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ITALIA

Giallo sul rifugio del latitante mafioso

Una radio privata: "Matteo Messina Denaro è in Germania"

Un'emittente toscana ha segnalato la presenza del boss di Cosa nostra a Baden, inviando alla questura di Trapani e ad altre redazioni l'indirizzo preciso dell'uomo e persino un collegamento Google Earth con immagini satellitari dell'abitazione e della sua auto. Cauti gli investigatori

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Da 21 anni è uno dei latitanti più ricercati al mondo. Condannato per delitti efferati, dall'omicidio di donne e bambini alla strage, nessuno sa con esattezza quale sia il suo volto di oggi. Finora, nonostante l'impegno delle forze dell'ordine, il boss della mafia Matteo Messina Denaro è stato di fatto imprendibile. 
Eppure pochi giorni fa una radio privata toscana ha segnalato la sua presenza nella città tedesca di Baden, nel laden di Wuerttemberg.

Curiose le modalità con cui è stata fatta la segnalazione. L'emittente toscana ha infatti inviato un messaggio di posta certificata alla Questura di Trapani e ad alcune redazioni, informando della scoperta del presunto covo anche il ministero dell'Interno e la Direzione investigativa antimafia.
Allegato al messaggio c'era l'indirizzo esatto in cui si troverebbe il latitante e un collegamento Google Earth  con immagini satellitari dell'abitazione, una villetta a schiera della periferia ovest della città tedesca. Nelle immagini, parcheggiata a poca distanza dalla rotonda in cui si trova la casa, si vedrebbe persino una Volkswagen rossa, "modello maggiolino" che apparterrebbe al boss.  
Secondo radio Onda Blu, a fornire le informazioni sarebbero stati alcuni ascoltatori dell'emittente e "fonti ben informate di un distaccamento di servizio della difesa".

Gli inquirenti per ora sono molto cauti, anche perché, sostengono, la segnalazione manca di quella riservatezza che sarebbe stata necessaria per gli eventuali sviluppi dell'indagine.  

Pochi mesi fa, il procuratore Teresa Principato, che da anni è a caccia di Messina Denaro, aveva espresso la certezza che il boss di Cosa nostra "goda a tutt'oggi di protezioni molto molto importanti, ad alto livello". "Posso dire - spiegò Principato - che questa è ormai una certezza e stiamo indagando a fondo per capire come sia possibile che, nonostante l'eccellente lavoro che polizia e carabinieri finalmente insieme e in perfetto coordinamento stanno svolgendo sul territorio, riesca sempre a sfuggirci".
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