Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/ricercatori-mondiali-lavorano-creazione-rete-5g-90dd0503-a67a-4774-a653-267b688ff242.html | rainews/live/ | true
TECH

Aziende mondiali al lavoro su standard e specifiche

Ecco la road map del 5G, verso la società connessa

Cos’è il 5G, a cosa serve, quando ne potremo beneficiare? Per rispondere a queste domande c'è una rete mondiale di ricercatori al lavoro che stabiliscono le tappe della quinta generazione di connessioni mobili: le novità garantiranno molto più della velocità dei dati dei cellulari

Condividi
di Celia Guimaraes Nel 1980 eravamo alla prima generazione della rete mobile, chiamata 1G. Entro il 2020, ci saranno 9 miliardi di utenti con dispositivi mobili e 6.1 miliardi saranno smartphone.

La Mobile Economy
Secondo dati dell’Osservatorio Politecnico di Milano, il valore complessivo della Mobile Economy  sarà di oltre 37 miliardi nel 2017 (equivalente a 2,3 % del Pil).

Al netto dei servizi tradizionali di telefonia mobile (in calo del 16%), la Mobile Economy cresce del 23%, trainata soprattutto dal mobile commerce (+55%) e dagli investimenti dedicati alle reti 3G e 4G (+39%). I fondi dedicati da imprese e Pa per lo sviluppo di soluzioni mobile a supporto dei processi aziendali crescono del 24% e quelli orientati al marketing e alla comunicazione su smartphone e tablet del 41%.

Gli investimenti legati al paradigma dell’Internet of Things basati su rete cellulare valgono oltre un quinto degli investimenti complessivi della Mobile Economy e crescono del 28%; i principali ambiti di sviluppo riguardano il mondo dell’auto (Smart Car) e quello domestico (Smart Home & Building).

Più dati, più veloci
Come conseguenza, le reti mobili dovranno essere in grado di reggere servizi voce, video e una serie di altri servizi di comunicazione in modo più efficace e veloce. Le reti dovranno anche essere in grado di generare un traffico dati 8 volte maggiore rispetto a quello di oggi. Per rispondere a queste esigenze si sta lavorando al 5G, la quinta generazione di reti a banda larga mobile.
 
 
“La banda ultralarga mobile  è fondamentale perché consente di connettere a internet dispositivi mobili come smartphone, tablet, console giochi e sempre più oggetti come le automobili, gli elettrodomestici: tutte queste cose dialogheranno in rete”. (Andrea Rangone, direttore Osservatori digitali Politecnico di Milano)

“Siamo in ritardo sulla stesura della fibra per la banda ultralarga ma per la telefonia mobile siamo allineati se non in vantaggio rispetto ad altri Paesi, distinguerei molto tra cavi in fibra nelle case e la banda ultralarga mobile”. (Marco Righini, Datacenter solution architect, Intel)


“La strategia da sola non basta, c’è da passare all’implementazione di tutto il pacchetto, a partire dalla regolamentazione a livello europeo ma anche dalla allocazione dello spettro delle frequenze radiomobile. Se riuscissimo a mettere a fattor comune l’intero pacchetto potremmo riguadagnare su 5G quella leadership che abbiamo perso nel 4G“. (Massimo Mazzocchini, amministratore delegato Nokia Networks Italia)

 


La banda è mobile
La tecnologia mobile più avanzata sarà onnipresente nel mondo entro il 2020: il 70% delle persone utilizzerà uno smartphone  e il 90% della popolazione  sarà raggiunta da una rete a banda larga mobile.

•         Le sottoscrizioni legate ad uno smartphone saranno più che raddoppiate nel 2020, a quota 6,1 miliardi. Circa l’80% di questi nuovi abbonamenti proverrà da Asia, Medio Oriente e Africa.
•         Entro il 2020, l’80% di tutto il traffico dati mobile sarà generato da smartphone. Nord America ed Europa continueranno ad essere le prime aree per utilizzo di dati da smartphone.
•         Il traffico dati generato da video crescerà del 55% ogni anno fino al 2020, trainato da servizi streaming e dalla sempre maggiore prevalenza di video nei contenuti online. (fonte: Ericsson Mobility Report – Giugno 2015)

Il 5G sarà il nuovo standard di tecnologie di accesso radio, che permetterà di unire le tecnologie precedenti in un’unica soluzione. Consentirà ad esempio di supportare, in maniera efficiente, applicazioni con parametri operazionali diversi, con maggiore flessibilità nei servizi.

