MONDO

Il ricercatore italiano ucciso in Egitto

Al Sisi: "Regeni è stato ucciso per danneggiare le nostre relazioni"

Il presidente egiziano all'inaugurazione del maxi-giacimento di gas Zohr a Port Said insieme all'ad dell'Eni: "Non volevano che arrivassimo qui". E assicura: Non ci fermeremo fino a quando i responsabili non saranno consegnati alla giustizia

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"Sa perché volevano danneggiare le relazioni fra Egitto ed Italia? Affinché non arrivassimo qui": lo ha detto a Port Said il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi all'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi, durante la cerimonia di inaugurazione del maxi-giacimento di gas Zohr a Port Said, parlando dell'omicidio Regeni.

"Non ci dimenticheremo del caso Regeni e non ci fermeremo finché i responsabili non saranno consegnati alla giustizia", ha detto Al Sisi, aggiungendo: "L'Italia è rimasta al nostro fianco anche dopo il fatto di Regeni, anche perché c'era chi puntava proprio a rovinare i nostri rapporti".

Il presidente ha rinnovato, ancora una volta, le sue condoglianze e la vicinanza alla famiglia del ricercatore italiano, scomparso due anni fa al Cairo e trovato morto il 3 febbraio 2016.
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