MONDO

Giornata cruciale per May

Regno Unito, Brexit: vertice segreto tra Tories e Labour per cambiare rotta. May: ho creato il caos

Brexit potrebbe diventare decisamente più soft, dopo la batosta di Theresa May alle elezioni: ieri vertice segreto tra un gruppo di conservatori e laburisti per virare verso la linea morbida. E online raggiunge quota 750.000 firme la petizione per chiedere le dimissioni della premier. Corbyn invece si gode il successo: i sondaggi gli accreditano il sorpasso. 

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Giornata cruciale oggi per la premier britannica Theresa May: in mattinata l'incontro con i minstri, poi il faccia a faccia con la leader del partito unionista nord irlandese Arlene Foster - un alleato indispensabile per ottenere la maggioranza in Parlamento - che fornirà un appoggio esterno. Lunedì prossimo avrebbero dovuto iniziare le trattative per Brexit. 

Brexit: il vertice segreto
Dopo la sconfitta dei Tories alle elezioni e dopo mesi di retorica hard, la strada della Brexit sembra destinata a prendere la direzione soft. Secondo le rivelazioni del Telegraph ci sarebbero stati incontri segreti tra conservatori e laburisti per indurre Theresa May a scegliere la soft Brexit: alcuni ministri conservatori (in maggioranza remainers) hanno avuto cioè colloqui segreti con esponenti del Labour per vedere da Londra un'apertura verso Bruxelles in particolare su questi temi: immigrazione, unione doganale e mercato unico. Il Labour, da parte sua, vorrebbe ottenere in cambio concessioni a sua volta, come lo stop al blocco degli stipendi per il pubblico impiego. Rinviato intanto "di qualche giorno" il Queen's Speech, il discorso alle Camere britanniche con cui la Regina inaugura ogni sessione parlamentare e legge il programma del governo per l'anno successivo.

May si scusa: ho messo io i Tories in questo caos
La premier - che, informata dei colloqui segreti, non li ha fermati - ha dovuto affrontare lo zoccolo duro del suo partito, il cosiddetto Comitato 1922 (i backbenchers, i deputati che non hanno incarichi governativi: con l'obiettivo di placarne la rabbia (ed evitare un cambio di leader in corsa, in favore di Boris Johnson o altri) ha deciso di scusarsi. "Io vi ho cacciato nei guai ha detto io ve ne tirerò fuori".

Corbyn in salita, May bersaglio di richieste di dimissioni
Jeremy Corbyn incassa intanto con soddisfazione il sorpasso nei sondaggi e si dice anche "pronto a tornare al voto". Sul versante opposto vediamo la premier: la petizione online iniziata dopo le elezioni non si ferma e conta 750 mila firme. 
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