A che serve il 5G
Per ora si sta lavorando ad una sorta di ‘road map’ per definire gli standard del 5G. Si sa che servirà garantire la broadband ovunque, per la comunicazione tra le automobili, la ‘personal tv’ dove i contenuti e gli eventi saranno trasmessi ad un livello molto più diffuso e dal basso (il traffico video sarà al 55% su mobile nel 2020 con grande produzione da parte degli utenti).

Il settore il cui sviluppo è considerato più interessante dal punto di vista economico per le reti  5G è quello del ‘remote machinery’: ogni cosa sarà connessa e dotata di sensori – dai trasporti, ai sistemi acquiferi, ai container, ai mezzi di lavoro.

Si pensa, ad esempio, alla possibilità di sfruttare sensori interrati sulle strade e autostrade per ottenere non solo dati su traffico ma anche informazioni climatiche, dati sulla fauna presente sul territorio.  E’ possibile che il volo dei droni per usi commerciali non sia più legato ad una connessione via radio ma ad una ‘rete di connessioni’  in 5G che potrebbe somigliare a quella del controllo degli aerei. 

La rete mondiale
Per creare questa ‘road map’ che porta verso la quinta generazione delle reti, c’è un gruppo mondiale al lavoro per mettere a punto quello che sarà l’ecosistema del 5G, che proprio adesso sta definendo a che cosa servirà questo tipo di connessione, che non sarà solo più veloce rispetto all’esistente. Le attività di standardizzazione inizieranno nel 2016, per arrivare alla disponibilità commerciale dei dispositivi e delle attrezzature nel 2020 circa.

Nello specifico, i parametri principali che saranno sviluppati e migliorati grazie alla tecnologia 5G includono la velocità e la capacità di trasmissione dei dati e l’integrità di questi dati, la latenza (tempo di risposta), il consumo di energia (con batterie più efficienti).

Il livello di performance per rispettare questi parametri dovrebbe garantire un volume del traffico maggiore di 1000 volte, decine di miliardi di dispositivi connessi contemporaneamente, una velocità dati in aumento di 10-100 volte, una latenza ridotta fino a cinque volte, una durata della batteria superiore di 10 volte, la connessione fra diversi device e oggetti.

Il progetto europeo Metis
Fra le varie attività di ricerca per lo sviluppo dello standard 5G, in Europa c’è il consorzio Metis (Mobile and wireless communications Enablers for the Twenty-twenty Information Society), che è anche la più importante iniziativa cross-industry per lo sviluppo di questa tecnologia.

Metis è anche un progetto di ricerca per stabilire i passi per i regolatori per l’allocazione dello spettro per la nuova generazione di sistemi radio. Gli standard permettono infatti l’interoperabilità fra le reti: per questo, un accesso allo spettro equilibrato a livello mondiale è cruciale per autorizzare la specificazione delle attività.

Pisa va veloce
I ricercatori italiani stanno sviluppando in questi giorni la tecnologia per la connessione del futuro, la rete 5G, quinta generazione del mobile. Per la prima volta il centro di eccellenza pisano è stato aperto alla visita di alcuni giornalisti.


Il centro di eccellenza dove si sta progettando quella che viene definita  “la società connessa”, è la sede dei laboratori finanziati dalla svedese Ericsson. Si trovano nella stessa palazzina dove, tra Consiglio nazionale delle ricerche, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, laboratorio nazionale di tecnologie fotoniche del Cnit, Consorzio di Ricerca sulle Telecomunicazioni Coritel e varie altre piccole e medie imprese del territorio, c'è collaborazione su tutto. 

Mille volte Lte
La svedese Ericsson è l’azienda coordinatrice e principale fornitrice di tecnologia del progetto Metis (in Italia nel suo centro di ricerca di Pisa) e recentemente ha stretto nuovi accordi per accelerare lo sviluppo di questo standard. Ad esempio con Ntt Docomo, il principale operatore telefonico giapponese, le due aziende daranno il via a Yokosuka, in Giappone, ai test outdoor della velocità di trasferimento dei dati fino a 10 Gbps (incrementando di 1000 volte la capacità di rete dell’attuale Lte), utilizzando una banda di frequenza a 15GHz.
Condividi