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Coronavirus

L'aiuto dei professionisti durante la pandemia

Psicologi a disposizione dei ragazzi e delle famiglie

L'associazione di psicoterapeuti AIPPI mette online l'elenco dei professionisti disponibili all'ascolto gratuito di famiglie, bambini e giovani adulti in questo momento di isolamento anticontagio

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di Antonella Alba Oltre 7 milioni di studenti italiani costretti a casa per il decreto anticontagio contro il coronavirus. Giornate intere chiusi tra le mura domestiche e fuori dall'ordinario per adulti, ma soprattutto per bambini e ragazzi impreparati a vivere questa emergenza lontano dalla scuola, lontano dalle proprie abitudini e dagli interessi all'aria aperta, come sport e amici.

Per aiutare a vivere quest'esperienza senza precedenti e a dare risposte a qualche interrogativo che si impone con molta facilità in questi giorni, alcuni professionisti psicologi e psicoterapeuti sono a disposizione in tutta Italia attraverso il web. E' l'Associazione dell'AIPPI che da qualche giorno offre uno sportello anche alle scuole, un servizio gratuito di ascolto per famiglie adolescenti e bambini per aiutarli in questi giorni difficili. Regione per regione, città per città i nomi e le ore di 65 professionisti disponibili ad ascoltare.

https://www.aippiweb.it/comunicazioni/ascolto-psicologico-gratuito-per-famiglie-con-bambini-e-adolescenti-per-mamme-in-gravidanza-e-per-giovani-adulti

Tra loro la Dott.ssa Donatella Fiocchi che opera in Lombardia nel settore pubblico e privato. 
Le abbiamo chiesto qual è il livello di difficoltà difronte al quale una famiglia si trova difronte in questi giorni?
E' evidentemente un momento molto difficile per tutti, in primis per i genitori che gestiscono la routine quotidiana e che oltre ai loro normali compiti devono gestire anche ansia e paura. I bambini si potrebbero trovare in questo modo più esposti non solo a quelle proprie - paure e fantasie - e dunque per loro può diventare ancora più difficile gestire questo tipo di  emozioni. Più esposti sono soprattutto i bambini sui 5/7 anni che possono reagire in modo più vivace o stare in silenzio. 

E che consiglio può dare loro in questo caso?
I genitori dovrebbero agire con cautela chiedendosi semplicemente perchè il bambino si comporta in quel modo, o ancora meglio chiedere al bambino stesso il perchè di quel comportamento o di quel capriccio. Ci è sembrato dunque giusto offrirci per dare aiuto e sostegno alle famiglie, anche se si continua a lavorare da remoto con i pazienti adolescenti e adulti. 

Come si combatte la paura? 
La paura ha un aspetto cosciente e reale, è giusto averne in questo momento perché ci aiuta a proteggerci, ma quando o se diventa eccessiva significa che crea risonanze interne di diversa importanza. Possono riemergere 'emozioni antiche' della psiche con una carica maggiore e queste possono incidere in modo negativo creando terrore, semplicemente perché non se ne capisce la ragione. In questo caso è come se non ci sentissimo protetti dallo Stato che è come il genitore che dovrebbe proteggere ognuno di noi.

Il senso del pericolo cambia con l'età?
Sì, dipende dal soggetto e dal tipo di esperienza che si ha. I bambini per esempio percepiscono il senso del pericolo dai genitori, ma non riescono a darvi un senso importante e possono percepire più pericolo di quello che in realtà. In adolescenza, invece, si può percepire in modo diverso affrontandolo con il comportamento di negazione che poi è una forma di difesa e non sempre porta buone cose. Bisogna fare quindi molta attenzione. 
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