MONDO

La crisi ucraina

Crimea, la sfida di Putin all'Occidente

L'annessione e la separazione da Kiev vince con il 95%. Ue e Usa non ci stanno: "Consultazione illegittima, non riconosceremo l'esito". Mogherini: "La Russia si fermi". La Duma: presto l'adesione a Mosca

Referendum in Crimea
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Roma

La Crimea vuole far parte della Russia. Dato incontrovertibile: il 95% della popolazione crimea, quasi un milione di filo russi ha detto 'sì all'adesione a Mosca e alla secessione dall'Ucraina. Migliaia di persone in piazza Nahimov a Sebastopoli hanno cominciato a celebrare la vittoria dei sì al referensum. Quando sono stati annunciati i dati ufficiosi, secondo i quali nella città a statuto speciale è stata sfondata la soglia dell'84%, la folla ha esultato.

Il premier della Crimea: "Una decisione che entrerà nella storia"
"Oggi abbiamo preso una decisione molto importante, che entrerà nella storia": lo scrive su Twitter il premier della Crimea Serghiei Aksionov, commentando il referendum per l'annessione alla Russia.
Oggi si riunirà il parlamento e chiederà al presidente russo Vladimir Putin di far entrare la Crimea nella Russia, ha detto Aksionov. "Entreremo a far parte della Russia nei tempi più brevi ma rispettando tutte le procedure giuridiche", ha aggiunto. Fonti della Duma hanno detto che presto ci sarà l'adesione della Crimea a Mosca.

Il 'no' della Casa Bianca
"Il voto in Crimea, svoltosi sotto la minaccia di violenze e l'intimidazione di un intervento
da parte dei soldati russi, viola le leggi internazionali": lo afferma in una nota la Casa Bianca.  "Le azioni della Russia sono pericolose e destabilizzanti", commentano dalla Casa Bianca sugli ultimi sviluppi in Ucraina e il voto del referendum sulla Crimea. La Casa Bianca invita poi tutta la comunità internazionale "a condannare le azioni" della Russia, "a intraprendere passi concreti per imporre dei costi" e a "sostenere la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina".

Ue e Usa: referendum illegittimo
"Il referendum" in Crimea "è illegale e illegittimo e il suo risultato non verrà riconosciuto". Così il presidente della Ue Herman Van Rompuy e il presidente della Commissione Ue José Barroso in una dichiarazione congiunta. Anche ìl segretario di Stato John Kerry ha chiamato il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov per ribadirgli la posizione degli Usa secondo cui il referendum sulla Crimea è illegale. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, non ne riconosceranno il risultato. Soldati e mezzi blindati ucraini si starebbero intanto muovendo verso i confini con la Russia. Lo sostiene l'agenzia di stampa ufficiale russa Itar-Tass citando la tv ucraina "24" che ha mostrato immagini di carri armati ucraini trasportati su un treno.

Stop anche dal ministro Mogherini
Forte preoccupazione del ministro degli Esteri, Federica Mogherini, sul referendum in Crimea. L'Italia con i partner Ue, lo "ritiene illegittimo" e "ha sostenuto la risoluzione di ieri dal Consiglio di sicurezza dell'Onu". C'e "ancora spazio per fermare la crisi. Tutti i canali diplomatici restano aperti", a patto che Mosca "non annetta la Crimea".
"Domani, nel corso del Consiglio Affari Esteri, decideremo come applicare le sanzioni nei
confronti di cittadini ucraini e russi, già stabilite dal Consiglio europeo del 6 marzo, in caso di mancati segnali di distensione". Lo ha detto, parlando della crisi in Crimea, il
ministro degli Esteri, Federica Mogherini, appena giunta a Bruxelles per partecipare agli incontri preparatori del Consiglio Affari Esteri dell'Ue. 

Telefonata Putin-Merkel, segnali di disgelo
"Tregua" in Crimea fra Kiev e Mosca sino al 21 marzo, giorno del primo esame della Duma russa della legge per l'annessione di terre straniere e della firma della parte politica dell'accordo di associazione Kiev-Ue. Fino ad allora non saranno bloccate le unità militari ucraine in Crimea. Nel giorno del referendum, telefonata Putin-Merkel: i due hanno parlato di un possibile invio in Ucraina di una missione su larga scala dell'Osce e si sono accordati di proseguire la discussione su questa e altre questioni anche tramite i ministeri degli Esteri. Il presidente russo ha espresso "preoccupazione per l'alimentazione della tensione nelle regioni ucraine sud-orientali da parte dei gruppi radicali con il permissivismo delle autorità di Kiev". Mosca, comunque, "rispetterà la scelta degli abitanti della Crimea", la cui volontà viene espressa "nel pieno rispetto delle norme del diritto internazionale", ha ripetuto Putin alla cancelliera tedesca citando lo statuto dell'Onu.

Intervento russo, la condanna della Merkel
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha condannato, durante la telefonata con Putin, l'intervento delle truppe di Mosca nella regione di Kherson, nel sud dell'Ucraina, ovvero al di fuori dei confini della Crimea. Lo ha reso noto l'ufficio stampa della cancelleria in un comunicato

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