POLITICA

"Essere si sinistra è ok a ius soli e non cantare Bella Ciao"

Renzi: legge elettorale? Speriamo ci siano numeri, ma priorità è affrontare problematiche concrete

Il segretario del Pd sottolinea anche come il partito che guida sia "l'unica alternativa al populismo". E invita a non lasciare il Paese nelle mani di chi si "lagna, ma a chi si impegna per cambiarlo" 

Condividi
"Nessuno ha posto il problema della legge elettorale, quando stai in mezzo alla gente ti parlano di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, ti parlano di chi ha un malato di Alzheimer a casa, ti parlano di come deve funzionare il sistema sanitario, di problemi veri". Così il segretario del Pd, Matteo Renzi, a Trani per presentare il suo libro, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto della legge elettorale. "Certo - ha aggiunto - la legge elettorale è una questione che il Parlamento affronterà, speriamo che ci siano i numeri e decideranno i parlamentari, però quello che per me è fondamentale, oggi, è parlare di problematiche concrete".

"Si voterà alla fine di questa legislatura, quando il presidente della Repubblica scioglierà le Camere si tornerà a votare nel 2018 - ha spiegato Renzi - e per me è importante che questi mesi li passiamo non a litigare sulle poltrone ma a discutere concretamente su questioni che riguardano i cittadini, questioni vere non ideologiche". "Su queste questioni - ha concluso l'ex premier - il Pd è la forza più credibile. La nostra squadra, in cui ci sono io, c'è il presidente del Consiglio Gentiloni, i ministri e tanti amministratori locali e consiglieri regionali, è una squadra che ha da fare, noi discutiamo di questioni vere gli altri parlano".
 
Italia deve decidere se andare avanti o fermarsi
"Da qui ai prossimi sei mesi, abbiamo una situazione complicata specie all'estero. Abbiamo Trump e la Corea del Nord, domani si voterà in Germania, abbiamo il quadro complicato in Nord Africa e avremo l'Italia che dovrà decidere se andare avanti o se fermarsi" - ha detto ancora il segretario del Pd - "E allora che facciamo? Togliamo gli 80 euro? Si fa pagare di più la gente? Si rimette l'Imu agricola? Gli 80 euro Grillo e Berlusconi li hanno definiti una mancetta, ma è così se guadagni un milione di euro".

Essere di sinistra è ok a ius soli, non cantare 'Bella Ciao' 
"Grillo attacca i giornalisti, ma non è colpa loro se non riesce a comunicare. Lo dico non a caso oggi, nel 32° anniversario della morte di Giancarlo Siani. Perché l'Italia non si ferma'. "Nel libro - ha proseguito - ho voluto raccontare nel dettaglio come sono andate le cose, i retroscena di episodi politici del governo. Per esempio come nasce il 'stai sereno'". "Essere di sinistra non vuol dire cantare Bella ciao fuori di qui - ha concluso -  vuol dire approvare lo ius soli, fare la legge sul 'Dopo di noi' e quella sull'autismo".

Se mi ricandido a guida del Paese? Pd ha fatto primarie
"Il Partito democratico ha fatto le primarie per scegliere il proprio candidato premier, il punto però, il senso di questo viaggio, non è buttarla sulle persone ma di ragionare delle idee, dei risultati concreti" ha risposto Renzi ai giornalisti che gli hanno chiesto se si ricandida alla guida del Paese del paese. E ha proseguito: "C'è chi dice che si poteva fare meglio, certo, ma cosa ci propongono gli altri - aggiunge Renzi - a cominciare da Salvini e Grillo, vogliono forse togliere gli 80 euro, vogliono forse licenziare 100.000 insegnanti della buona scuola, vogliono forse aumentare le tasse, portare il canone Rai oltre i 100 euro, levare la quattordicesima ai pensionati, eliminare i sussidi per il lavoro e gli incentivi sul fisco?". "Parliamo di cose concrete" ha chiesto l'ex premier. 

Pd unica forza alternativa al populismo
"Il Pd è l'unica alternativa al populismo. Da  un lato c'è Salvini, che ha detto che in Corea del Nord ha sentito un senso di comunità e visto che si sente a casa sua mi verrebbe da dire aiutiamolo a casa sua. Dall'altro lato gli statisti a Cinque Stelle, preparati in politica estera - Di Battista ha detto che Napoleone ha combattuto ad Auschwitz - e in democrazia, con un candidato premier unico, Di Maio, e che con 137 clic vengono a parlarci di democrazia diretta quando noi negli ultimi anni abbiamo preso quasi 17 milioni di voti e portiamo 2 milioni di persone ai gazebo per le primarie". E ha invitato gli italiani non lasciare "il futuro a chi si lagna, credete a chi si impegna per cambiare il Paese e rilanciare il Mezzogiorno e solo noi possiamo farlo".
Condividi