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MONDO

Secondo giorno di proteste

Proteste contro il governo dopo la crisi dei rifiuti, scontri a Beirut: un morto, diversi feriti

Proteste scoppiate a causa di problemi legati alla raccolta dell'immondizia e, più in generale, della corruzione, percepita come ormai diffusa. Croce Rossa libanese: il bilancio degli scontri è di 402 feriti

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Un manifestante è morto a Beirut nel secondo giorno di proteste scoppiate a causa di problemi legati alla raccolta dell'immondizia e, più in generale, della corruzione, percepita come ormai diffusa. La notizia, che circolava nei social media, è stata poi confermata attraverso fonti della Croce Rossa. Gli scontri tra i manifestanti e la polizia - che ha reagito usando lacrimogeni e proiettili di gomma - hanno anche causato molti feriti: secondo la Croce Rossa libanese sarebbero 402.

Premier minaccia dimissioni
Intanto il premier del Libano, Tammam Salam, ha minacciato le dimissioni in un discorso televisivo. Il Paese dei Cedri è da oltre un anno senza un nuovo presidente della Repubblica, con i vari leader politici che non riescono a trovare un'intesa sul
successore di Michel Suleiman.

Le manifestazioni
Sabato decine di persone sono rimaste ferite negli scontri scoppiati durante le proteste: le forze di sicurezza hanno usato cannoni ad acqua e lacrimogeni per disperdere diverse migliaia di manifestanti scesi in strada nel centro della capitale. E anche nel secondo giorno di proteste, gli agenti sono tornati a usare i cannoni ad acqua. Il premier ha definito eccessivo l'uso della forza contro i dimostranti, aggiungendo che i responsabili ne risponderanno. Nelle strade di Beirut sono stati usati idranti e gas lacrimogeni contro i manifestanti, che hanno lanciato pietre e bastoni contro la polizia in assetto antisommossa. "La gente vuole la caduta del regime", hanno ripetuto i manifestanti. Il National News Agency sostiene che siano state lanciate bombe molotov contro le forze dell'ordine. 

La campagna
Le proteste rientrano nella campagna soprannominata 'Tu puzzi', (YouStink) organizzata in risposta al fatto che dal mese scorso la spazzatura non è stata raccolta per le strade a Beirut e dintorni, dopo che una discarica è stata chiusa senza trovare alcun accordo su un'alternativa. La raccolta dei rifiuti è poi ripresa, ma non è stata trovata una vera soluzione. Del governo di Salam fanno parte partiti fra loro rivali, compreso il 'Movimento futuro' a guida sunnita di Saad al-Hariri, lo sciita Hezbollah e diversi gruppi cristiani. 

Rinviata protesta
Intanto i manifestanti hanno deciso di rimandare la protesta che era in programma per stasera, dopo i cortei sfociati in scontri con le forze di sicurezza. 
 
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