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ECONOMIA

Equilibrio tra domande da dipendenti pubblici e privati

Quota 100: in tutta Italia 80mila domande. Allarme sindacati: a rischio servizi essenziali

Poco più di 80 mila domande presentate all'Inps, secondo l'ultimo aggiornamento.Il maggior numero di richieste  a Roma (5.780), seguita da Napoli (3.724) e da Milano (3.139). I sindacati: troppi vincoli sulla spesa, a rischio servizi essenziali
 

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Sono state 80.130 le richieste per andare in pensione con quota 100. Lo riferisce l'Inps nell'ultimo aggiornamento alle 12 di lunedì 4 marzo. In particolare, 30.378 richieste sono arrivate dai lavoratori del settore pubblico e 27.569 da lavoratori dipendenti.

Quanto alla distribuzione anagrafica, 37.099 sono state inoltrate da persone tra i 63 e 65 anni d'età, 26.848 da chi ha fino a 63 anni e 16.183 dagli over 65. A fare richiesta al momento sono stati 58.069 uomini e 22.061 donne. Sul fronte della distribuzione per canale 73.013 tramite patronato e 7.117 da cittadini.   

Sindacati: molte criticità
In una memoria consegnata alla Camera in occasione dell'audizione informale sul decretone (commissioni Lavoro e Affari sociali) i sindacati Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che "quota 100 rappresenta un'opportunità per lavoratori con carriere continue e strutturate, ma è decisamente meno accessibile ai lavoratori del Sud e del tutto insufficiente per le donne, per i lavoratori con carriere discontinue o occupati in particolari settori produttivi caratterizzati da stagionalità o appalti, come quello agricolo o dell'edilizia".

Chiedono i sindacati che per le lavoratrici sia intanto riconosciuta una riduzione contributiva, almeno in presenza di figli, come previsto per l'Ape sociale. Il meccanismo delle finestre è "penalizzante", proseguono, in particolare per i lavoratori del settore pubblico "poiché per loro la finestra di accesso alla pensione è di 6 mesi". Sono penalizzati anche coloro che svolgono una delle 15 categorie di lavori gravosi oppure usuranti poiché il blocco dell'incremento per aspettativa di vita sulla pensione anticipata per questi lavoratori era già previsto e invece adesso per effetto delle finestre devono attendere 3 mesi per ottenere il primo assegno pensionistico.

Le tre confederazioni propongono un intervento "più ampio, di tipo organico e strutturale che preveda una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età e, per quanto riguarda il sistema contributivo, il superamento degli attuali vincoli che rendono molto difficile l'accesso al pensionamento poiché condizionano il diritto alla pensione al raggiungimento di determinati importi soglia dell'assegno (1,5 e 2,8 volte l'assegno sociale)". Confermano l'importanza di "introdurre la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuzione a prescindere dall'età".

"A rischio servizi essenziali"
Infine, sottolineano Cgil, Cisl e Uil, "nonostante alcuni emendamenti vengano incontro all'esigenza di anticipare le procedure di concorso nella pubblica amministrazione per accelerare la tempistica delle assunzioni sussistono i troppi vincoli sulla spesa che, a fronte del pensionamento di decine di migliaia di dipendenti, rischiano di compromettere la garanzia di servizi essenziali".
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