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MONDO

Cile nel caos, esercito in strada e coprifuoco: come ai tempi di Pinochet

Nella notte sono stati dati alle fiamme stazioni ed edifici. Durante il saccheggio di un supermercato, tre persone sono morte imprigionate dalle fiamme. 300 milioni di dollari di danni alla metropolitana di Santiago, mesi per tornare alla normalità. In migliaia bloccati in aeroporto

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Coprifuoco e carri armati in strada, per la prima volta dalla dittatura di Pinochet, non sono riusciti a placare la rabbia popolare dei cileni, innescata dall'aumento dei prezzi dei biglietti della metropolitana. Nella notte sono stati dati alle fiamme stazioni ed edifici. Durante il saccheggio di un supermercato, tre persone sono morte imprigionate dalle fiamme.

L'aumento del prezzo dei biglietti della metropolitana in città è l'ultima goccia: il provvedimento ha aperto il vaso di Pandora di un malcontento popolare in Cile che covava sotto la cenere in seguito al progressivo aumento del costo della vita, e che ha trovato il suo sfogo in manifestazioni massicce, scaturite soprattutto dalla mobilitazione degli studenti a Santiago.
 
Oggi un coprifuoco tra le 22 e le 7 verrà  applicato a Santiago e nelle aree periferiche. E' quanto ha annunciato il generale Javier Iturriaga del Campo, responsabile della sicurezza a Santiago durante lo stato di emergenza dichiarato di conseguenza alle  violenze dei giorni scorsi. E' quanto riferisce la Bbc. L'esercito  dovrebbe aiutare la polizia a pattugliare le strade durante lo stato  di emergenza dichiarato per 15 giorni nei quali le autorità potranno  limitare la libertà di movimento delle persone e il loro diritto di  riunione.

Nella notte tra venerdì e sabato il centro della città è rimasto a lungo avvolto nel fumo dei lacrimogeni, usati dalle forze dell'ordine per disperdere la folla di manifestanti. In serata le proteste si erano estese in tutta Santiago con gli studenti che allestivano barricate agli ingressi delle stazioni della metropolitana. Immagini televisive hanno mostrato dimostranti attaccare veicoli della polizia, lanciare pietre e bruciare almeno un autobus, oltre a scene di distruzione e vetri frantumati all'interno di varie stazioni della metropolitana.

Coinvolto anche l'edificio che ospita la sede dell'Enel a Santiago, dove è divampato un incendio poi domato. I danni "sono circoscritti alla scala antincendio e agli interni di alcuni piani" e "al momento sono da escludere possibili crolli", ha affermato il gruppo in una nota. L'incendio, ha proseguito Enel, è stato "un atto doloso avvenuto nell'ambito delle proteste, incorso nella città e compiuto da persone non ancora identificate". L'azienda ha quindi informato che "non ci sono feriti tra i propri dipendenti e che i pochi colleghi presenti nell'edificio al momento del rogo, appiccato in tarda serata, sono stati tutti immediatamente evacuati senza disordini" e ha annunciato che "dei sopralluoghi tecnici per accertare l'entità dei danni".

La protesta degli studenti è iniziata lunedì scorso quando centinaia di giovani hanno assalito diverse stazioni di Santiago per protestare contro l'aumento del prezzo dei biglietti. I disordini hanno indotto all'interruzione del servizio di trasporto pubblico in quanto "impossibile contare sulle condizioni minime di sicurezza per passeggeri e dipendenti" ha comunicato l'azienda responsabile, disponendo poi la chiusura dell'intera rete oggi e domani e riservandosi di valutare l'opportunità di riaprire il servizio lunedì 21.

Lo stato di emergenza riguarda intanto Santiago e, come previsto dalla costituzione, può estendersi fino a 15 giorni e conferisce al governo poteri aggiuntivi per imporre limiti alla libertà di movimento e di assembramento. I militari tornano così a presidiare le strade di Santiago per la prima volta dal devastante terremoto che colpì Paese nel 2010.

300 milioni di dollari di danni alla metropolitana, mesi per tornare normale
"La diagnosi è molto dolorosa. E' molto probabile che alcune linee rimarranno paralizzate per settimane, e le linee 4 e 4 A potrebbero essere mesi senza lavorare", lo ha detto il responsabile della metropolitana di Santiago del Cile Louis de Grange, che ha fornito dettagli sulla strategia del sistema di trasporto per riprendere le operazioni dopo gli attacchi che hanno subito una serie di stazioni negli ultimi giorni.

"Il valore della ricostruzione della metropolitana è incalcolabile. Il danno sta superando i 300 milioni di dollari", ha spiegato l'ingegnere in una conversazione con Mesa Central de Canal 13. "Ci vorranno mesi prima che ci sia una mobilità normale. L'aspetto fondamentale è che vi siano le condizioni di sicurezza per avviare la ricostruzione. Faremo progressi su molti aspetti della sicurezza. Dobbiamo chiarire che abbiamo un pannello di sicurezza, ma sono focalizzati sui passeggeri, non su possibili atti di vandalismo", ha continuato. De Grange ha detto che "domani (lunedì) sarà il più complesso nella storia del trasporto metropolitano" e ha aggiunto che la priorità degli accordi è la linea 1, nonostante il fatto che ci sono stazioni che possono essere chiuse durante il suo funzionamento. "Anche se una parte della linea e' operativa, può saltare una stazione", ha detto.

E' a seguito di questi attacchi che venerdì pomeriggio la rete metropolitana ha annunciato l'interruzione delle sue attività, misura che si è estesa per tutto il fine settimana. De Grange ha assicurato che la Metro de Santiago farà "il massimo sforzo" affinché alcuni tratti possano essere operativi a partire da questo lunedì, ma che altre stazioni non saranno in grado di funzionare.

Migliaia di persone bloccate all'aeroporto di Santiago
E' nel caos l'aeroporto di Santiago del Cile dopo la cancellazione di 95 voli e la riprogrammazione di 20 rotte in seguito ai disordini nella capitale. Migliaia di persone, secondo quanto riporta il quotidiano 'La Tercerà sono rimaste bloccate nello scalo e non hanno dato indicazione su quando la situazione ritornerà alla normalità.

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