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SALUTE

L'allarme della Società Italiana di Psichiatria

Psichiatria, 40 anni dopo la legge 180 20 milioni di italiani curati fuori dai manicomi

La società italiana di psichiatria lancia l'allarme: assistenza a rischio crollo

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Sono passati quasi 40 anni dall’entrata in vigore della legge Basaglia, la prima al mondo che decretava la fine degli ospedali psichiatrici in Italia.

Da allora sono venti milioni gli italiani che sono stati“curati senza bisogno di manicomi”, considerati umani da assistere e non più pazzi da tenere lontano dalla società.

Ora, però, il sistema dell’assistenza psichiatrica sta rischiando il crollo.
A lanciare l’allarme, a tre giorni dal quarantennale della legge, è la Sip (Società Italiana di Psichiatria) secondo la quale se i numeri delle malattie mentali sono in costante aumento, le risorse investite nel settore dell’assistenza psichiatrica diminuiscono sempre più.

“Oggi l’Italia – ha detto il presidente della Sip Bernardo Carpiniello – è al ventesimo posto in Europa come numero di psichiatri e come spesa per la salute mentale, che corrisponde a circa il 3,5% della spesa sanitaria a fronte di numeri tripli di paesi come Francia, Germania e Regno Unito dove la spesa si colloca al 10-15%.  

I numeri
Secondo l'ultimo rapporto sulla salute mentale del Ministero della Salute sono 807.035 le persone con problemi di salute mentale assistite nel solo 2016 dai servizi specialistici sul territorio, in aumento rispetto all'anno precedente quando si raggiungeva un numero di poco più di 77mila. 

I pazienti sono in prevalenza donne (54% dei casi), la maggior parte over 45 anni (66,9%).
Per quanto riguarda le patologie i tassi relativi a disturbi schizofrenici, di personalità, abuso di sostanze e di ritardo mentale sono maggiori negli uomini, mentre l'opposto avviene per i disturbi affettivi, nevrotici e depressivi. Le donne che soffrono di depressione maggiore sono quasi il doppio rispetto agli uomini. 





 
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