Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/renzi-e-news-chi-pensa-di-pfermarmi-non-mi-conosce-non-grido-al-complotto-34abf87d-8187-43d2-a220-f1ac0ff0be39.html | rainews/live/ | true
POLITICA

Nell'inchiesta della Procura di Firenze sono 15 le persone indagate

Renzi: "Non grido al complotto. Chi pensa di fermarmi non mi conosce"

Fare i processi nelle aule dei tribunali e non sul web o nelleredazioni, dice l'ex premier Renzi all'indomani dell'arrestodei suoi genitori - ai domiciliari - nell'inchiesta per bancarotta fraudolenta e false fatture

La sede di Eventi 6, a Rignano sull'Arno (Firenze), la società dei Renzi (Ansa / Claudio Giovannini)
Condividi
"Tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge. I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido. Non grido ai complotti: chiedo che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali. Noi aspettiamo le sentenze, ma le sentenze si pronunciano in tribunale e non nelle piazze populiste". Così Matteo Renzi nell'enews.
 
 "Da figlio: ho il cuore gonfio di amarezza. Mi basta che lo sappiano i miei figli e i loro cugini. E vedere la loro chat whatsapp di queste ore mi commuove e mi fa pensare che i dieci nipoti conoscono bene i loro nonni. E sanno che persone sono. A questo punto c'è solo una cosa da fare. Mantenere la calma. Sapere che il tempo farà giustizia di tutte le bugie. Avere lucidità e pazienza. Da uomo delle istituzioni dico: mi fido della giustizia. Questo è un grande Paese e io credo nell'Italia, sempre. Non riusciranno a farmi parlar male dell'Italia, non riusciranno a farmi parlar male dei   giudici. Chi vuole il mio fallo di reazione, non lo avrà. Né oggi, né mai", scrive ancora il senatore Pd.      

"Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme". "Chi conosce la realtà sa che quelle carte, peraltro, non   corrispondono al vero. Ma per questo ci sarà il processo. Tra cinque anni, tra dieci anni, quando tornerà la calma e si potrà analizzare con serenità ciò che è accaduto in questo periodo alla mia famiglia, saranno in tanti a stupirsi", aggiunge il senatore del Pd. "Se qualcuno pensa di fermarmi, non mi conosce. Non ci conosce"
 

 
Tre gli arresti, in totale 15 indagati
Tre persone agli arresti domiciliari - Tiziano Renzi, la moglie Laura Bovoli e l'imprenditore Mariano Massone - ma gli indagati dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta e false fatture della procura di Firenze e della Gdf sono, a vario titolo, 15.   

Si tratta di amministratori che nel tempo si sono avvicendati nei cda di cooperative e srl che facevano riferimento ai genitori di Matteo Renzi e che si occupavano di servizi alle imprese, tipo volantinaggio o consegna di materiale pubblicitario. Sono quelli che il gip Angela Fantechi evidenzia nella sua ordinanza come 'uomini di fiducia', a partire dall'autista del famoso camper di Matteo Renzi, Roberto Bargillidetto 'Billy'.

Le misure cautelari personali sono scattate per i genitori di Renzi e l'imprenditore ligure Mariano Massone, poiché il giudice riferisce in capo a loro tre il maggior peso delle condotte criminose realizzate.   
Il pm Luca Turco ha fatto richiesta di misura al gip il 26 ottobre 2018 e il gip ha firmato l'ordinanza per i domiciliari il 13 febbraio. Ieri mattina l'atto è tornato in procura a Firenze e il pm Turco ha potuto attivare la guardia di finanza coi decreti di esecuzione della misura. Nel tardo pomeriggio lenotifiche nella casa di Torri di Rignano sull'Arno (Firenze)

Renziani all'attacco, giustizia a orologeria
L'arresto scattato un'ora prima della pubblicazione del voto degli iscritti M5S su Salvini, in un periodo in cui Matteo Renzi si era rimesso politicamente in moto e a due settimane dalle primarie del Pd. È il triangolo temporale che fa sbottare i renziani, ormai una ridotta nel Pd: "È giustizia ad orologeria, nel governo sanno usare il potere, Bonafede non è così naif come sembra, siamo ad una deriva pericolosa", si sfogano tra loro arrivando in alcuni casi, come Michele Anzaldi, a denunce pubbliche.   

I fedelissimi dell'ex premier sono sotto choc in un Pd dove, per il resto la solidarietà del resto del partito non si spreca a parte qualche stringato tweet. "Beh, è chiaro che l'obiettivo è anche politico: ripulire il Pd da Renzi e avviarlo ad un'altra stagione", è la lettura dei fedelissimi che però negano che l'expremier fosse in procinto di fondare un suo partito dopo le primarie e che il progetto, vista la vicenda dei genitori, sia saltato. 

Bonafede, rigetto sia giustizia a orologeria
"Da ministro della Giustizia respingo ogni idea, in generale e non relativa al caso concreto in cui non entro assolutamente nel merito, rigetto assolutamente che ci sia un sistema giudiziario che si muove ad orologeria. Dire una cosa del genere è irresponsabile". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, interpellato su quanto detto dai renziani a proposito della vicenda che riguarda i genitori di Matteo Renzi.  

Legale, arresti domiciliari è esagerazione
"L'esagerazione più grossa del dispositivo del gip è la misura degli arresti domiciliari. Non voglio discutere del merito del provvedimento sotto il profilo degli indizi di colpevolezza, anche se c'è tanto da dire e da confutare, ma non si può in una fattispecie di questo genere mettere due persone, che non sono neanche dei ragazzini, agli arresti domiciliari. Non riesco a comprenderlo. La misura che in questi casi può essere più efficace è semmai quella interdittiva rispetto all'attività imprenditoriale". Lo ha detto l'avvocato Federico Bagattini, legale dei genitori dell'ex premier Matteo Renzi, da ieri agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta della procura di Firenze.

Secondo il legale di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, il rischio di reiterazione del reato "è una contraddizione in termini: se io abbandono lo strumento con il quale i reati sarebbero stati commessi, vuol dire per ciò stesso che non c'è un rischio di recidiva di reiterazione del reato, e quindi non c'è neppure bisogno di confutare se fosse vero o non vero l'abbandono. È l'abbandono sostenuto dal primo giudice che azzera ogni profilo di rischio di recidiva".
Condividi