per garantire l'indipendenza"

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di Carlotta Macerollo "L'indipendenza va intesa come indipendenza da tutti, da politica e da qualsiasi forma di influenza". Anna Maria Tarantola, presidente Rai, parla delle nuove sfide del servizio pubblico in un dibattito con il gotha delle tv europee durante la seconda giornata del Prix Italia, a Torino. "Il nostro compito è di avere i mezzi e garantire questa indipendenza: ci vuole una governance ben strutturata e un'informazione pluralista che rispetti tutti i punti di vista. Inoltre dobbiamo dare i contenuti: per questo ci vuole una buona organizzazione interna e un sistema di valutazione delle competenze".

"Dobbiamo rimanere una tv dell'offerta"
Rémy Pfimlin, presidente-direttore generale di France Télévisions, spiega che bisogna cercare di capire qual è la domanda, ma nell'offerta di un servizio pubblico "bisogna essere capaci di trasmettere serie storiche, prodotti culturali di non immediata fruibilità". "Dobbiamo rimanere una tv dell'offerta - sottolinea Pfimlin - Questa è la via da percorrere per fare la differenza". E per essere competitivi sui mercati.

"Mafia e mafie in Italia e in Europa"
La Rai presenta prodotti che uniscono cultura e impegno civile, come il documentario di Alessandro Chiappetta, dal titolo "Mafia, affari sporchi in Europa", che andrà in onda mercoledì 24 settembre alle 21,30 su RaiStoria. Negli anni Novanta, "le autorità tedesche erano completamente all'oscuro degli insediamenti mafiosi che già esistevano perché i clan italiani, dopo la caduita del muro di Berlino, avevano investito ingenti somme per riciclare i soldi guadagnati con droga ed estorsioni", spiega il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Da allora le cose sono sicuramente cambiate e l'Unione europea "ha preso atto che è necessario combattere la criminalità organizzata e che si deve agire congiuntamente".
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